Protesta spenta nel sangue: 2 morti

ROMA.Sono stati gli ex soldati di Saddam Hussein i protagonisti e le vittime di una giornata segnata dalle loro irate proteste per un risarcimento che sebbene promesso non arriva, o arriva col contagocce, e da una dura risposta dei militari angloamericani. Il risultato sono due morti e numerosi feriti - alcuni dei quali gravi - tra gli iracheni, e due feriti tra i soldati Usa.
Tutto questo, mentre appare sempre più difficile un compromesso alle Nazioni Unite sulla nuova versione americana di una risoluzione sull'Iraq - la Francia ha ribadito la sua «delusione» per il testo presentato, che non piace neppure alla Russia e al segretario generale Onu Kofi Annan - e mentre si sviluppa un nuovo giallo, quello del ritrovamento vicino a Hilla (100 km a sud di Baghdad) di quattro missili antiaerei che i militari polacchi dicono essere di fabbricazione francese, e recente. Parigi smentisce categoricamente, la Polonia «si rammarica» della diffusione di questa informazione.
A Roma, a margine della Conferenza intergovernativa Ue (Cig), il presidente Jacques Chirac puntualizza: «Sono almeno 15 anni che in Francia non si fabbricano quei missili». E aggiunge: «I militari polacchi potrebbero aver fatto confusione, occorre una verifica seria». A Varsavia, il ministro della Difesa Jerzy Szmajdzinski «esprime rammarico riguardo all'informazione sull' asserita data di produzione di questi missili».
A Baghdad, in uno stadio in disuso, migliaia di ex militari dell'esercito iracheno, disciolto lo scorso maggio dalle forze di occupazione angloamericane, si sono ammassati per prendere il risarcimento - la cifra non si conosce - promessogli. Non chiedono solo la paga, chiedono lavoro.
Forse i soldati americani presenti sono pochi. Forse il loro atteggiamento non è quello giusto, forse si spaventano per la pressione. Le versioni dalle due parti, militari americani e testimoni iracheni, sono totalmente discordanti. Qualcuno comincia, prima con grida, intimazioni, poi con le pietre o con i colpi, non solo in aria. Scoppiano gli scontri, i soldati americani usano idranti e bastoni, gli ex soldati iracheni lanciano sassi. Un iracheno muore, colpito alla testa da uno sparo. Molti iracheni sono feriti, si parla di decine, due sono gravi. Anche due soldati Usa sono feriti.
Analogo episodio a Bassora (sud), dove ci sono i britannici.
Analogo epilogo drammatico di una protesta di centinaia di ex soldati iracheni che volevano la loro paga. Un soldato britannico vede una pistola in mano a un iracheno: gli spara e lo uccide. Si saprà poi che era un guardiano di una scuola - per questo armato, ma senza divisa - che tentava a sua volta di allontanare la folla. Ancora rimpallo di responsabilità nelle aggressioni. Un ufficiale britannico ha parlato di un fatto «serio» che richiede un'inchiesta.
E' andata meglio a Nassiriya (sud), dove sono i militari italiani a distribuire i pagamenti agli ex militari iracheni nello stadio della città, e a Hilla. In ambedue questi casi, per ragioni non chiarite gli uomini in fila per ricevere la paga hanno cominciato a protestare e a lanciare sassi verso i soldati, italiani e americani. Si è trattato di episodi minori, senza colpi di arma da fuoco, che si sono conclusi rapidamente e senza feriti.
E mentre tanti di quelli che costituirono l'esercito di Saddam Hussein vivono senza sapere quale sarà il loro futuro, 700 nuovi soldati iracheni, addestrati dagli americani, hanno giurato ieri di difendere la patria in una base militare del nord del paese: «Onore e coraggio» il loro motto, pronunciato alla presenza del capo dell'amministrazione civile americana Paul Bremer. Tra misure di sicurezza draconiane, ex peshmerga (combattenti curdi) e anche ex militari sciiti o sunniti hanno'inaugurato' a Kirkuk (nord) il nuovo esercito dell'Iraq, il primo nucleo di un esercito che dovrà avere, nei progetti, 27 battaglioni di fanteria formati da uomini di tutte le etnie irachene. Gli uomini reclutati, da luglio, sono 3.000. I nuovi soldati, fa sapere la coalizione angloamericana, «assisteranno la Quarta Divisione di fanteria e si occuperanno della sicurezza delle frontiere».