Papa Leone evoca il terzo conflitto mondiale e poi l'appello ai potenti: "Basta con la guerra"

Video Papa Leone XIV ha celebrato il Regina Coeli dalla loggia di San Pietro dopo la quale ha lanciato, alzando la voce,  evocando anche lo spettro di una treza guerra mondiale “che si combatte a pezzi” , un appello per la pace:"Ai potenti dico: basta con la guerra!" .  "Porto nel mio cuore la sofferenza dell'amato popolo ucraino – ha poi aggiunto -  si faccia il possibile per giungere al più presto a una pace autentica, giusta e duratura. Siano liberati tutti i prigionieri e i bambini possano tornare alle proprie famiglie". E ancora parole su Gaza: “Cessi immediatamente il fuoco, si presti soccorso umanitario alla stremata popolazione civile e siano liberati tutti gli ostaggi”.

Papa al carcere Regina Coeli: "La Pasqua? La vivrò come posso". I detenuti: "Francesco! Francesco!"

Video "Francesco Francesco" e "Libertà Libertà" sono state le ovazioni che hanno accolto e poi salutato Papa Francesco durante la visiti nel carcere di Regina Coeli a Roma. Il Santo Padre uscendo si è fermato a salute la stampa che lo aspettava fuori. "Ogni volta che in un posto come questo mi domando: perché loro e non io?", ha affermato Francesco che ha ricordato come Regina Coeli sia una basilica con l'apertura della porta santa avvenuta a Natale. "Come vivrò la Pasqua? Come posso", ha affermato sorridendo.

Due giorni di rivolta nel carcere di Regina Coeli: a fuoco scarpe e lenzuola e vetri rotti nei corridoi

Video Nel video alcuni momenti della rivolta dei detenuti scoppiata tra sabato e domenica a Regina Coeli. Nel carcere la situazione è insostenibile sia a causa delle condizioni di iperaffollamento in cui vivono sia per i contrasti fra bande che gestiscono il racket interno di sigarette e oggetti come scarpe o ricariche postepay. La rabbia è scoppiata per la prima volta sabato pomeriggio e ha coinvolto circa duecento detenuti nella terza sezione del penitenziario: hanno rotto le serrature delle celle, alcuni vetri e allagato i corridoi, appiccando il fuoco a mucchi di vestiti fra urla e proteste. Gli agenti della polizia penitenziaria sono dovuti intervenire in tenuta antisommossa: solo nel corso della notte sono riusciti a riportare la calma. Nella mattina di domenica le proteste sono riprese con più forza e altri roghi sono stati appiccati nei corridoi del carcere. Da tempo il sindacato Osapp chiede il trasferimento di questi detenuti. “Chiediamo il trasferimento ad altre strutture di questi detenuti per attenuare il potenziale di violenza - spiega Leo Beneduci  segretario generale del sindacato Osapp (organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria) - ma il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria risponde solo che occorre chiuderli e non farli permanere nei corridoi, quando poi sono sempre gli stessi ad incendiare le celle e comunque ad uscire in ogni caso. il problema delle criminalità più o meno organizzate che la fanno da padrone tra le celle è quanto mai attuale”.