Video ?Per l'ottava volta siamo in Corte Costituzionale perché il Parlamento italiano non fa il proprio lavoro. Allora con le disobbedienze civili, l'autodenuncia con Felicetta Maltese e Virginia Fiume, per aver aiutato Paola, malata di Parkinson, a interrompere una condizione di sofferenza insopportabile. Ora la Corte Costituzionale deve decidere se il criterio della dipendenza del trattamento di sostegno vitale per ottenere l'aiuto medico alla morte volontaria possa essere esteso a persone che sono totalmente dipendenti da terzi?. Lo ha detto il tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni Marco Cappato di fronte alla Consulta. Nel corso dell'udienza odierna sulla questione di legittimità costituzionale, sollevata dal gip di Bologna per l?aiuto prestato a Paola, cittadina bolognese affetta da Parkinson, sono intervenuti anche Marco e Carlo Gentili, affetti da SLA.
Manifestazione a Roma: in piazza Conte, Schlein, Fratoianni, Magi e Bonelli. Con la società civile di Europa Now e altre associazioni
Il figlio premio Pulitzer della reporter maltese uccisa 8 anni fa: «I valori democratici sono in ritirata anche in Europa»
MARCO VARVELLO
Secondo la Commissione, la legge di bilancio rispetta i limiti per la spesa: non saranno chieste misure correttive aggiuntive, ma resta sotto osservazione per gli squilibri macroeconomici. La Finlandia verso la procedura, Berlino si salva grazie allo sconto per le spese militari
Hanno accompagnato un malato a morire in Svizzera e si sono autodenunciati. Ma dopo anni parenti e volontari restano in un limbo
I vessilli leghisti tra le magliette dedicate a Kirk e le bandiere israeliane. Zaia: «Le regole valgono per tutti»
Le tante ricorrenze del 2025 potrebbero aver ispirato il ministero: gli 80 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, i 60 anni dalla morte di Churchill ma anche i 760 anni dalla nascita di Dante
Filomena Gallo, avvocata e segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni: «Le aziende sanitarie non possono ora ignorare due pronunce della Corte in meno di un anno»
Il generale ed europarlamentare: “Sala scandaloso, sarei andato al Remigration Summit”
Liveblogging L’omelia del cardinale Re a San Pietro: «Era una voce contro la guerra»
FLAVIA AMABILE, NICCOLÒ CARRATELLI E REDAZIONE WEB
Video In occasione della Giornata internazionale delle persone rom e sinti, l’artista e attivista Rašid Nikolic, conosciuto sui social come The Gipsy Marionettist, racconta perché parole come “zingaro” o “nomade” sono il risultato di secoli di discriminazione, e come la sua scelta di usare “gipsy” come nome d’arte rappresenti un atto di riappropriazione linguistica e resistenza culturale. A partire dalla propria esperienza, chiarisce che il nomadismo non è un tratto culturale, ma l’effetto di politiche escludenti. L’intervista è anche un’occasione per scoprire la bellezza della cultura rom, spesso oscurata da narrazioni tossiche: il valore della famiglia allargata, il rispetto profondo per bambini e anziani, la forza di una comunità che ha sempre cercato spazio e dignità in un mondo che tendeva a negargliele. Un incontro necessario, per smettere di parlare dei rom e iniziare ad ascoltare chi è rom. A completare il racconto, la petizione “Non chiamateci zingari: in Italia è ancora legale discriminarci”, che chiede al Parlamento italiano e alle istituzioni europee di vietare l’uso pubblico di termini offensivi e razzisti, introdurre sanzioni per il linguaggio d’odio contro rom e sinti.
Non sono quelli del 2018, ma Salvini e Conte hanno ritrovato parole e contesto. L’Ue è un bersaglio costante, in linea con la narrazione di Trump e Putin
ALESSANDRO DE ANGELIS
Gli ex renziani: «Si vendicherà, lei è come Matteo». Il rischio che qualcuno si smarchi sulle altre risoluzioni
L’evento di Roma ha solamente congelato le tensioni tra Schlein e l’ala riformista. Trattativa in vista del test sulle risoluzioni domani al Senato: 5S e Avs alla finestra
Il ministro: «Legittima la preoccupazione di Giorgetti, ma è in gioco la sicurezza nazionale. Ho spiegato a Rubio che possiamo mandare i nostri militari solo in una missione Onu»
Dopo lo strappo nel voto di Strasburgo la segretaria pensa di coinvolgere la base. L’ipotesi è un referendum tra gli iscritti per legittimare la linea sulla difesa europea
La delusione per la scelta di Bonaccini. La settimana prossima il rischio bis al Parlamento italiano
Video Centinaia in piazza oggi pomeriggio nel centro di Torino nella manifestazione per l'Ucraina organizzata da varie sigle tra cui Azione, +Europa, Giovani Democratici. "Siamo europei e siamo con gli ucraini". È uno degli slogan che campeggia sui cartelli che i manifestanti hanno esibito in piazza Carignano, davanti al palazzo che fu sede del primo Parlamento italiano. "Siamo in tanti ed è la risposta migliore che potevamo dare dopo le scene che tutti noi abbiamo visto in televisione in quella stanza ovale dove è capitato quello che nessuno si aspettava che potesse capitare - spiega Cristina Peddis, segretaria provinciale di Azione -. Questa è la miglior risposta possibile che noi possiamo dare a difesa dell'Europa, a difesa dell'Ucraina perché l'Ucraina difende non solo i suoi confini, difende i confini di tutti noi, la libertà e la democrazia".
La premier Giorgia Meloni: «Omaggio alle vittime. Ricordare è un dovere». Tajani: «Pagina terribile della nostra storia». Boccia: «Non possiamo dimenticare». L’Unione italiana: «Ferma condanna»
A CURA DELLA REDAZIONE
VALPERGA Da Valperga al Parlamento italiano. È la straordinaria esperienza che domenica 12 vivrà l'associazione culturale Artemusica, fondata nel 1998 da Debora Bria e da Carlo Beltramo, che si esibirà con i suoi cori in un’ambientazione prestigiosa, la Camer...
Chiara Cortese