Scuole, attacco frontale sui trasporti
PAVIA. Una situazione insostenibile: cosi la descrivono i presidi degli istituti superiori di Pavia. Gli orari delle lezioni (dalle 8 alle 13.30) non coincidono con quelli dei mezzi di trasporto, siano essi autobus o treni. Migliaia di studenti (ma anche molti dei loro professori) sono in grave difficoltà, e le scuole in forte imbarazzo: ogni giorno sono costrette a concedere agli studenti pendolari un numero elevatissimo permessi di entrata ritardata o di usicta anticipata, tanto da rendere la prima e l'ultima ora di lezione una sorta di ininterrotto via vai, con immaginabili conseguenze.
I dirigenti scolastici si sono cosi riuniti al «Cossa» ed è stata la preside dell'istituto professionale di via Necchi, Angela Passadori, a fare da portavoce del malcontento generale, espresso in una lettera inviata al prefetto Domenico Gorgoglione, agli assessori ai trasporti Carlo Nola (Provincia) e Massimo Corsaro (Regione), al presidente della Provincia Silvio Beratta, al sindaco di Pavia Andrea Albergati, al dirigente del Csa Pietro Modini, ai sindacati e alle famiglie degli studenti pendolari.
I dirigenti scolastici nella lettera descrivono senza mezzi termini la gravità della situazione, «ormai insostenibile, in modo particolare nel bacino pavese», ed esprimono il profondo disagio degli istituti superiori di Pavia, causato dal mancato adeguamento dei mezzi di trasporto all'orario obbligatorio delle lezioni: «Nell'anno 1999/2000 - dicono i presidi - dopo anni di pressanti richieste, era stato raggiunto un accordo a livello provinciale con la maggior parte delle società di trasporto, grazie all'impegno di tutti gli enti interessati (Provincia, Prefettura, Comune di Pavia, ufficio scolastico provinciale, sindacati, singoli istituti); l'accordo aveva permesso agli studenti il rispetto degli orari, ad eccezione di poche situazioni non risolvibili (soprattutto su rotaia) e di alcune situazioni per le quali la soluzione era stata rimandata all'anno successivo. E invece tali impegni non solo sono stati dimenticati, ma addirittura si è peggiorata la situazione. Il servizio effettuato da molte società, in gran parte basato sul trasporto scolastico, dovrebbe soddisfare in primo luogo le necessità di questa utenza, rispettando gli orari concordati e mettendo a disposizione mezzi sufficienti al trasporto di tutti gli studenti abbonati. E invece queste società mostrano indifferenza anche al confronto che l'assessore ai trasporti della Provincia ha promosso per trovare una soluzione ai veri problemi evidenziati: era presente una sola società tra tutte quelle convocate».
La lettera si chiude con un appello a istituzioni e famiglie: «Utilizziamo ogni forma di pressione per trovare una via d'uscita».