Le opere di Lodola sotto i riflettori a Bruxelles

PAVIA. Marco Lodola è molto onorato e forse anche scaramanticamente un po' in ansia per gli appuntamenti internazionali che l'attendono i prossimi 7 e 11 ottobre a Bruxelles. «No, no, prima non dico niente», dice, apprestandosi a raccontare la sua presenza a «Europalia» il Festival che si tiene in Belgio dal 1 ottobre al 15 febbraio prossimi, in occasione del semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea, e che ha lo scopo di presentare e valorizzare la ricchezza culturale del nostro Paese. Oltre 100 appuntamenti (nelle principali città del Belgio) e un ricco programma di mostre, concerti, spettacoli di teatro e di danza, proiezioni cinematografiche e convegni letterari; approfondimenti sul piatto tipico (la pizza) e sul personaggio (Alberto Tomba).
«Europalia» si inaugura oggi, alla presenza delle massime autorità, dai reali del Belgio ai Presidenti Ciampi e Prodi, e già dalla prossima settimana sarà possibile visitare le due esposizioni d'arte in cui è coinvolto anche l'artista pavese Marco Lodola. Si apre il 7 ottobre alle Scuderie del Palazzo Reale di Bruxelles «Il nuovo ritratto d'Europa», la mostra curata da Vittoria Cohen, con lo scopo di far discutere su scala internazionale sull'arte italiana contemporanea. Partendo dalle avanguardie storiche, dall'Arte povera degli anni Sessanta, fino alla Trans-avanguardia degli anni Settanta, alle proposte di oggi, si mettono a confronto le opere di ventun artisti italiani: accanto a Marco Lodola espongono infatti Enrico Castellani, Carla Accardi, Fabio Mauri, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Luigi Ontani, Aldo Mondino, Sandro Chia, Luigi Mainolfi, Mimmo Paladino, Enzo Cucchi, Francesco Clemente, Gianni Dessi, Giuseppe Gallo, Gian Marco Montesano, Sabrina Torelli, Gian Luigi Toccafondo, Sabrina Mezzaqui, Luca Pignatelli, Paolo Chiasera et Alberto Zamboni.
La seconda importante mostra che vede coinvolto Lodola è «Vénus dévoilée» (Venere svelata), dedicata alla «Venere di Urbino» di Tiziano, nata da un'idea di Umberto Eco e realizzata da Omar Calabrese. Al Palais des Beaux-Arts, Bruxelles, dall'11 ottobre 2003 all'11 gennaio 2004 verrà ricostruito un ideale itinerario di bellezza, che parte dal capolavoro di Tiziano e giunge alle rappresentazioni contemporanee. L'emblematica Venere d'Urbino di Tiziano (1538) - eccezionalmente prestata dal Museo degli Uffizi di Firenze per Europalia - diviene lo spunto per un'indagine artistica sull'iconografia del mito di Venere. Una settantina di opere prestigiose, per lo più italiane, si alterneranno cosi a installazioni contemporanee, ricostruendo il contesto in cui operò Tiziano, la storia dell'iconografia, da Giorgione a Canova a Modigliani, per chiudersi con un'analisi di dettagli dell'opera, divenuti simbolici.
«A Bruxelles presento una delle mie scatole luminose, una mia interpretazione - anticipa Lodola - oltre a un allestimento della facciata del palazzo». Un grande impegno e un grande onore, si diceva, su cui l'artista però preferisce non soffermarsi. Ma come ci si sente accanto ai grandi? «Mi sento vivo», replica Lodola dando appuntamento al dopo inaugurazione, pronto a raccontare la sua «scatola luminosa» e tutto il resto.
Grazia Bruttocao