E' domani la giornata fra viti e cultura

SANTA MARIA.Cosa c'entrano Caravaggio, Dante e Vivaldi con le viti e i grappoli d'uva? Per rispondere a questa domanda è possibile partecipare alla Giornata Vitivinicola della Società Agraria di Lombardia che si terrà domani alla cantina «La Versa» di S. Maria. Ospite d'onore il bronese professor Giuseppe Fogliani che terrà una relazione su «La vite nell'arte, nella letteratura, nella musica e nella scienza». Fogliani presenterà i frutti della sua ricerca di quei fattori patologici che artisti, letterati e musicisti avevano - direttamente o indirettamente - disegnato, descritto e indicato a carico delle piante, dei loro frutti, dei loro ambienti di coltivazione, inclusi i fattori atmosferici.
Ecco la soluzione all'interrogativo che da tempo gli esperti si pongono: le malattie e le avversità delle piante sono sempre esistite?
Ascoltando le spiegazioni di Fogliani, prima di seguirlo nella visita guidata all'interno della Cantina «La Versa» di Santa Maria e del Wine Point di Montescano, possiamo intraprendere un interessante viaggio nelle nostre Arti Maggiori, «interrogando» i Grandi del passato e scoprendoli inconsapevoli patologi.
Dal Cesto di frutta o Cestello di frutta di Caravaggio rintracciamo malattie dei frutti, delle foglie e dei tralci quali il Corineo delle drupacee, la Venturia pirina e la Venturia inaequalis, la Botrytis cinerea e le alterazioni morfologiche da virus della vite.
Osservando l'Angelus ovvero «La cattiva raccolta delle patate» del 1858 di Jean François Millet veniamo a scoprire che già nella seconda metà del XIX secolo esisteva un particolare tipo di fungo che colpiva il tubero importato in Europa da Cristoforo Colombo.
Leggendo le Georgiche di Virgilio (I, vv. 84-88) conosciamo l'autore latino anche nelle vesti di ecologo e patologo vegetale ante litteram, mentre assaporando la bellezza di alcuni versi del Paradiso di Dante (XXVII, vv. 125-26), ci capacitiamo dell'esistenza, già nel 1300, del fungo Taphrina pruni o dei bozzacchioni del susino.