La rana freccia dell'Ecuador, il vertebrato piu' velenoso al mondo

Video L'epibatidina, neurotossina che secondo cinque Paesi europei ha ucciso Alexei Navalny in una colonia penale in Siberia, e' sintetizzata dalle rane freccia originarie del Sud America. Questi anfibi della famiglia dei dendrobatidi si distinguono per essere i vertebrati piu' velenosi conosciuti, piu' di qualsiasi specie di serpente. Il siero letale si trova sulla pelle e ricopre il corpo come una sottile pellicola di liquido, che conferisce un aspetto brillante ai colori gia' vivaci.

Milano, una targa in ricordo di Alexei Navalny. La figlia Daria: "Lottate per ciò in cui credete"

Video "Voglio dire solo due parole. Grazie a tutti quelli che ci stanno guardando e supportando, io ho perso mio padre, ma alcuni hanno perso una persona che li ha ispirati. Tuttavia, voglio ribadire ciò che mio padre diceva sempre, di non arrendersi, di continuare a combattere e che queste persone ci stanno sovrastando semplicemente perché non comprendiamo quanta forza abbiamo. E voglio essere io oggi a ispirarvi a lottare per ciò in cui credete e per ciò che è giusto. E la Russia sarà libera, grazie". Queste le parole di Daria Navalnaya, figlia di Aleksei Navalny, l'attivista e politico russo tra i più noti oppositori del presidente Putin che è morto in carcere il 16 febbraio 2024, a margine della cerimonia di svelamento di una targa in ricordo del padre a Milano, presso i giardini dedicati ad Anna Politkovskaja accanto a corso Como.

Mosca, giornalista russo arrestato per 'estremismo': il video diffuso dal tribunale

Video Konstantin Gabov è agli arresti almeno fino al 27 giugno in attesa del processo, ha riferito su Telegram il servizio stampa del tribunale moscovita di competenza. Il giornalista russo collabora con diversi media, è stato messo in custodia cautelare con l'accusa di "estremismo" per aver partecipato alla realizzazione di video destinati al canale YouTube del gruppo legato al dissidente russo scomparso Alexei Navalny. Lo hanno annunciato le autorità giudiziarie di Mosca.

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Ma è già fuggita all’estero. Aveva scritto, commentando sarcasticamente un video in cui i soldati ucraini avrebbero sparato alle gambe dei russi catturati: «I ragazzi sono venuti per bombardare le città di altre persone e uccidere le persone, in risposta hanno sparato loro alle gambe, anche i ceceni avevano paura di queste torture»

jacopo iacoboni