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il retroscenaFederico Capurso / RomaLa virata del Movimento sul nome di Mario Draghi per il Quirinale si è concretizzata. Il partito di Giuseppe Conte raggiunge così gli alleati del Pd e di Leu su un fronte che già poteva contare sulla "seconda Lega", quella che fa riferimento a Giancarlo Giorgetti e ai governatori del Nord, e che si è recentemente allargato ai partiti di centro. Da Matteo Renzi alla formazione del presidente della Liguria Giovanni Toti, Cambiamo, fino a quella del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, Coraggio Italia: embrione di quel partito di centro in cantiere da mesi, capace di portare in dote 80 grandi elettori e che entrerebbe in blocco in maggioranza. Più a destra, poi, c'è sempre Giorgia Meloni, che con l'elezione di Draghi spera in un cortocircuito e nel voto anticipato. L'asse a favore del presidente del Consiglio inizia dunque a essere largo, ma ancora incompleto. Va convinto Silvio Berlusconi e, soprattutto, Matteo Salvini.Gli uomini di riferimento della trattativa, molto più che dei semplici sherpa, hanno intensificato la tessitura di incontri nell'ultima settimana. Sul fronte M5S, Luigi Di Maio, dopo aver parlato con Gianni Letta, ha chiesto un ulteriore incontro con l'altro uomo di fiducia del Cav, Fedele Confalonieri, con l'obiettivo di tracciare una strada possibile per portare Berlusconi dalla loro parte. Per capire, quindi, quale sia il prezzo politico da pagare per un suo passo indietro. Si dovrà intervenire sulla legge elettorale, con ogni probabilità, come avrebbe chiesto anche Renzi che con Letta - si vocifera - avrebbe già iniziato a parlare di collegi da assicurare ai suoi alle prossime Politiche. Il ministro degli Esteri, nel M5S, resta «il più attivo», raccontano. Frenato, nell'ultima settimana, solo dalla quarantena obbligatoria che lo ha obbligato a rinviare un altro faccia a faccia, stavolta con Brugnaro, che potrebbe però tenersi questo fine settimana.Più di Berlusconi, sulla cui responsabilità di governo sono tutti pronti a scommettere, è Salvini il vero tassello mancante dell'operazione. Per vincere le resistenze del segretario della Lega, Giorgetti, in una riunione ristretta, avrebbe spiegato che «se Draghi verrà eletto e noi non lo appoggeremo, in caso di vittoria del centrodestra alle prossime elezioni, difficilmente potremo sperare in un incarico». È poi chiaro a tutti che se il premier vuole evitare di essere impallinato dai franchi tiratori, si dovrà prima blindare un patto sul suo successore a palazzo Chigi, siglato dai partiti dell'attuale maggioranza, nessuno escluso. È la precondizione posta dal segretario Dem Enrico Letta, così come da Conte: «Non reggeremmo il quarto governo diverso in 5 anni», ha spiegato ai suoi. Insomma, si vorrebbe evitare una maggioranza Ursula, con Forza Italia dentro e la Lega all'opposizione.Non c'è nulla di semplice, ma serve un fronte larghissimo, perché nessuno dei leader scommette sulla fedeltà delle proprie truppe. Come dimostra l'ultima prova offerta dai senatori M5S che nella serata di lunedì si sono riuniti per chiedere un bis di Sergio Mattarella. Nel mirino finisce la capogruppo Mariolina Castellone, che all'ironica obiezione sollevata dalla vice di Conte, Paola Taverna - «Siamo in autogestione?» -, avrebbe rinfacciato il suo scarso coinvolgimento da parte dei vertici M5S. «Partecipa a ogni incontro - replicano i fedelissimi del leader -. Il suo è un attacco strumentale». E la proposta - raccontano - non sarebbe nemmeno stata accolta da una «larghissima maggioranza», come era emerso, ma solo da 7 senatori: Vincenzo Presutto, Primo Di Nicola, Maria Lorefice, Antonella Campagna, Orietta Vanin, Mauro Dell'Olio e l'ideatore della proposta, Danilo Toninelli, che ieri - non pago - è tornato sul tema: «Bisogna chiedere a Mattarella un grande sforzo di responsabilità. È un sacrificio che può fare». Idea bollata dalla stragrande maggioranza dei suoi colleghi come «ingenua», nel migliore dei casi. Se ne riparlerà comunque martedì prossimo, quando Conte convocherà l'assemblea di deputati e senatori per discutere la strategia per il Quirinale. E per chiedere maturità, ancor prima che compattezza. --© RIPRODUZIONE RISERVATA