Bancarotta pluriaggravata, nuovi guai per Sergio Cragnotti
ROMA.Nuovi guai giudiziari per Sergio Cragnotti. L'ex patron della Cirio e della Lazio è indagato per bancarotta pluriaggravata reiterata. L'accusa viene dalla procura di Roma che ha avviato l'indagine dopo la denuncia dei sottoscrittori di obbligazioni Cirio. I risparmiatori, 35mila in tutta Italia che hanno comprato bond per 1,125 miliardi di euro, erano rimasti con un pugno di mosche dopo che la Cirio aveva comunicato di non essere in grado di rimborsare né interessi né capitale. L'inchiesta di Roma, che si affianca a quelle aperte dalle procure di Monza, Milano, Oristano e Bologna, si era arricchita nell'estate scorsa di una segnalazione della Consob sulla Cirio.
Si trattava di una dettagliata relazione sul bilancio 2001 nel quale emerge un credito di 500 milioni di euro che Cirio vantava (e vanta) nei confronti di società estere dello stesso Cragnotti. Insomma, la Cirio ha 'prestato" soldi a Cragnotti e quei soldi non sono più tornati indietro. Di qui l'accusa di bancarotta pluriaggravata che va ad aggiungersi a quelle di truffa e false comunicazioni sociali che il finanziere aveva già ricevuto appena partita l'inchiesta.
La nuova e più grave ipotesi di reato presa in esame dal procuratore aggiunto Achille Toro e da sostituti De Marinis e Cugini, è la conseguenza del lavoro svolto dai consulenti nominati dai magistrati. Le consulenze, di carattere bancario, finanziario e contabile tendono a ricostruire gli ultimi anni della Cirio e in questa ricerca, si è saputo, sarebbero emerse operazioni fittizie e non giustificate sul piano industriale, fatte solo per mascherare plusvalenze e minusvalenze.
Non solo: anche i passaggi di pacchetti azionari da una società all'altra del gruppo agroalimentare, cosi come il passaggio di crediti e di prestiti, non avrebbero avuto giustificazione.
Gli avvocati di Cragnotti hanno reagito ieri a questa notizia dicendo che il loro assistito non ha ricevuto alcun atto. «Ci riserviamo - hanno aggiunto - di depositare atti e memorie per controdedurre le ipotesi di accusa».
Intanto prosegue il braccio di ferro sulle responsabilità per il collocamento dei bond ai risparmiatori. «C'era una richiesta spasmodica - dice Carlo Salvatori, presidente di Unicredit -. La gente li voleva, cosi come i bond argentini. Se non glieli dava una banca andavano da un'altra».
«Sfido i banchieri che hanno piazzato i bond Cirio - risponde Elio Lannutti, presidente dell'Adusbef - a portare in tribunale uno soltanto dei 35mila risparmiatori che 'in modo spasmodico" ne hanno fatto autonoma richiesta».
Sul piano del possibile salvataggio della Cirio, da registrare che Conserve Italia ha ribadito ieri il proprio interesse per l'azienda 'nella sua globalità". In pratica Conserve Italia non vuol sentire parlare di 'spezzatino", cioè della vendita di Cirio a pezzi. Una risposta arriverà comunque dai commissari nominati dal tribunale di Roma.(g.f.)