«Perché Voghera ci ignora?»
VOGHERA. La voglia di vincere e di non mollare mai è sempre la stessa, come quella di dire sempre ciò che pensa, specie se scomodo: il «sultano» Paolo Boesso è ancora sulla breccia con la Maxerre Voghera capolista del girone A di serie C1 di basket, ma non le manda a dire all'amministrazione comunale di Voghera circa le condizioni del vecchio Palestrone.
«Abbiamo la palestra più brutta ed inadeguata di tutta la C1, ma del resto l'amministrazione continua a dimostrarsi insensibile verso il basket. Anche Voghera resta inspiegabilmente fredda, una città morta, qualsiasi cosa si faccia. Lo sport non è solo calcio, specie se dall'altra parte c'è una serie D, non qualcosa di clamoroso. Noi, tutto sommato, facciamo la C1». Intanto, alla faccia dei problemi dell'impianto e della scarsa sensibilità della piazza, la Maxerre è partita con il piede giusto, vincendo le prime due partite della sua nuova avventura in C1: «Credo che tutte le scelte fatte dalla società si stiano rivelando estremamente positive», spiega il sultano: «Il gruppo mi sembra caratterialmente più forte dell'anno scorso, oltre ad aver inserito in ogni ruolo giocatori esperti e motivati». La pensa cosi anche coach Gianmarco Cellario: «Sono molto contento di questo gruppo indipendentemente dalle due vittorie iniziali in campionato. C'è entusiasmo, molta voglia di stare insieme, di vincere, di fare bene". Sabato è già"big-game" al palestrone:"Si, arriva lo Spezia in cui gioca, fra gli altri, il fratello di Giachetti, il talento della Mabo Livorno. Hanno esordito vincendo a Desio e sono a punteggio pieno: avevano già fatto bene lo scorso anno, ora non si nascondono e puntano a salire». Il girone conferma caratteristiche antiche: «Si, quello piemontese-ligure resta tecnicamente un po' al di sotto di quello lombardo», conferma coach Cellario che, in vista del match di sabato deve fare i conti con qualche acciacco lamentato dal fratello Chicco e da Spinelli. Ed il sultano? «Avere giocatori della sua esperienza e della sua eterna voglia di vincere è un conforto per ogni coach». (f.ba)