Libano, Borrell: "No a scuse per cessate il fuoco, mandato d'arresto per Netanyahu è un obbligo"

Video "Non ci sono scuse per un cessate il fuoco in Libano e sulla proposta di accordo, mediata da Stati Uniti e Francia". Così Joseph Borrell, Alto rappresentante europeo per gli Affari Esteri. "Non si può applaudire quando la corte va contro Putin e restare in silenzio quando la corte va contro Netanyahu", ha aggiunto Borrell. "Questo è il tipico esempio dei due pesi e delle due misure per cui tanto veniamo criticati. Ho chiesto agli Stati membri dell’Unione Europea di adempiere ai loro obblighi ai sensi del diritto internazionale. Che piaccia o no, la Corte penale internazionale è un tribunale"

Metropolis - A riveder le stelle. Con Baldino, Bei, Boccia, Gratteri, Macor, Sannino e Schianchi

Video Nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il monito di Mattarella: "Non è stato fatto abbastanza". Meloni parla di "piaga sociale e culturale". Casi di stalking in aumento. Che fare davvero per cambiare le cose? In questo 25 novembre arriva la richiesta di ergastolo per Filippo Turetta, assassino di Giulia Cecchettin, che avrebbe ucciso con premediatazione. E la sentenza di condanna per Alessandro Impagnatiello, per l’omicidio di Giulia Tramontano, incinta al settimo mese del loro figlio Thiago. L'assemblea costituente dei 5 stelle conferma Giuseppe Conte leader e cancella la figura del garante, il fondatore Beppe Grillo, e i suoi 300mila euro annui. C'è il rischio di una scissione, l'Elevato punterà a una nuova formazione di duri e puri con la fidata Raggi e Di Battista? Il fondatore a sorpresa chiede il riconteggio e lo ottiene. E ora? Cancellata poi la regola del doppio mandato. Ora Roberto Fico potrebbe entrare in gara per la poltrona di governatore della Campania? A larga maggioranza infine sono state approvate le alleanze. Che saranno con l'opposizione, visto che Conte parla di partito "progressista". Ma saranno alleanze fisse o variabili, nazionali o locali? Nuovi raid a sud di Beirut dopo l'ordine di evacuazione dell'Idf, proprio mentre si parlava di una tregua. La guida suprema dell'Iran Khamenei minaccia: "Non basta il mandato d'arresto della Corte penale internazionale, Netanyahu e le autorità israeliane dovrebbero essere giustiziati per crimini di guerra". Ne parliamo con il procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri, è in libreria il suo Una Cosa sola (Mondadori). Poi Vittoria Baldino, vicecapogruppo Ms5 alla Camera, e Francesco Boccia, capogruppo Pd al Senato. In studio con Gerardo Greco: Francesca Schianchi, Conchita Sannino, poi Francesco Bei. In collegamento da Genova, Matteo Macor. Dalla manifestazione "Non una di meno davanti" a Palazzo Chigi: Cecilia Rossi, che firma con Cinzia Comandè lo speciale 'Violenza sulle donne: perché tante (ancora) non denunciano", con Francesca Florio, avvocata penalista; Azzurra Rinaldi, economista e Direttrice della School of Gender Economics della Sapienza; Roberta Giommi, psicoterapeuta e Direttrice dell’Istituto internazionale di sessuologia di Firenze; Stefano Ciccone, sociologo e presidente dell’associazione “Maschile Plurale” e Alessio Boni, attore e regista dell’opera teatrale “Uomini si diventa. Nella mente di un femminicida". Metropolis è la nostra striscia di politica, attualità e societò che va in streaming tutti i giorni alle 18 dal lunedì al venerdì con i protagonisti della politica, del giornalismo e della cultura GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP

Iran, Khamenei: "Netanyahu dovrebbe essere condannato a morte"

Video La Guida suprema iraniana Ali Khamenei ha dichiarato che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dovrebbe essere condannato a morte, affermando che il mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale (CPI) nei suoi confronti pochi giorni fa è insufficiente. "Deve essere emessa una sentenza di morte per Netanyahu e per i leader criminali di questo regime", ha detto Khamenei in un incontro con i Basijis (milizie islamiche) a Teheran. La massima autorita' politica e religiosa iraniana ha nuovamente accusato Israele di aver commesso "crimini di guerra a Gaza e in Libano attaccando i civili"

Tajani: "Mandato di arresto Netanyahu non serve alla pace, cambiamo regole di ingaggio per Unifil"

Video Nel corso di un punto stampa alla decima edizione dei Med Dialogues, il ministro degli esteri Antonio Tajani ha commentato il mandato d'arresto emesso dalla Corte penale internazionale nei confronti del premier israeliano Netanyahu: "Non serve alla pace, è irrealizzabile. la pace è la cosa principale, non si risolve con queste scelte". Poi il vicepremier ha parlato del nuovo attacco di Hezbollah alla base Unifil in Libano: "Serve dare differenti regole d'ingaggio alle forze Unifil perché possano impedire a Hezbollah di fare quello che ha fatto fino a oggi al confine con Israele. Le truppe italiane hanno sempre denunciato quello che accadeva", ha aggiunto Tajani.

Grosseto, Salvini parla di Netanyahu e i sostenitori di Vannacci lo fischiano: "A Gaza è genocidio"

Video "Condannare allo stesso modo un leader come Bibi Netanyahu, che rappresenta una democrazia, e i terroristi islamici significa...". Il discorso di Matteo Salvini alla presentazione del movimento politico del generale Vannacci, a Marina di Grosseto, viene riempito dai fischi di diversi presenti. Il leader del Carroccio, collegato, continua a parlare ma il rumore è troppo. Cosa è successo? Qualcuno pensa che grida e fischi siano contro il giudizio della Corte penale internazionale, che ha chiesto l'arresto del premier israeliano. Qualcun altro, invece, pensa che siano proprio rivolti a Netanyahu. E ce lo dice, dopo aver a sua volta urlato contro Salvini: "Non riesco a capire i doppiopesismi - racconta uno dei contestatori - . Non posso tollerare che un ministro della nostra Repubblica dica che Netanyahu sia un pilastro della democrazia" LEGGI Calendari e anelli con la Decima, a Grosseto Vannacci lancia il suo “partito” a colpi di gadget di Andrea Lattanzi

Orban sfida la Corte penale internazionale: "Invito Netanyahu in Ungheria"

Video "La Corte penale internazionale interferisce in un conflitto politico in corso sotto mentite spoglie legali ma con obiettivi politici, questo è di per sé sbagliato. Scredita completamente il diritto internazionale e inoltre getta benzina sul fuoco. Quindi non c’è altra scelta se non quella di sfidare questa decisione. Pertanto, oggi inviterò il Primo Ministro israeliano, Netanyahu, per una visita in Ungheria, e in quell'invito gli garantirò che se verrà, la sentenza della Corte penale internazionale non avrà alcun effetto in Ungheria, e non ne seguiremo i contenuti. Considereremo solo la qualità e lo stato delle relazioni ungheresi-israeliane in modo che il primo ministro israeliano possa condurre colloqui efficaci in sicurezza qualora accettasse il nostro invito". Queste le parole di Viktor Orban, intervistato dalla radio di stato ungherese, annunciando che inviterà il suo omologo israeliano Benyamin Netanyahu per protestare contro il mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale.

La rabbia di Netanyahu contro il mandato d'arresto: "Decisione presa da giudici antisemiti"

Video Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, ha dichiarato che la decisione della Corte penale internazionale di emettere un mandato di arresto per presunti crimini di guerra è “antisemita”. I giudici della Corte hanno affermato che ci sarebbero ragionevoli motivi per ritenere Netanyahu e il suo ex ministro della Difesa Yoav Gallant penalmente responsabili della guerra all’interno della Striscia di Gaza, definita “attacco diffuso e sistematico contro la popolazione civile”. “La decisione antisemita del Tribunale internazionale dell’Aia è un moderno processo Dreyfus - ha continuato il premier israeliano - e finirà allo stesso modo”. L'articolo di Francesca Caferri

Orban sfida la Corte penale internazionale: "Invito Netanyahu in Ungheria"

Video "La Corte penale internazionale interferisce in un conflitto politico in corso sotto mentite spoglie legali ma con obiettivi politici, questo è di per sé sbagliato. Scredita completamente il diritto internazionale e inoltre getta benzina sul fuoco. Quindi non c’è altra scelta se non quella di sfidare questa decisione. Pertanto, oggi inviterò il Primo Ministro israeliano, Netanyahu, per una visita in Ungheria, e in quell'invito gli garantirò che se verrà, la sentenza della Corte penale internazionale non avrà alcun effetto in Ungheria, e non ne seguiremo i contenuti. Considereremo solo la qualità e lo stato delle relazioni ungheresi-israeliane in modo che il primo ministro israeliano possa condurre colloqui efficaci in sicurezza qualora accettasse il nostro invito". Queste le parole di Viktor Orban, intervistato dalla radio di stato ungherese, annunciando che inviterà il suo omologo israeliano Benyamin Netanyahu per protestare contro il mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale. LEGGI La rabbia di Netanyahu contro il mandato d’arresto: “Giudici antisemiti”