Lombardi, la mente azzurra


PAVIA. Da Zolder ad Hamilton in Canada. Le speranze azzurre di vincere il mondiale su strada passano sempre attraverso i muscoli e il cervello di Giovanni Lombardi da Giussago, il «Professore» della squadra azzurra. Dopo aver pilotato dodici mesi fa Mario Cipollini alla conquista della maglia iridata, il 12 ottobre il 34enne pavese cercherà di lanciare Paolo Bettini. «Siamo la squadra più forte, e per questo cercheremo di imporre il nostro ritmo - spiega Lombardi - , ma dobbiamo guardarci dagli spagnoli che schierano il due volte iridato Freire (che ieri ha fatto il bis al Giro della provincia di Lucca,ndr ) e un tipo veloce come Valverde. E poi c'è il tedesco Zabel che resiste bene sui percorsi duri e viene da un'ottima Vuelta». Ma Cipollini ad Hamilton ci sarà? «Solo se penserà di potersi rendere utile alla squadra». E il futuro di Lombardi? «Dopo il mondiale, ma certo non resterò alla Domina».
Sarà il suo secondo mondiale su strada, dopo i nove su pista che gli hanno regalato due medaglie (argento nel 1987, bronzo nel 1989). E dopo l'oro olimpico a Barcellona che nel 1992 gli ha aperto le porte del ciclismo professionistico. «Sarà un mondiale più difficile del precedente», racconta al telefono da Madrid, da dove partirà domani per raggiungere Salice Terme, meta del ritiro azzurro che servirà al ct Ballerini e alla squadra per preparare l'appuntamento di Hamilton. «L'anno scorso avevamo in squadra il numero uno, cioè Mario Cipollini, e poi siamo riusciti a controllare la gara - continua il pavese -. Bettini ci dà garanzie e il tracciato canadese è fatto su misura per lui, ma è più impegnativo». Lombardi metterà la propria esperienza e il proprio senso tattico a disposizione della causa: «La squadra è ormai la mia dimensione e la maglia azzurra per me è già una vittoria. In questo gruppo sento che si sta creando il clima giusto per disputare un ottimo mondiale. Siamo sempre la squadra più forte, ma non dobbiamo sottovalutare quelle formazioni che finora si sono nascoste, come i belgi e i francesi». Ma come sarà la gara di Hamilton? «E' un percorso difficile che va interpretato perché se ti muovi al momento sbagliato sprechi le forze e ti giochi il mondiale. Noi cercheremo di controllare la corsa per lanciare Bettini, ma la tattica che si studia a tavolino è un cosa, poi in corsa può succedere di tutto». E' proprio in quel caso che serviranno di più le sue doti di stratega. «Dopo la Vuelta sono in ottima condizione - commenta Lombardi -. Questa è stata una stagione positiva, ma non ho ottenuto molti risultati, spero di renderla indimenticabile con il mondiale di Hamilton». Poi comincerà il mercato, con molte squadre che lo cercano. «So già per chi correrò l'anno prossimo, ma lo dirò solo dopo il mondiale - spiega -. Per ora posso solo dire che parteciperò a un progetto molto grande che sconvolgerà il mondo del ciclismo». Certamente non sarà la Fassa Bortolo. In Spagna i rapporti tra Lombardi e la squadra di Petacchi si sono rotti: «Per me ormai è un discorso chiuso - racconta il pavese -. Ci tenevo a portare a casa una tappa e speravo che dopo aver aiutato lo spezzino a vincere uno sprint ci sarebbe stato uno scambio di favori, ma cosi non è stato. E' stata un'esperienza che mi ha aiutato a capire chi sono i veri amici».
E Cipollini? «La gente si aspettava di vedere la maglia iridata in strada, ma Mario ha avuto problemi fisici e va capito. L'ho sentito e penso che farà almeno un'altra stagione ad alti livelli. E' indubbio però che il circuito di Hamilton non è adatto a lui e lui non è in condizione. Se verrà sarà solo per dare un aiuto psicologico alla squadra». Lombardi arriverà a Salice domani, sabato mattina farà le visite mediche, nel pomeriggio partirà alla volta della Francia per parteciperà alla Parigi-Tours.

Claudio Malvicini