Rincari eccessivi, ecco il meccanismo di controllo
FIRENZE. Rincari eccessivi dei prezzi si tradurranno in maggiori tasse da versare solo per i commercianti che hanno realmente abusato della situazione. Non avranno «contraccolpi» fiscali, invece, i commercianti che hanno a loro volta subito rincari sulla merce acquistata all'ingrosso o all'origine, perché gli studi di settore sono in grado di distinguere la diversa situazione.
A spiegare il meccanismo è Giampiero Brunello l'amministratore delegato della Sose, la società che per conto del Ministero dell'Economia gestisce gli studi di settore, cioè gli strumenti in base al quale il Fisco riesce a risalire ai ricavi di lavoratori autonomi in base a indicatori contabili ed extracontabili. La filosofia del provvedimento è comunque semplice e il ministro Giulio Tremonti (nella foto) la riassume con una frase: «Chi ha aumentato i prezzi pagherà più tasse ed è giusto perché ha avuto più utili». «Con la Finanziaria - ha detto Brunello intervenuto ad un convegno proprio sugli osservatori provinciali per gli studi di settore organizzato a Firenze dall'Agenzia per le entrate della Toscana insieme alle organizzazioni degli artigiani - non cambierà nulla in termini di procedure». Gli studi, proprio perché consentono di risalire ai ricavi dei singoli contribuenti, saranno in grado di discriminare tra coloro che hanno abusato dei rincari e coloro che li hanno solo subiti trasferendoli poi alla vendita al dettaglio. «Se poi in termini di sostanza ci fosse un rilevamento significativo che evidenzia un diverso margine (come ricavi anomali) questo potrà portare a valutazioni diverse - ha detto -. Può capitare che siano aumentati i prezzi finali, senza che siano cresciuti quelli d'acquisto. Ma può essere che siano aumentati entrambi, tutti fenomeni di cui bisogna tener conto e che vanno monitorati, però secondo procedure normali».
Circa l'aggiornamento degli studi di settore, Brunello ha aggiunto che «si tiene conto delle dichiarazioni fatte dai contribuenti con l'apporto della rete di esperti che noi abbiano sul territorio e delle verifiche della guardia di finanza e dell'Agenzia delle entrate, il tutto con pesi diversi».