Il ruolo dei repubblichini determinante per la Shoah

È assai probabile che la razzia del 16 ottobre del 1943 non abbia visto la partecipazione diretta dei militi fascisti, cioè di quanti, dopo l’8 settembre, avevano aderito alla Repubblica di Salò, anche se ci sono state una o due testimonianze in contrario. Ma fu l’unico caso in cui i nazisti agir...

ANNA FOA

Luci gialle: con lo scrittore Jacopo De Michelis al Palazzo di Giustizia di Milano

Video La rubrica "Luci gialle" ci porta in uno dei luoghi simbolo della storia cittadina, il palazzo di giustizia. Qui si svolgono scene cruciali di “La montagna nel lago”, romanzo giallo di Jacopo De Michelis pubblicato nel 2024 da Giunti. L’autore racconta: “Il protagonista del mio romanzo La montagna del lago, ambientato nel 1992, è un giornalista che sogna grandi inchieste come quelle di Tangentopoli, che proprio nel palazzo di giustizia di Milano ha avuto il suo epicento. Gli toccherà invece tornare sul Lago d’Iseo a Montisola, il suo paese natale, per seguire una storia di cronaca nera, che lo riporterà indietro nel tempo fino ai mesi terribili della repubblica di Salò”

Strage di Piazzale Loreto, Sertori (Lega): "Opera di forze di occupazione straniera". Festa (consigliere città metropolitana): "No, furono i fascisti"

Video Durante la commemorazione della strage di Piazza Loreto (10 agosto 1944), l'assessore agli enti locali della Regione Lombardia Massimo Sertori, della Lega, ha parlato di "15 uomini brutalmente fucilati dalle forze di occupazione", causando il malcontento della folla. L'eccidio di 15 partigiani fu compiuto dalla Legione autonoma mobile Ettore Muti, che nella Repubblica di Salò svolgeva compiti di polizia politica e militare, su ordine del  capitano delle SS Theodor Saevecke. Nell'intervento successivo, il consigliere della Città Metropolitana di Milano Paolo Festa ha chiarito: «I partigiani furono uccisi dai militi della Legione Ettore Muti della Repubblica Sociale italiana, agli ordini delle forze di occupazione naziste». Leggi l'articolo

Firenze, il Capodanno in fabbrica con gli operai della ex-Gkn: "La nostra lotta contagerà il Paese"

Video Musica, interventi, rabbia ma anche tanta voglia di divertirsi. Il Capodanno nello stabilimento della ex-Gkn di Campi Bisenzio è un misto di sensazioni e colori, pensieri e parole. Sono tante le persone che hanno deciso di passare la notte di San Silvestro al fianco degli operai in lotta dal luglio 2021.
"Ho donato 20 euro perché penso che questa esperienza dovrebbe farsi classe dirigente e andare al governo del Paese", racconta un simpatizzante della causa di fronte al banchino per le donazioni. Tutto è organizzato nel minimo dettaglio. Ci sono le file per mangiare e quelle per bere. Presente anche Adelmo Cervi, figlio di uno dei sette fratelli Cervi fucilati da ufficiali della Repubblica di Salò. "Sono qui perché - ha detto - è stato versato tanto sangue per la nostra Costituzione fondata sul lavoro. E il lavoro è un diritto di tutti".
"Bisogna consolidare ogni passo avanti che fa il movimento di lotta perché - gli fa eco Luciana Castellina - se dobbiamo cambiare il mondo dobbiamo guardare nel lungo periodo". Sul palco si alternano concerti e riflessioni mentre si avvicina la mezzanotte. Prende parola per il brindisi Dario Salvetti, uno degli uomini-simbolo della vertenza: "Proviamo a vincere in Gkn per dare un esempio contagioso al Paese e all'Europa. Che sia un nuovo anno e non un altro anno da passare". Poco dopo la mezzanotte e prima del dj set finale è partito un lungo corteo attorno alla fabbrica. Il primo dell'anno, di sicuro non l'ultimo. Di Andrea Lattanzi

L’attacco di Mosca a Meloni, Zacharova senza freni: “Legittimi il nazista ucraino Bandera, è come se noi trasformassimo in eroi Starace e Pavolini”. E l’ambasciata russa rilancia

Dopo il caso della “telefonata fake”, l’intenso lavorìo destabilizzante contro l’Italia della propaganda e degli apparati russi. L’allusione sinistra della portavoce del ministro degli esteri Sergey Lavrov: la premier dedichi mezz’ora a guardare un film, “Il caso Collini”

jacopo iacoboni