Il Gestore di rete attacca la Svizzera
MILANO. «Il centro di comunicazione Etrans, coordinatore dei sei operatori del settore elettrico svizzero non ha comunicato tempestivamente lo scatto della linea, nè ha adottato le procedure d'urgenza concordate». Il Grtn italiano attacca la Svizzera. E' guerra sulle colpe.
Mentre la polizia giudiziaria di Roma è già al lavoro per ricostruire le fasi del blackout di domenica e anche la procura di Torino ha aperto un'inchiesta, il Gestore della Rete di Trasmissione nazionale interviene ufficialmente, per la prima volta, e ricostruisce i 27 minuti che hanno portato al «grande buio» in tutta Italia. «La mancanza di informazioni circostanziate degli operatori svizzeri ha influito - si legge in una nota del Grtn - sulla tempestiva identificazione delle cause ed ha impedito l'adozione delle necessarie contromisure». Ecco la cronologia diffusa dal Gestore. Ore 3.01 di domenica: scatta in Svizzera la linea Mettlen-Lavorgo. Su tale linea al Grtn risulta visibile solo una lieve variazione del flusso. Ore 3.15: Etrans comunica telefonicamente alla sala controllo del Grtn che, a causa di un assestamento interno, si rende necessario ridurre la variazione di potenza sull'import. In risposta il Grtn riduce l'importazione dall'estero di 200 Mw. «Etrans non aggiunge altro, nè informa il Grtn sulla criticità di rete». Ore 3.25: scatta in Svizzera la linea Sils-Soazza. Il riporto di flussi di potenza dalla Svizzera sulle altre interconnessioni, provoca forti sovraccarichi sulla frontiera francese e sull'elettrodotto di Rondissone-Albertville. «In pochi secondi si viene a creare uno squlibrio tra domanda e offerta pari alla potenza importata in quel momento, più uno sbilancio in uscita verso la posizione di rete svizzera in quel momento disconnessa dalla rete europea». Ore 3.28: l'Italia va in black out. Ad eccezione della Sardegna e di limitate isole di carico, l'intero sistema nazionale va in tilt.
La Svizzera replica subito alla versione del Gestore italiano rinviando al mittente qualsiasi responsabilità: «Abbiamo reagito nel modo appropriato in una tale emergenza. C'è una linea diretta con Roma, abbiamo composto quel numero per avvertire». E intanto la Lega se la prende con governo e opposizione che non hanno «pensato di imputare responsabilità all'unico ente che deve garantire efficienza del sistema di distribuzione, ovvero il Grtn».
Il rapporto del Gestore finirà tra gli atti al vaglio delle due procure che hanno aperto un'inchiesta. Da ieri a quello di Roma si è aggiunto il fascicolo aperto dal procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello che punta a verificare se ci sono o meno gli estremi del disastro colposo. La nuova iniziativa giudiziaria nasce dal fatto che il cosiddetto «effetto domino» sarebbe partito dalla centrale di Rondissone, la grande stazione di smistamento dell'Enel e alla quale si attestano i due elettrodotti ad provenienti da Albertville. A Roma è stato dato incarico alla polizia giudiziaria di ricostruire tutte le fasi che hanno preceduto il blackout e saranno presto sentiti sia i tecnici sia i vertici della struttura incaricata di garantire la sicurezza e la continuità del servizio.