Catanzaro, così avevano nascosto 26 chili di cocaina in un doppio fondo dell'auto

Video La Guardia di Finanza di Catanzaro ha  arrestato il proprietario di un'auto che viaggiava con oltre 26 chilogrammi di cocaina alla stazione di servizio Lamezia Ovest. I militari delle Fiamme Gialle stavano realizzando un controllo sull'autostrada A2 in direzione sud quando, grazie all'aiuto delle unità cinofile, in un doppio fondo ricavato nel vano posteriore sono stati scoperti 24 panetti di droga.

Smantellata in Canavese un'associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti: 5 richieste di rinvio a giudizio

Video L'indagine della guardia di finanza ha preso avvio da una attività di verifica fiscale eseguita nei confronti di una società canavesana, attualmente in liquidazione, operante nel settore del commercio all’ingrosso e del recupero di rottami industriali e rifiuti non pericolosi. Le Fiamme Gialle sono riuscite a individuare, occultata in forma digitale all’interno dei sistemi informatici aziendali, una contabilità “parallela”, grazie alla quale è stato possibile ricostruire acquisti e cessioni di oltre 54.000 tonnellate di materiale ferroso effettuati “in nero” dall’azienda, per un controvalore di circa 10 milioni di euro (oltre la metà dei quali, peraltro, regolati per contanti, in violazione alla normativa sulla circolazione valutaria). Le indagini dei militari hanno, inoltre, consentito di appurare che le cessioni dei materiali ferrosi (tutti prodotti di scarto) erano state realizzate senza attenersi alle prescrizioni imposte dalle norme ambientali, nonché in assenza dei requisiti di conformità e tracciabilità previsti dalla legislazione nazionale ed europea. Sono complessivamente 51 gli amministratori di società (in particolare, 4 della società canavesana ispezionata e 47 di ulteriori soggetti economici), operanti soprattutto nel nord Italia. Per quanto riguarda, infine, i soggetti ritenuti promotori del sodalizio criminale (i 4
amministratori canavesani più 1 brianzolo), la Procura della Repubblica ne ha già richiesto al Giudice per le Indagini Preliminari il rinvio a giudizio.

Il laboratorio clandestino a Samarate: lavoratori in nero dormivano nei locali fatiscenti e senza alcuna sicurezza

Video Un opificio con dormitori abusivi in cui cittadini cinesi confezionavano capi d'abbigliamento di una griffe, realizzati pagandoli 8 euro e rivenduti al dettaglio a 400 euro. È quanto scoperto dai finanzieri del Comando provinciale di Varese a Samarate: il laboratorio è stato sequestrato. Le Fiamme Gialle hanno identificato i cittadini cinesi presenti nel capannone e nei dormitori, tra cui diversi soggetti risultati sprovvisti di permesso di soggiorno, alcuni lavoratori "in nero" e minorenni alloggiati, i quali, in seguito allo sgombero dei locali, sono stati affidati ai servizi sociali del Comune di Samarate.

Verona, schiavizzavano 33 braccianti: arrestati due caporali

Video Sono stati arrestati, su ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Verona, i due "caporali" accusati di aver ridotto in schiavitu' 33 braccianti indiani sfruttandoli nelle campagne della provincia scaligera. Si tratta dello sviluppo della recente indagine delle Fiamme Gialle della Compagnia di Legnago (Verona) che aveva portato a denunciare i due stranieri, ora finiti in carcere. L'emissione delle ordinanze e' stata necessaria alla luce dell'elevato rischio di inquinamento probatorio: uno dei due aveva iniziato ad esercitare forti pressioni nei confronti delle famiglie dei braccianti affinche' ritrattassero quanto rivelato.

Malpensa, sequestrate 6 tonnellate di ingredienti per droghe sintetiche provenienti dalla Cina

Video Oltre 6 tonnellate di ingredienti per produrre 63 milioni di pasticche di Mdma sono stati sequestrati all'aeroporto di Malpensa dalla Finanza. La produzione avrebbe inondato il mercato delle droghe sintetiche europeo, con profitti illeciti stimati per oltre 630 milioni di euro. Le spedizioni, arrivate alla Cargo City dell’Aeroporto di Malpensa dalla Cina, sono state intercettate dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Malpensa che hanno individuato le confezioni perfettamente sigillate ad indicare una produzione di tipo “industriale”, il cui contenuto ha subito destato sospetto: granelli di povere bianca e scaglie giallastre non apparivano coerenti con il contenuto dichiarato all’importazione.