Inaugurata a Roma la mostra su Vittorio Occorsio "Il coraggio della giustizia 1976-2026"

Video E' stata inaugurata a Roma la mostra "Vittorio Occorsio, il coraggio della giustizia 1976-2026" nella Sala Alessandrina dell'Archivio di Stato a Roma alla presenza della famiglia del magistrato ucciso il 10 luglio del 1976 dall'organizzazione neofascista Ordine Nuovo. Presenti all'inaugurazione anche studenti delle scuole superiori, per una mostra che ha l'obiettivo di raccontare la vita e la carriera di Vittorio Occorsio, il giudice che ha lavorato a processi su alcune delle pagine piu' buie e complesse della storia della Repubblica, come lo scandalo Sifar, la strage di Piazza Fontana, il processo Ordine Nuovo fino alla loggia massonica P2. "Il percorso espositivo 'Il coraggio della Giustizia' ci porta dentro gli anni 70', negli anni di Piombo. Mio padre nel corso della sua vita si e' occupato di processi importantissimi: dal Piano Solo, alla Strage di Piazza Fontana, a Ordine Nuovo, finendo con l'Anonima Sequestri." Racconta la figlia del giudice.

Strage di Bologna, il fischio del treno e il minuto di silenzio per ricordare le vittime

Video Con il fischio di un treno e un minuto di silenzio  si ricordano le vittime della strage neofascista di Bologna del 2 agosto 1980 in cui morirono 85 persone e 200 rimasero ferite.
"Oggi sappiamo chi è stato e ne abbiamo anche le prove. La strage del 2 agosto 1980, già ideata nel febbraio 1979, fu concepita e finanziata dai vertici della famigerata loggia massonica P2, protetta dai vertici dei Servizi Segreti italiani iscritti alla stessa loggia P2, eseguita da terroristi fascisti. Contiguità che sembrano ancora oggi salde e inconfessabili, se pensiamo che fino a ieri le inchieste sulla strage del 2 agosto sono state ostacolate in ogni modo con depistaggi e intossicazioni che, seppur smascherate e smontate in sede processuale, hanno portato a ritardi di anni e anni nell'accertamento dei fatti". Lo ha detto il presidente dell'associazione delle vittime della strage del 2 agosto 1980, Paolo Bolognesi, dal palco in stazione a Bologna.