La Freedom Flotilla ci riprova: l'Idf sale a bordo della barca e identifica i presenti

Video Una nave che trasportava attivisti verso Gaza è stata intercettata dalle forze israeliane, lo hanno confermato su X la Freedom Flotilla Coalition (FFC) e il ministero degli Esteri israeliano. La Handala era salpata dall’Italia all’inizio di luglio con l’obiettivo di sfidare il blocco imposto da Israele e consegnare aiuti umanitari ai palestinesi nella Striscia di Gaza. Un collegamento in diretta dal peschereccio convertito ha mostrato forze israeliane a bordo e in avvicinamento all’equipaggio, composto da attivisti civili con indosso giubbotti di salvataggio. La posizione è stata verificata attraverso il sistema di identificazione automatica della nave. Dettagli come le ringhiere, i colori della vernice del ponte, le decalcomanie delle cabine e le strutture in legno corrispondevano alle immagini d’archivio della Handala. La data è stata confermata anche da due parlamentari francesi che hanno riferito dell’intercettazione dell’imbarcazione. L’equipaggio della nave – che comprendeva parlamentari, avvocati, medici e giornalisti – ha dichiarato su X di essere stato intercettato dall’esercito israeliano. Il ministero degli Esteri israeliano ha affermato su X che la marina militare aveva impedito alla nave di «entrare illegalmente nella zona marittima al largo della costa di Gaza» e che l’imbarcazione "si stava dirigendo in sicurezza verso le coste di Israele". "Tutti i passeggeri sono al sicuro", ha aggiunto il ministero. In una precedente missione organizzata dalla Freedom Flotilla Coalition, la nave Madleen era stata abbordata e sequestrata dalle forze navali israeliane. A bordo si trovava anche l’attivista svedese Greta Thunberg. Israele ha dichiarato sabato di aver ripreso i lanci di aiuti umanitari su Gaza e di aver adottato altre misure per alleviare la crisi umanitaria nell’enclave palestinese, sotto crescente pressione internazionale e tra gli allarmi delle agenzie umanitarie sul rischio di carestia. Secondo le organizzazioni internazionali, la fame di massa è ormai una realtà per i 2,2 milioni di abitanti di Gaza: le scorte si sono esaurite dopo che Israele aveva interrotto ogni fornitura alla Striscia in marzo, per poi riaprirla a maggio ma con nuove restrizioni. Israele sostiene di aver fatto entrare abbastanza cibo e accusa le Nazioni Unite di non distribuirlo correttamente. L’ONU replica di operare al massimo delle possibilità, compatibilmente con le restrizioni imposte da Israele.

Gaza, ospedale Nasser: i bambini in braccio o a letto senza forze per la mancanza di cibo

Video Bambini che non crescono, malnutriti, magrissimi. Giacciono nei loro letti all'ospedale Nasser a Khan Younis, mentre la carestia e la fame nella Striscia di Gaza peggiorano. Mille persone sono state uccise in fila per il cibo in due mesi, 33 sono morte di denutrizione in due giorni. Una delle due è la piccola Razan, segnalata da Repubblica, la bimba di 4 anni figlia di un ristoratore che non aveva nulla da darle da mangiare. E che nemmeno i medici sono riusciti a nutrire. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità chi soffre di più sono i bambini con meno di 5 anni. Israele, che ha interrotto tutte le forniture a Gaza dall'inizio di marzo e le ha riaperte con nuove restrizioni a maggio, afferma di essere impegnato a far entrare aiuti ma deve controllarli per evitare che vengano deviati da militanti. Afferma di aver fatto entrare cibo sufficiente per i 2,2 milioni di persone di Gaza nel corso della guerra e incolpa le Nazioni Unite per essere lente nella consegna; l'U.N. risponde che sta operando nel modo più efficace possibile nelle condizioni imposte da Israele. LEGGI

Gaza, bambini morti di fame e adulti al collasso: la tragedia oltre le bombe

Video Una madre in lacrime stringeva il piccolo corpo avvolto nel sudario del suo bambino di tre mesi, morto di malnutrizione. La scena straziante si è consumata domenica scorsa (20 luglio) durante un funerale a Khan Younis, Gaza, simbolo di una crisi umanitaria in rapida escalation. Il neonato, identificato come Yehia al-Najjar, è deceduto per mancanza di latte artificiale. Suo zio, Anan al-Najjar, ha raccontato a Reuters che il piccolo riceveva solo acqua e una bevanda all'anice, poiché la madre, anch'essa debilitata dalla malnutrizione, non era in grado di allattarlo. Le autorità sanitarie palestinesi lanciano un grido d'allarme: centinaia di persone potrebbero morire a breve termine. Gli ospedali sono al collasso, inondati da pazienti che presentano sintomi di vertigini ed esaurimento, dirette conseguenze della grave scarsità di cibo e del blocco delle consegne di aiuti umanitari. Presso l'ospedale Nasser di Khan Younis, la situazione è drammatica. La dottoressa Fidaa al-Nadi, pediatra, ha rivelato un aumento esponenziale di bambini malnutriti negli ultimi mesi, tanto da rendere necessaria l'apertura di un reparto specializzato. "Stiamo facendo il possibile con gli strumenti a nostra disposizione per curare questi bambini", ha dichiarato la dottoressa al-Nadi. "Ci impegniamo per rendere disponibile il latte artificiale, ma ultimamente è introvabile e i nostri appelli sono caduti nel vuoto." Le Nazioni Unite hanno confermato domenica che i civili stanno morendo di fame e hanno richiesto un afflusso urgente di aiuti per evitare un'ulteriore catastrofe. Leggi l'articolo

Gaza, bambini morti di fame e adulti al collasso: la tragedia oltre le bombe

Video Una madre in lacrime stringeva il piccolo corpo avvolto nel sudario del suo bambino di tre mesi, morto di malnutrizione. La scena straziante si è consumata domenica scorsa (20 luglio) durante un funerale a Khan Younis, Gaza, simbolo di una crisi umanitaria in rapida escalation. Il neonato, identificato come Yehia al-Najjar, è deceduto per mancanza di latte artificiale. Suo zio, Anan al-Najjar, ha raccontato a Reuters che il piccolo riceveva solo acqua e una bevanda all'anice, poiché la madre, anch'essa debilitata dalla malnutrizione, non era in grado di allattarlo. Le autorità sanitarie palestinesi lanciano un grido d'allarme: centinaia di persone potrebbero morire a breve termine. Gli ospedali sono al collasso, inondati da pazienti che presentano sintomi di vertigini ed esaurimento, dirette conseguenze della grave scarsità di cibo e del blocco delle consegne di aiuti umanitari. Presso l'ospedale Nasser di Khan Younis, la situazione è drammatica. La dottoressa Fidaa al-Nadi, pediatra, ha rivelato un aumento esponenziale di bambini malnutriti negli ultimi mesi, tanto da rendere necessaria l'apertura di un reparto specializzato. "Stiamo facendo il possibile con gli strumenti a nostra disposizione per curare questi bambini", ha dichiarato la dottoressa al-Nadi. "Ci impegniamo per rendere disponibile il latte artificiale, ma ultimamente è introvabile e i nostri appelli sono caduti nel vuoto." Le Nazioni Unite hanno confermato domenica che i civili stanno morendo di fame e hanno richiesto un afflusso urgente di aiuti per evitare un'ulteriore catastrofe. Leggi l'articolo

Gaza, decine di morti tra i palestinesi in attesa degli aiuti alimentari

Video Il Ministero della Sanità di Gaza ha dichiarato che almeno 78 persone sono state uccise dal fuoco israeliano mentre aspettavano i camion degli aiuti delle Nazioni Unite nel nord dell'enclave. Altre sei persone sono state uccise vicino a un altro sito di aiuti nel sud. L’Idf ha affermato che le truppe hanno sparato colpi di avvertimento vicino a centri di distribuzione di aiuti a Gaza ma sostiene che i dati forniti da Hamas sulle vittime civili palestinesi non sono accurati. L'esercito israeliano sostiene che migliaia di palestinesi sono stati identificati mentre si radunavano nel nord di Gaza e che le truppe nella zona "hanno sparato colpi di avvertimento per rimuovere una minaccia immediata per le truppe". Tutte le notizie in diretta