Le similitudini con il passato sono tante e suggestive. Nicolas Maduro processato per traffico di droga come Noriega, e come lui catturato in un blitz delle forze speciali Usa. Oppure Saddam Hussein, preso e ammanettato dopo una guerra lampo di due mesi e la demolizione totale dell’esercito irach...
L’aereo è stato utilizzato dagli americani anche nell’operazione Enduring freedom in Afghanistan
a cura della REDAZIONE WEB
Video Venezuela: la devastazione alla base aerea di La Carlota a Caracas, uno dei siti chiave attaccati durante il blitz aereo avvenuto a'alba di sabato, quando gli Stati Uniti hanno condotto l'operazione speciale per catturare il presidente del paese, Nicolas Maduro.
L'attacco ha colpito anche il complesso militare di Fuerte Tiuna, il porto di La Guaira e l'aeroporto di Higuerote
Video Nelle immagini diffuse dall'agenzia Reuters la situazione all'aeroporto della città venezuelana di Higuerote dopo l'attacco degli Stati Uniti al Paese. Strutture e macchinari danneggiati, un aereo distrutto.
Higuerote si trova a circa 85 km a est della capitale Caracas. È stato uno dei numerosi siti presi di mira dal blitz statunitense che ha portato all'arresto del presidente Nicolas Maduro, trasferito negli Stati Uniti per rispondere di accuse di traffico di droga.
Video La vice-presidente del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha chiesto il ritorno di Maduro, definendolo l'unico presidente del Paese, in un discorso trasmesso dalla tv di Stato. Rodriguez ha affermato che gli Stati Uniti "hanno lanciato un'aggressione militare senza precedenti che costituisce una terribile macchia per lo sviluppo delle relazioni bilaterali".
Video Esplosioni e colonne di fumo nella città costiera di Higuerote, nello stato di Miranda, in Venezuela. A documentarlo, un video diffuso sui social network: le immagini sono state riprese da un appartamento vicino alla zona colpita. Intanto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto sapere sul suo Truth Social che il presidente del Venezuela Nicolas Maduro e sua moglie “sono stati catturati e portati via dal Paese”, confermando una “operazione su larga scala”. Almeno sette esplosioni e aerei a bassa quota sono stati uditi a Caracas intorno alle due del mattino, ora locale. (Immagini da X). La diretta
Video Alcuni elicotteri sorvolano Caracas, mentre la città è scossa da forti esplosioni. Le immagini raccolte e pubblicate da Reuters mostrano le deflagrazioni in lontananza, seguite da colonne di fumo. Dichiarato lo stato di emergenza nel Paese, mentre il presidente venezuelano Nicolas Maduro parla di "gravissima aggressione americana". Quando manca ancora la conferma ufficiale del Pentagono, fonti indicano a Cbs News che sarebbe stato lo stesso presidente Usa Donald Trump a ordinare l’operazione. In precedenza, Trump aveva ripetutamente promesso operazioni terrestri in Venezuela, mentre crescevano le pressioni per costringere Maduro alle dimissioni, tra cui sanzioni più severe e una maggiore presenza militare statunitense nella regione (Video da Reuters). L'articolo
Il governo incassa dalla Casa Bianca il rinvio al 2027 delle tariffe sui mobili. Carabinieri in Giordania per Gaza. La leader: sul Donbass decida l’Ucraina
A ritirare il premio sarà la figlia di Machado, Ana Corina Sosa. L'attivista venezuelana non è attualmente in Norvegia
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Video Nelle immagini diffuse dall'agenzia Reuters a Ponce, in Porto Rico, navi della Marina americana e caccia in volo. Ormeggiate a Puerto de las Américas le navi da guerra USS Stockdale e USS Mahan mentre i jet militari hanno sorvolato l'aeroporto internazionale di Mercedita.
Le esercitazioni nei Caraibi mentre Washington continua a esercitare pressioni sul presidente venezuelano Nicolas Maduro, le cui opzioni per un passaggio sicuro garantito dagli Stati Uniti sembrano ridotte al lumicino dopo una breve telefonata del mese scorso con Trump.
Video Una dimostrazione di forza presso l'ex base navale di Roosevelt Roads a Ceiba, Porto Rico, con una vasta gamma di aerei. Gli Stati Uniti di Donald Trump mostrano i muscoli e aumentano la pressione sul governo venezuelano del presidente Nicolas Maduro. Le segnalazioni di possibili azioni militari statunitensi si sono moltiplicate nelle ultime settimane, con l'esercito a stelle e strisce che ha schierato forze nei Caraibi a partire dalla portaerei Gerald Ford
Il presidente Usa avrebbe già valutato scenari operativi su larga scala. In risposta alle esercitazioni militari Usa, il presidente venezuelano ha lanciato un appello per una mobilitazione permanente in sei regioni
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Le nuove rotte del narcotraffico valgono fino al 4% del Pil dei Paesi. È di 1600 dollari al chilo il costo per portare la coca in Europa
Video Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato di aver autorizzato la CIA a condurre operazioni segrete in Venezuela anche agendo sul territorio del paese, non solo via mare, segnando una forte escalation negli sforzi degli Stati Uniti per fare pressione sul regime del presidente Nicolas Maduro. Trump ha affermato di aver autorizzato l'azione sia per il gran numero di immigrati dal Venezuela e il secondo motivo l'ingente quantità di droga che entrava negli Stati Uniti dal Venezuela, gran parte della quale trasportata via mare.
Il 10 ottobre la leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado ha vinto il Nobel dal Comitato norvegese. Tre giorni dopo l’ambasciata venezuelana a Oslo ha chiuso i battenti
SOFIA PEGORARO
L'amministrazione sta cercando una giustificazione legale per dei recenti attacchi mortali in mare contro quelli che ha definito come trafficanti di droga venezuelani
IACOPO LUZI
Dopo l’attacco ordinato da Trump che ha ucciso «11 terroristi», Caracas denuncia «omicidi extragiudiziali» e mobilita la Milizia Nazionale
Il presidente rivendica l’operazione contro il cartello venezuelano: «Nessun militare americano ferito, questo sia un avvertimento a chi vuole portare droga negli Stati Uniti»
Appelli, petizioni e cortei. Ma il cooperante veneziano, accusato di cospirazione, resta detenuto nel carcere alla periferie di Caracas
LAURA BERLINGHIERI
Il suo congedo dal mondo: «Questo guerriero è arrivato alla fine di un lungo viaggio, sono stanco e malato, lasciatemi andare via in pace»