Video E' di 23 persone arrestate - 19 in carcere e 4 ai domiciliari - il bilancio dell'operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e dei carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Caserta contro il clan dei Casalesi, in particolare contro la fazione guidata dal capoclan Michele Zagaria, detenuto da 15 anni. In carcere sono finiti i fratelli del boss, Carmine e Antonio, il nipote Filippo Capaldo, figlio della sorella Beatrice, catturato a Tenerife (Spagna) dalla Policia Nacional, dove si era trasferito dopo essere stato scarcerato nel 2019. Anche Carmine e Antonio erano stati in carcere e poi rimessi in liberta' gia' qualche anno fa: da allora avevano continuato a gestire la cosca fondata dal fratello Michele secondo classiche dinamiche, facendo estorsioni a commercianti e imprenditori, controllando alcuni settori economici come quello della compravendita delle proprieta' terriere. Il clan, grazie a rapporti con la 'ndrangheta, si occupava anche del traffico di droga. (NPK)
La vittima è il 34enne Alessandro Moretti. Suo zio Rocco, detto “Il porco”, è tra i fondatori della Società Foggiana. Ora la città teme che ripartano le faide tra i clan
Contestati finanziamenti per circa sette milioni di euro destinati, secondo l’accusa, alle attività dell’organizzazione terroristica
A CURA DELLA REDAZIONE WEB
Considerato tra i 100 ricercati più pericolosi secondo il ministero dell’Interno
La Polizia degli Emirati Arabi Uniti ha arrestato Altin Sinomati ritenuto il mandante dell'omicidio di Selavdi Shehaj, detto Passerotto, ucciso il 20 settembre del 2020 sulla spiaggia di Torvaianica. Vicenda che riporta al narcotraffico, finita al centro delle indagini negli ultimi giorni sull’attentato subito dal giornalista di Report
Conosciuto con il soprannome di «sfregiato», Pino Piromalli era stato arrestato nel 1999 dopo sei anni di latitanza, era libero dal 2021
La Procura al lavoro su tre ipotesi. I due fermati nell’interrogatorio hanno fatto scena muta
EDOARDO IZZO
La 21enne fu vittima innocente della lotta tra i clan della Camorra. Fu ammazzata nel 2004. La denuncia della madre, Anna Lucarelli sono al vaglio della DdA di Napoli
Condannato l’argentino che uccise in un agguato nell’agosto del 2019 Fabrizio “Diabolik” Piscitelli, ultras della Lazio
Blitz tra Palermo e la provincia di Trapani: 18 arresti. Dopo la morte di Messina Denaro, il boss era un allevatore. In cella anche il re della grande distribuzione
RINO GIACALONE
Operazione ad ampio raggio nel Bresciano e in altre province lombarde e italiane: eseguite 25 misure cautelari, in corso numerose perquisizioni
SALVATORE MONTILLO
Video La droga veniva nascosta in bottigliette di plastica modificate, sotto le auto e nelle cantine dei palazzi di zona San Siro. La Polizia di Stato di Milano, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Milano ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare emesse nei confronti di 14 persone, sei italiani e otto albanesi, alle quali è contestata l'associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga. Si tratta di due gruppi diversi che operavano nei quartieri San Siro e Lampugnano, a Milano, e a Baranzate e Bollate. Spacciavano ingenti quantitativi di cocaina e hashish. Entrambe le organizzazioni criminali, ben radicate sul territorio, si siano avvalse per lo spaccio al dettaglio nell'arco di 24 ore di cosiddetti 'cavallini' sia italiani che provenienti dall'Albania: questi ultimi, privi di permesso di soggiorno, restavano sul territorio italiano solo i 90 giorni previsti dalla legge per poi tornare in Albania e rientrare in Italia, attraverso voli diretti, in possesso di un altro visto per ulteriori 90 giorni. A ciascuno dei "cavallini" era assicurato il supporto logistico necessario per vivere a Milano (appartamenti mobiliati, vetture, telefoni) e una sorta di "apprendistato" sulle modalità di spaccio.
Operazione della polizia in periferia a Torre Angela
Operazione della Dda. Gli inquirenti alla ricerca del nuovo vertice mafioso dopo l’arresto del super boss
rino giacalone
Video Nella notte i carabinieri hanno arrestato nasconde il latitante Pasquale Cesaro, broker del narcotraffico di 52 anni, ritenuto vicino al clan “Nuvoletta – Orlando – Polverino”. Cesaro è ritenuto perno fondamentale nel canale di rifornimento di cocaina dal Sud America alla provincia di Napoli e deve scontare 16 anni e 8 mesi di reclusione. Una condanna che parla di traffico internazionale di stupefacenti, ancora ineseguita perché l’uomo è sparito dai radar della giustizia già il 1 luglio del 2023. I carabinieri, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, non hanno mai smesso di cercarlo, monitorando la sua rete relazionale, senza trascurare l’analisi dei social network. Alle tre di questa notte a Marano l'uomo è stato bloccato in una villetta di via De Filippo . Con lui un 43enne e due donne, sedute a fumare attorno ad un narghilè. Scatta il blitz. Cesaro tenta la fuga da una porta sul retro, scavalca la recinzione e si ferisce una gamba con uno spuntone di metallo. Inseguito e preso. Arrestato anche il 43enne che era con lui per aver sostenuto la sua latitanza: procurata inosservanza di pena il reato contestato. Stesso reato per le due donne, denunciate.
L’agguato lo scorso 15 gennaio a Corviale alla periferia di Roma
edoardo izzo
Scoperti 77 stranieri, tra loro anche donne e minori. Nove arresti, 27 denunce
Colafigli, uno dei promotori storici della “Banda della Magliana”, è finito nuovamente in manette a Roma. L’anziano boss comandava una batteria di pusher nel quartiere dove 40 anni fa era nata la Banda
edoardo izzo
Le accuse vanno dal traffico illecito di rifiuti al furto aggravato ai danni della Città Metropolitana di Napoli, fino alla corruzione
La rielaborazione della polizia con il programma «age progression» ha rivelato come potrebbe essere oggi il ricercato di Cosa Nostra