L’urlo delle donne in piazza: “Fermiamo il patriarcato”
In 150 mila a Roma contro la violenza di genere: «Disarmiamo il patriarcato». Bruciata la foto di Valditara, le chiavi sventolate: «Gli assassini sono in casa»
In 150 mila a Roma contro la violenza di genere: «Disarmiamo il patriarcato». Bruciata la foto di Valditara, le chiavi sventolate: «Gli assassini sono in casa»
Il movimento per la difesa delle donne: “Lottiamo contro il patriarcato”
Alla vigilia della Giornata del 25 novembre, i partiti si scontrano anche sulla parola «patriarcato». La leader Pd: «Serve formazione». La ministra Roccella: «Aumentati i fondi per le case-rifugio»
Video Intervenuto a Bologna per un evento contro la violenza di genere, Gino Cecchettin è tornato sulle parole pronunciate dal ministro Valditara all'inaugurazione della fondazione istituita in memoria della figlia, Giulia: "La propaganda non serve, la violenza va combattuta in modo concreto", ha detto il padre della giovane uccisa un anno fa dall'ex fidanzato. "Vogliamo parlare con le istituzioni e voglio parlare anche con la presidente del Consiglio, ma con numeri alla mano", ha aggiunto. "Rispetto l'opinione di tutti, ma certe affermazioni vanno coadiuvate da numeri concreti".
Video Intervenuto a Bologna per un evento contro la violenza di genere, Gino Cecchettin è tornato sulle parole pronunciate dal ministro Valditara in occasione dell'inaugurazione della fondazione Cecchettin: "La propaganda non serve, la violenza va combattuta in modo concreto" ha detto il padre di Giulia Cecchettin, che poi ha aggiunto: "Vogliamo parlare con le istituzioni e voglio parlare anche con la Presidente del Consiglio, ma con numeri alla mano. Rispetto l'opinione di tutti, ma certe affermazioni vanno coadiuvate da numeri concreti".
Il padre di Giulia: «Bisogna far capire che esiste un’alternativa a distruggere una vita. La propaganda non serve alla causa, maggioranza e opposizione lavorino insieme»
Video L'Università LUISS Guido Carli di Roma ha inaugurato una serie di eventi per sensibilizzare sulla violenza di genere e l'emancipazione femminile, in vista della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne del 25 novembre. Oggi è stata presentata la campagna ONU #NessunaScusa, che invita gli uomini a diventare protagonisti del cambiamento. L'incontro, aperto da esponenti politici come Luigi Gubitosi, Paola Severino e Mara Carfagna, ha visto la partecipazione di figure istituzionali e Gino Cecchettin, padre di Giulia, vittima di femminicidio. Nel video della campagna compaiono volti noti del mondo dello spettacolo, della cultura, dell'informazione e dello sport, tra cui Carlo Conti, Amadeus, Myrta Merlino, Caterina Balivo, Gianmarco Tamberi e Alessia Marcuzzi.
I progetti per i giovani e gli operatori non sono decollati, il testo unico è fermo. La Fondazione Una, nessuna, centomila: «È stato l’anno più buio di sempre»
Le sue parole rivelano quanto sia radicato in quella cultura che ha cercato di ridimensionare
Video Un anno dopo la morte di Giulia Cecchettin per mano del suo ex fidanzato, è stata presentata a Roma, presso la Camera dei deputati, una fondazione che porterà il suo nome. Oltra al padre Gino Cecchettin, tra gli inviatati anche la campionessa olimpica di nuoto, Federica Pellegrini. “È importantissimo mantenere alta l’attenzione sui femminicidi e credo che Gino sia stato super coraggioso nel mutare un evento drammatico in qualcosa di positivo. Per questo ho risposto, senza esitazioni, presente”, ha detto l’ex nuotatrice.
La fondazione Giulia sarà presentata ufficialmente il prossimo 18 novembre a Montecitorio insieme a Gino Cecchettin
LAURA BERLINGHIERIVideo A un anno dalla morte di Giulia Cecchettin, Vigonovo - il paese in provincia di Venezia dove viveva la ragazza - ha voluto ricordarla sulle note di un pianoforte, vista la passione che Giulia aveva per la musica. Alla commemorazione, presente anche Gino Cecchettin, c'era il sindaco Luca Martello: "Oggi è un giorno triste per noi, ma anche un impegno che abbiamo imparato a far nostro", ha detto il primo cittadino. "Il suo esempio ci ha dato una consapevolezza nuova", ha aggiunto Luca Martello.
Video "L'intervista al papà di Giulia è stata molto emozionante. Ho avuto la possibilità di abbracciarlo e ringraziarlo perché il coraggio che un genitore ha nel dire certe cose e nel metterle in pratica è straordinario: insegnare l’amore e allontanare l’odio". Queste le parole di Laura Pausini, ospite di Fabio Fazio e a 'Che Tempo Che Fa', commentando l'intervista di Gino Cecchettin, in occasione del primo anniversario dalla morte di sua figlia Giulia. "Non bisogna avere paura di amare e vergognarsi di amare - ha aggiunto l'artista -. Vivere nella violenza non esiste in nessun caso, non è una giustificazione mai. Quindi, ragazzi, se avete bisogno, denunciate e non abbiate paura"
Dodici mesi dopo, il femminicidio che sconvolse l’Italia ha provocato un’ondata di nuova consapevolezza. A Padova sestuplicati i braccialetti elettronici
LAURA BERLINGHIERIVideo “A un anno dalla morte di Giulia, sono riuscito a non odiare Filippo.” Così Gino Cecchettin, ospite da Fabio Fazio a Che tempo che fa, racconta il difficile anno trascorso dalla perdita della figlia Giulia, uccisa l'11 novembre dall'ex fidanzato Filippo Turetta. “Superare gli ostacoli rende forti”, afferma, “ma noi genitori spesso proteggiamo troppo i nostri figli. Serve insegnare loro ad affrontare le difficoltà”. Con la Fondazione Giulia, Cecchettin punta a introdurre nelle scuole un’ora settimanale di educazione all'affettività, con un progetto che partirà tra gennaio e febbraio 2025, per aiutare i bambini a comprendere amore, odio, pace e conflitto. Leggi anche: Un femminicidio ogni tre giorni. Ma sempre più donne chiedono aiuto | Il racconto La memoria che resiste nei luoghi del calvario di Giulia: “Faremo ancora rumore”
Un anno fa veniva uccisa Cecchettin. Il padre Gino annuncia la nascita di una fondazione: «Bisogna insegnare la bellezza dell’amore, porteremo l’educazione affettiva nelle scuole»
Laura BerlinghieriIl papà di Giulia Cecchettin ha scelto di affrontare l’abisso, la sorella Elena di isolarsi per resistere. Il coraggio non c’entra: ognuno ha le proprie strategie per superare il dolore
nicoletta vernaVideo All'uscita dall’aula, a Venezia, dove si è svolto il processo contro Filippo Turetta, l’avvocato della famiglia di Giulia Cecchettin, Stefano Tigani, non ha usato mezzi termini nel descrivere l'omicidio come "uno dei crimini più atroci avvenuti in questa regione". "Ho trovato l'atteggiamento di Turetta estremamente incoerente", ha aggiunto Tigali. L'avvocato ha poi espresso un pensiero per Gino Cecchettin: "Nessuno di noi può comprendere davvero cosa stia provando. È una roccia" ha commentato. Leggi anche Processo Giulia Cecchettin, Turetta in aula. “L’ho uccisa perché non voleva tornare con me. Avevo progettato di rapirla e ammazzarla” | Guarda anche Le parole di Turetta in aula: la deposizione tra pause, voce strozzata e freddezza nel racconto | Video Gino Cecchettin: "Dolore per gli ultimi istanti di mia figlia, ma oggi abbiamo capito chi è Turetta"
Occhi bassi e capo chino, l’omicida ha ripercorso in aula le tappe del delitto. Gino Cecchettin ha parlato di «grandissimo dolore»
Video "Dolore. Tantissimo dolore, ascoltando il racconto gli ultimi momenti della vita di mia figlia", sono le prime parole di Gino Cecchettin all'uscita dall'aula del tribunale, dopo l'interrogatorio di Turetta, il reo confesso dell'omicidio della figlia Giulia. "Oggi abbiamo capito chi è Filippo Turetta. Per me è molto chiaro. La vita del prossimo è una cosa sacra e bisogna rispettarla", ha detto.
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