Balzerani, addio alla primula rossa Br. L’unica donna in via Fani, non si è pentita
L’ex terrorista bloccò il traffico per agevolare il sequestro di Moro. I parenti delle vittime: «Ora deve rispondere a Dio, a noi non lo ha fatto»
cesare martinettiL’ex terrorista bloccò il traffico per agevolare il sequestro di Moro. I parenti delle vittime: «Ora deve rispondere a Dio, a noi non lo ha fatto»
cesare martinettiIVREA «Serve un dentista disposto ad entrare in carcere per curare i detenuti. Io ho provato a cercarlo, ma non sono riuscito a trovarlo. Se c'è qualcuno disponibile, mi può contattare e io gli fornirò tutte le informazioni». Raffaele Orso Giacone (nella foto) è il garante per i diritti dei detenuti
Marchiori non chiede scusa e in aula rilancia suscitando l’ira delle opposizioni «Il sindaco non ha preso posizione, qui non c’è spazio per il revisionismo storico»
Vincenzo IorioVincenzo Iorio / IvreaLe scuse, che qualcuno si aspettava, non sono arrivate. Nel consiglio comunale a porte chiuse di martedì sera è andato in scena il caso Enrico Marchiori, il consigliere di maggioranza finito sulla graticola per un post condiviso sui social in cui veniva esaltata la X Mas. March
Video Ricomporre la lacerazione subita dalle vittime, uscire dalla logica dicotomica col carnefice, superare il concetto unicamente giudiziario di giustizia, che si misura, troppo spesso, solo in anni di carcere. Sono alcuni degli obiettivi della giustizia riparativa. L’incontro organizzato per giovedì 24 novembre all’Auditorium Mozart di Ivrea con Agnese Moro (figlia di Aldo), Adriana Faranda (ex brigatista) e padre Guido Bertagna, ha fatto il pieno di pubblico. «Per me il bello della giustizia penale - ha detto Agnese Moro - finisce nell’idea che è riuscita a tramandare, nel caso di mio padre, che la politica si fa con le parole e non con le armi. Ma la condanna, non è un risultato che ho ottenuto, perché mio padre non è tornato. E io mi sentivo come legata a un elastico, a un passato che non passa. Quando ho incontrato loro (i brigatisti, ndr) ho imparato a disarmarmi. Ora mi sembra di afferrare una giustizia che è quella del ritorno. Tutti dobbiamo tornare, sia io che loro». (video di Barbara Torra)
Andrea Scutellà / ivreaCi chiamavano "angeli custodi". Eravamo quelli seduti alle spalle di Agnese Moro e Adriana Faranda che forse non hanno mai parlato con così tanto pubblico disposto dietro, come sul palco dell'Auditorium Mozart. Perché le rigide regole imposte dagli organizzatori dell'incontro
Video IVREA. Giovedì 24 all'Auditorium Mozart oltre 300 persone hanno assistito all'incontro avvenuto tra Agnese Moro, figlia di Aldo Moro, e l,'ex brigatista Adriana Faranda, nell'ambito di un percorso incentrato sulla giustizia riparativa, come ha specificato il gesuita Guido Bertagna che ha promosso il dialogo tra le due donne. Moro ha parlato della giustizia di ritorno, quella che tenta di ricucire dopo che accadono fatti drammatici, mentre Faranda, riferendosi anche alla sua permanenza in carcere, ne ha parlato come di un percorso verso un obiettivo da raggiungere.
L’incontro organizzato per giovedì 24 novembre all’Auditorium Mozart di Ivrea con Agnese Moro (figlia di Aldo), Adriana Faranda (ex brigatista) e padre Guido Bertagna, però, sta facendo rumore anche fuori dal Canavese. Più che altro per la decisione del Comune di Ivrea di non concedere il patrocinio e dunque, gratuitamente, il teatro Giacosa all’iniziativa
ivreaRicomporre la lacerazione subita dalle vittime, uscire dalla logica dicotomica col carnefice, superare il concetto unicamente giudiziario di giustizia, che si misura, troppo spesso, solo in anni di carcere. Sono alcuni degli obiettivi della giustizia riparativa. L'incontro organizzato per giove
IVREAA Ivrea, nel 2015, è stato istituito in Comune un punto promozionale della giustizia riparativa e, sul tema, sono state promosse diverse iniziative. Ora, un gruppo di volontari penitenziari sta analizzando la situazione e preparando qualche progetto per quando entrerà in vigore la riforma Carta
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