Video "Nel pomeriggio di ieri i nostri team e le persone soccorse sono state deliberatamente prese di mira in un attacco a fuoco da parte della Guardia Costiera libica, su un’imbarcazione donata dall’Italia". Inizia così la denuncia sui social della Ocean Viking - nave di ricerca e soccorso noleggiata da Sos Mediterranee in collaborazione con la Federazione internazionale delle società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (IFRC). La nave è stata presa di mira a circa 40 miglia nautiche a nord della costa libica. A bordo c’erano 87 sopravvissuti già soccorsi in precedenti operazioni, insieme all’equipaggio della nave. Nessuno ha riportato ferite, ma l’attacco ha provocato danni significativi alla nave e alle attrezzature di soccorso, tra cui antenne distrutte, finestre rotte sul ponte e colpi ai tre gommoni veloci Rhib.
Secondo Sos Mediterranee, la motovedetta libica ha circondato la Ocean Viking e aperto il fuoco per almeno 20 minuti, prendendo di mira deliberatamente il ponte, dove si trovano le operazioni di navigazione. L’equipaggio ha messo in sicurezza i sopravvissuti e lanciato un mayday, chiedendo assistenza alla NATO, senza ricevere risposta dalla marina italiana. Valeria Taurino, direttrice generale di Sos Mediterranee Italia, ha definito l’attacco deliberato e mirato, denunciando come la Guardia Costiera libica metta regolarmente in pericolo le vite in mare e violi il diritto marittimo internazionale. Taurino ha chiesto un’indagine approfondita e la cessazione immediata della collaborazione europea con la Libia, considerata incapace di operare come autorità competente in acque internazionali.
La denuncia sui social: “Contro di noi centinaia di colpi. Stiamo bene, ricostruiremo gli eventi”
Per la Corte penale internazionale è colpevole di crimini di guerra e contro la dignità umana
gianni giacomino giuseppe legato
Nei prossimi giorni i primi migranti sbarcheranno da una nave italiana. Il loro sarà un destino pieno di incognite
Le persone parite dalla Libia, nella notte si sono interrotte le comunicazioni. La Guardia Costiera libica: «Nessuna traccia»
La deposizione del volontario nell’aula bunker dell’Ucciardone
riccardo arena
Il responsabile Esteri dem attacca: «Sul Mes è in pericolo l’interesse nazionale. Sulla Guardia costiera libica il Pd ha fatto un percorso. Su Ucraina distanti da Conte»
ANNALISA CUZZOCREA
Gli stranieri a bordo di un peschereccio partito dalla Libia. I bimbi ospiti all’hotspot di Lampedusa senza scarpe e con vestiti leggeri
Il sindaco dell’isola siciliana: «Serve una Mare Nostrum europea». Due naufragi e 11 cadaveri recuperati. Emergency: «Salvati in 78 su un gommone alla deriva, ci sono altre imbarcazioni in difficoltà». Sos Méditerannée: «Minacciati dalla Guardia costiera libica»
Chiara Denaro: «Nel 2014 eravamo trenta, oggi 250 in 22 Paesi»
laura anello
E Roma non avrebbe informato una nave che poteva intervenire
Giuseppe Legato
«La rivoluzione in Iran ci insegna che democrazia e diritti vengono prima di ogni politica. Salvini? Un ignavo di Dante. Meloni mente sulle Ong: a sostenere i trafficanti libici sono i nostri soldi»
Federico Monga
Non è previsto un ingresso in porto, il trasbordo a terra dei migranti viene effettuato con le motovedette della Guardia costiera
FABIO ALBANESE
il reportageFrancesca Mannocchi«La situazione è molto delicata, sono settimane che stanno mettendo alla prova la tenuta della Libia sulla gestione del fenomeno migratorio e che segneranno, forse, anche l'atteggiamento del prossimo futuro». A parlare è Federico Soda, capo missione dell'Oim (Organizza
Luca Monticelli / ROMA«Vogliamo pensare a riaperture in sicurezza: questo credo sia il miglior messaggio per rassicurare il Paese, stiamo guardando al futuro delle prossime settimane». Mario Draghi evoca ottimismo, fiducia, coscienza. Concetti che ripete più volte in un'ora e mezza di conferenza sta
il retroscenaFrancesco Grignetti / ROMAUna volta di più, Mario Draghi non si rifugia nel lessico diplomatico. Va dritto al sodo. E così, parlando dei migranti che partono in massa dalla Libia e che i libici frenano come possono attraverso la Guardia costiera, non ha usato mezze misure. «Noi esprimia