Video "Mi ha dato fastidio non vederlo in manette nel momento dell'arresto". Il 19 luglio '92 Salvatore Borsellino perse il fratello, il giudice Paolo. Oggi a Metropolis commenta le immagini della cattura del boss mafioso Matteo Messina Denaro dopo 30 anni di latitanza: "La mia paura è vedere tra pochi anni liberi i fratelli Graviano, come predetto da Baiardo".
Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video e in podcast sul sito di Repubblica
Video Dalla Abc alla Bbc, dalla Cnn brasiliana al canale spagnolo RTVE Noticias. A Metropolis il racconto dell'arresto di Matteo Messina Denaro, catturato in una clinica di Palermo dopo 30 anni di latitanza, secondo le breaking news lanciate dai media di tutto il mondo.
a cura di Cinzia Comandé
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Dopo 30 anni di latitanza, il pupillo di Totò Riina è stato bloccato alla clinica La Maddalena di Palermo. Si faceva chiamare Andrea Bonafede
Video Alessandra Ziniti è andata a suonare al citofono dell'abitazione della madre e della sorella di Mattia Messina Denaro a Castelvetrano (Trapani) e anche a Campobello di Mazara, a 7 chilometri da lì, all'indirizzo indicato dai documenti falsi del super boss alla clinica La Maddalena di Palermo, dove è avvenuto l'arresto. Lì Denaro si è presentato come Andrea Bonafede, geometra 59enne che esiste al quale era stato falsificata la carta di identità.
Video "Oggi davvero vinciamo tutti: Vince la magistratura, vincono le forze dell'ordine, vince l'Italia". Con queste parole il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa di presentazione delle liste di Forza Italia per la Regione Lombardia ha commentato l’arresto di Matteo Messina Denaro dopo 30 anni di latitanza.
Video di Edoardo Bianchi e Daniele Alberti
Video "A una prima vista del documento non si rivelano falsificazioni grossolane. Sembra un documento autentico. Su questo dovremo aspettare gli accertamenti tecnico scientifici" così il comandante dei Ros Pasquale Angelosanto, nel corso della conferenza stampa a Palermo sulla cattura di Matteo Messina Denaro.
Video Sonu Jaiswal era uno dei passeggeri del volo Yeti Airlines caduto con 72 persone a bordo, tutte decedute a quanto si apprende anche se non tutti i corpi risultano recuperati. Il velivolo si è schiantato a in Nepal e poco prima dell'impatto Jaiswal aveva avviato una diretta Facebook. Nel video si vede lo stesso Jaiswal ed altri passeggeri in un momento del volo, che da lì a pochi secondi si sarebbe trasformato in tragedia, con l'impatto a terra e l'incendio successivo.
Repubblica, come altre testate internazionali che hanno avuto accesso a questo video, non ha potuto verificare direttamente l'autenticità del video. Ma il Guardian sostiene che Jaiswal, l'autore del video, è stato riconosciuto da un amico molto stretto, che ha anche riconosciuto le voci di altri quattro uomini che si sentono nella clip. L'agenzia AFP, inoltre, ha raccolto la testimonianza della cugina di Jaiswal. La donna ha confermato di aver seguito la diretta Facebook fino a quando non si è interrotta: "Sono era in diretta - ha detto - Lo streaming live mostrava Sono e i suoi amici euforici ma all'improvviso sono apparse delle fiamme e il video si è bloccato".
È quanto accade nel video, effettivamente: il ragazzo riprende fuori dal finestrino, si vedono le case sottostanti, l'aereo è in fase di atterraggio. Poi all'improvviso tutto diventa frenetico e nel giro di pochi secondi l'obiettivo del telefono restituisce un incendio. A questo video, condiviso da un utente su Twitter, è stato aggiunto nella parte finale la ripresa amatoriale dell'aereo che vira improvvisamente e pericolosamente durante la sua discesa.
Stando al database del sito ailineswifi.com, la compagnia Yeti Airlines a cui apparteneva l'aereo caduto in Nepal non offre wi-fi ai suoi passeggeri. Dunque il ragazzo autore del filmato stava utilizzando la rete dati del proprio operatore telefonico.
Entro il 30 gennaio tutti gli studenti di terza media devono individuare quale percorso d’istruzione superiore seguire dal prossimo settembre. Molti sono ancora indecisi. A loro si rivolgono i consigli di Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net, su quali strumenti utilizzare e quali informazioni raccogliere per provare a prendere la decisione migliore
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Da un lato l’Europa, l’Azerbaigian e i moderati armeni, dall’altro lato gli estremisti nazionalisti armeni, orchestrati da lobby negli Usa e in Francia
Daniel Pommier Vincelli