Quando Gina Lollobrigida finì in tribunale per questa scena de "Le Bambole" nel 1965

Video Era il giugno del 1965 quando il Vaticano, soprattutto attraverso il suo quotidiano L'Osservatore Romano, denunciò la nudità e l'immoralità dei film italiani. "Matrimonio all'italiana" era già stato definito offensivo, ma fu colpito dalla censura ancora più duramente il film "Le Bambole", che vedeva Gina Lollobrigida nel ruolo di una moglie annoiata che si innamora del nipote di un vescovo che partecipa al Concilio Ecumenico del Vaticano. I suoi tentativi di sedurlo hanno successo solo dopo un audace spogliarello davanti al buco della serratura della sua camera comunicante. Un magistrato romano portò Gina Lollobrigrida, insieme al produttore Giovanni Lucari, in tribunale per rispondere dell'accusa di violazione dell'articolo 528 del codice penale, che vieta le esibizioni immorali.

Metropolis/245 Speciale Messina Denaro, Pif: "Un giorno sano, si è chiuso un cerchio. Ma i conti con la mafia sono ancora aperti"

Video Pierfrancesco Dilibero in arte Pif commenta nello speciale Metropolis la cattura di Matteo Messina Denaro poco dopo l'arresto del superlatitante. Palermitano, autore di "La mafia uccide solo d'estate", da sempre voce potente contro la i il potere e le infiltrazioni mafiose nella sua terra, Pif sorride: "È un giorno di festa, non importa avere atteso trent'anni, oggi è un giorno sano, voluto dallo Stato, molto diverso dal caso Riina". E aggiunge: "I carabinieri non possono fare tutto, oggi è inaccettabile che un candidaro accetti chi porta voti mafiosi. Il giorno in cui questo non accadrà, solo allora avremo davvero vinto".

MeToo, gli abusi sulle attrici italiane, Spanò (Amleta): "223 denunce, ma il fenomeno è più ampio"

Video Le associazioni Differenza Donna e Amleta hanno promosso un incontro presso l'Associazione della Stampa Estera per raccontare le storie del MeToo italiano. I racconti e le testimonianze di attrici, rimaste anonime, che hanno subito abusi nel mondo dello spettacolo, hanno riaperto un dibattito sull'esigenza di un intervento e di un cambio di marcia culturale nella lotta per la parità di genere. "In questi due anni di lavoro di Amleta sono emerse spontaneamente 223 denunce - racconta Cinzia Spanò, attrice e presidente di Amleta - Crediamo che il fenomeno sia molto più ampio. Si tratta solamente di una parte di un problema che troppo spesso, quando si parla di violenza sulle donne, resta sommerso. Bisogna creare un clima di consapevolezza e assumersi la responsabilità di contrasto alla violenza in maniera collettiva".
Di Luca Pellegrini

Metropolis/245 Speciale Messina Denaro: la diretta con Pif, Abbate, Orlando, Auci, Caselli e le nostre firme (integrale)

Video Dopo 30 anni di latitanza è stato arrestato dai carabinieri del Ros il boss mafioso Matteo Messina Denaro. Colpo storico contro la mafia. Tutto quello che c'è da sapere in diretta con Stefania Auci, Salvatore Borsellino, Giancarlo Caselli, Leoluca Orlando, Pif. Con le nostre firme: Lirio Abbate, Piero Colaprico, Gianluca Di Feo, Giuliano Foschini, Laura Pertici, Alessandra Ziniti. Da Palermo: Alessia Candito e Salvo Palazzolo.   Metropolis speciale:  undiretta straordinaria per raccontare, con ospiti e firme di Repubblica, minuto su minuto il blitz e l'arresto del boss di Cosa Nostra.  

Metropolis/245 - Speciale Messina Denaro, Auci: "Palermo è cambiata. Nemmeno i super-cattivi sfuggono a certi mali"

Video Stefania Auci, celebre scrittrice siciliana, commenta a Metropolis l'arresto di Matteo Messima Denaro dopo 30 anni di latitanza: "Quando ho appreso la notizia non ero sicura che fosse davvero lui. Non ci credevo. Messina Denaro si faceva curare in una clinica famosa nell'ambito oncologico, quindi nessun super-cattivo può scappare a certi mali. Anche i criminali, in questo sono, vicini alla nostra vita".   Guarda la puntata integrale     Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video e in podcast sul sito di Repubblica

Arresto Messina Denaro, Giorgia Meloni a Palermo: un minuto di silenzio davanti alla stele di Capaci

Video La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano hanno osservato un minuto di raccoglimento davanti alla stele di Capaci che ricorda le vittime della strage nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.