«Sento ancora quel rumore dei freni»

SANNAZZARO.«Abbiamo incrociato un furgone che viaggiava verso il centro di Sannazzaro. La mia amica era appena scesa. Dopo pochi secondi, abbiamo sentito la frenata». Parla una compagna di scuola della ragazzina, come lei allieva nella classe III B della scuola media 'Mariangela Montanari".
Il pulmino che porta gli alunni verso le frazioni Mezzano, Savasini e Balossa di Mezzana Bigli, è subito ritornato sul luogo dell'incidente. «L'autista è sceso, per capire cos'era successo - prosegue la compagna - Da lontano abbiamo visto che alcuni automobilisti si sono fermati per portare soccorso. C'era molta confusione: sono arrivati anche i nonni materni della mia compagna di scuola, e qualche minuto dopo il suo papà». Dopo pochi minuti, lo scuolabus è ripartito per le frazioni: secondo alcune testimonianze, l'autista ha voluto allontanare gli studenti dalla vista della compagna stesa sull'asfalto.
Appena arrivata a casa, alla frazione Savasini (che dista da Sannazzaro circa due chilometri), la compagna ha iniziato il passaparola con le coetanee: «Siamo un gruppo di quattro amiche, molto affiatato - dice un'altra ragazzina - sono rimasta scossa: la compagna che ha avuto l'incidente è una ragazza studiosa, molto diligente».
Per passione la studentessa, che vive con il padre Pierangelo, la madre Costanza e la sorellina di otto anni, suona il pianoforte. «Spesso andiamo in pizzeria: sempre noi quattro», conferma ancora la compagna, che in classe siede proprio vicino alla tredicenne ricoverata al policlinico di Pavia. Le amiche sono rimaste comprensibilmente scioccate per l'accaduto: anche la madre di una di loro descrive l'amica della figlia come «timida, riservata. Direi che è di una bellezza ottocentesca: una ragazzina favolosa, che è molto amica di mia figlia - prosegue la signora, direttrice della biblioteca civica di via Mazzini - La conosco anche come molto generosa, sempre pronta ad aiutare le amiche». Che ieri pomeriggio si sono tenute in contatto via telefono: la preoccupazione per la sorte della conpagna era molto forte. (u.d.a.)