Caccia, se l'infrazione è la regola

BORGO PRIOLO.Cacciatori ancora nel mirino dei vigili venatori della Provincia. Dopo bergamaschi e bresciani, ad incappare nei controlli stavolta sono state due «doppiette» genovesi, sorprese nella zona di Borgo Priolo senza essere in possesso della necessaria iscrizione all'Ambito territoriale 4 (Voghera-Stradella). Movimentato l'episodio: alla vista degli agenti in divisa verde i due cacciatori sono fuggiti, ma la pattuglia guidata da Sergio Carlissi è riuscita a rintracciare la loro auto e quindi a fermarli: i due, inizialmente, hanno rifiutato anche di fornire le proprie generalità, ma sono stati comunque identificati e denunciati alla procura della Repubblica di Voghera. Rischiano fino a un mese di arresto od un'ammenda di circa duecento euro. Le guardie provinciali hanno contestato loro anche il possesso di un'arma non consentita, un fucile a cinque colpi (mentre il massimo di colpi per legge è tre).
Violazioni alle normative in aumento nella caccia? «Direi che il numero è costante», risponde Carlissi. Si dice che bergamaschi e bresciani commettano più infrazioni rispetto alle 'doppiette" nostrane: lei concorda? «Diciamo che, in generale, bergamaschi e bresciani si macchiano di infrazioni più eclatanti, spesso con rilievo penale, mentre i pavesi commettono soprattutto violazioni di natura amministrativa». Da più parti si critica la caccia con appostamenti fissi: dall'alto della sua esperienza, condivide queste critiche? «Certamente il numero andrebbe limitato - osserva Carlissi - Al di là di questo, gli effetti non sono devastanti finchè si dà la caccia alla selvaggina tradizionale, che si trova in numero sufficiente, ma il discorso cambia radicalmente se si abbattono esemplari di specie protette, come è purtroppo avvenuto nelle ultime domeniche». (r.lo.)