Presidio davanti alla Rai per Ranucci dopo l'attentato: "La scorta siamo noi". Il conduttore saluta

Video Sigfrido Ranucci si affaccia per salutare la folla raccolta in segno di solidarietà dopo l'attentato di ieri sera sotto casa sua a Pomezia. «La scorta di Ranucci siamo noi»: è lo striscione che apre il presidio davanti alla sede Rai di via Teulada, convocato da Fnsi, Usigrai e Associazione Stampa Romana dopo l’attentato di ieri sera al conduttore di Report. Decine di persone hanno risposto all’appello. Tra loro anche Giuseppe Conte, Stefano Patuanelli e Riccardo Ricciardi del M5s, Gianni Cuperlo, Marta Bonafoni, Nicola Zingaretti del Pd ed Elisabetta Piccolotti, Avs. LEGGI

Attentato a Ranucci, Conte: "Uno dei periodi più bui della nostra storia"

Video "Questo è uno dei periodi più bui della nostra storia. Non conosciamo la matrice, però è chiaro che stiamo parlando di un attentato che riguarda uno dei giornalisti più  esposti che fa un giornalismo serio d'inchiesta, che non guarda in faccia a nessuno e che è anche scomodo per il potere. Tant'e' vero che è stato anche delegittimato, a più riprese e anche in sedi istituzionali. Ranucci ha dovuto combattere centimetro per centimetro per rivendicare la sua libertà di investigazione, per resistere a tutte le querele che fa anche chi ha incarichi istituzionali". Così il leader del Movimento Cinque Stelle (M5s), Giuseppe Conte, che si è recato in mattinata dove è esplosa la bomba che ha colpito e distrutto l'auto del giornalista Sigfrido Ranucci e quella di sua figlia. LEGGI Attentato Ranucci, rafforzata la scorta. Mattarella: severa condanna