Oggi mercoledì 4 marzo alle 10 nell’aula magna dell’Istituto Europa unita Don Luigi Ciotti, presidente di Libera incontrerà gli studenti nell’Aula magna dell’Europa Unita. È questo il primo appuntamento previsto nel nuovo Accordo di rete “LeCy”, promosso dall’Istituto d’...
La giornata della memoria per le vittime innocenti si terrà quest’anno a Torino «Come presagì don Sturzo i clan sono risaliti al Nord»
a.s.
Video «La mafia dalla Sicilia risalirà l’intera penisola per forse portarsi anche al di là delle Alpi». Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, cita don Luigi Sturzo, fondatore del Partito popolare italiano. Ivrea e il suo locale della ’ndrangheta recentemente certificato dalla Corte d’Appello di Torino, lo sanno bene. Don Ciotti lo ribadisce e spiega che quella frase è estendibile a tutte le mafie: «Non è un problema che riguarda qualche paese del Sud, la ’ndrangheta calabrese non è da confondere con il meraviglioso popoloso calabrese, non sono i clan che possono togliere la bellezza a un popolo. La ’ndrangheta è diffusa in 5 continenti e 42 paesi del mondo». Ivrea è solo un tassello infinitesimale di una galassia criminale.
Eppure Ivrea c’è, almeno l’Ivrea di chi, in città, non si riconosce nel sistema mafioso. Perché giovedì sera, allo Zac, c’erano almeno 200 persone ad ascoltare don Ciotti, mai stanche di sentire la storia di Carmela Montinaro, madre di Antonio, caposcorta di Giovanni Falcone morto durante la strage di Capaci del 23 maggio 1992. La donna disse a Don Ciotti, piangendo durante una celebrazione: «Perché non nominano mai il nome di mio figlio?». Ed è queste una delle storie da cui nasce la “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, che il 21 marzo, il primo giorno di primavera, simbolo di rinascita, si celebrerà a Torino. L’esigenza è quella di nominare, di spaccare il velo del silenzio che sfocia in omertà, cosa oggi non più scontata. Sul palco insieme a don Ciotti c’erano Giulia Toffanin, di Libera Piemonte, e Andrea Gaudino, consigliere comunale di Laboratorio Civico ed esponente di Libera Ivrea. «Stiamo cercando di organizzare con Libera dei pullman per Torino per quel giorno - spiega Gaudino - per garantire la partecipazione a tutti, visto che per due mesi saremo senza treni». A portare il saluto dell’amministrazione comunale, invece, è intervenuta la vice sindaca Patrizia Dal Santo, che ha ricordato l’adesione ad Avviso pubblico, associazione nata nel 1996 dagli amministratori pubblici che si sono impegnati per la legalità
Barbara Torra
Ecco il finanziamento di Regione che consente di sistemare l’immobile in via Delle Lanze. La sindaca Giosi Boggio: «Un punto di riferimento»
Lydia Massia
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c.c.
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c.c.
CUORGNÈGiovanni Impastato, fratello minore di Peppino, ucciso dalla mafia nel 1978, mercoledì 29 marzo, nell'auditorium dell'ex Manifattura, ha incontrato gli studenti della scuola secondaria di primo grado Giovanni Cena di Cuorgnè. In una sala gremita e soprattutto silenziosa ed attenta, ad aprire
CUORGNÈ
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Dentro c’erano la moglie e il figlio che non hanno opposto nessuna resistenza Josè Fava (Libera): «Auspichiamo che il Piemonte aumenti i beni riutilizzati»
Lydia Massia
calusoSuccesso superiore alla aspettative la scorsa domenica nel parco Spurgazzi di Caluso per la giornata conclusiva del Festival delle famiglie, un percorso di attività ed incontri dedicati a tutti i nuclei familiari residenti nei ventuno Comuni del Ciss-ac, nell'ambito del progetto Snodi di pross
volpiano«La mafia non è invincibile. Ma la battaglia è lunga». Le parole di Francesco Saluzzo, procuratore generale di Torino, esprimono il senso e gli obiettivi della lotta contro la pervasività della 'ndrangheta nel nord Italia che nelle ipotesi degli investigatori, è diventata imprenditrice: la c
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CUORGNÈ Continua a tenere banco, all'ombra delle due torri ma non solo, la decisione del Comune di Cuorgnè di non acquisire al proprio patrimonio a titolo gratuito dall'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ritenendo tro
ivreaIn Canavese gli immobili confiscati alla 'ndrangheta sono 26, a cui vanno aggiunte tre ditte: una ad Agliè, un bar a Volpiano e un'altra attività a Salassa. Gli immobili, tra appartamenti e ville sono distribuiti su tutto il territorio. A Cuorgné c'è la villa di Bruno Iaria ed un altro immobile
Dalla villa di Assisi a San Giusto a quella di Iaria a Cuorgnè Fava (Libera): «Lo Stato sostenga di più i piccoli Comuni»
lydia massia
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SAN GIUSTO CANAVESE La ministra dell'interno Luciana Lamorgese era presente in streaming lo scorso mercoledì all'assegnazione della villa bunker appartenuta al boss del narcotraffico internazionale Nicola Assisi, 63 anni, alla comunità. C'era per sottolineare la rilevanza assunta dal bene, riconosci