Corea del Sud: i cittadini marciano verso la residenza del presidente chiedendo l'arresto di Yoon Suk-yeol

Video A Seoul, un gruppo di cittadini ha organizzato una marcia diretta verso la residenza del presidente. La manifestazione è stata organizzata sotto lo slogan "Citizen Power Direct Action", con i partecipanti che chiedevano l'arresto di Yoon Suk-yeol. Il corteo si è svolto il 3 gennaio nello stesso giorno del fallito tentativo di arresto di Yoon: gli agenti infatti sono stati fermati dalle forze di sicurezza. La tanto attesa resa dei conti nei confronti del deposto presidente, per il suo maldestro e fallito tentativo di imporre la legge marziale nel Paese asiatico a inizio dicembre, non è avvenuta. Agli inquirenti sudcoreani che avevano tentato di eseguire un mandato di arresto per interrogarlo non è restato altro da fare che una retromarcia.

Corea del Sud, l'esplosione di gioia della folla all'annuncio dell'impeachment del presidente Yoon

Video Il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol è stato messo sotto impeachment dal Parlamento per aver tentato di imporre la legge marziale nel Paese undici giorni fa: 204 voti a favore. Nel frattempo, come accade da indici giorni, migliaia di manifestanti hanno invaso le strade della capitale e già dal mattino avevano iniziato a dirigersi verso il Parlamento. La polizia stima una folla di 200mila persone a 50mila in più rispetto alla settimana scorsa. Nel video il momento in cui viene annunciato il voto a favore e le urla di gioia. Leggi la corrispondenza da Seul: Corea del Sud, il Parlamento mette sotto impeachment il presidente Yoon: cosa succede ora

Corea del Sud, manifestanti si scontrano con la polizia vicino alla residenza del presidente Yoon

Video Centinaia di manifestanti si sono radunati a Seul nei pressi della residenza del presidente conservatore Yoon Suk-yeol. Nel corso delle proteste si sono verificati scontri con le forze dell'ordine che hanno cercato di disperdere i manifestanti. Intanto, l'Assemblea nazionale ha approvato due mozioni di impeachment contro il ministro della Giustizia, Park Sung-jae, e contro Cho Ji-ho, capo dell'Agenzia nazionale di polizia coreana, per il loro ruolo nell'imposizione della legge marziale decretata dal presidente Yoon Suk Yeol Yoon. Lo riferisce l'agenzia stampa sudcoreana Yonhap. LEGGI Corea del Sud, Yoon torna in tv e rilancia l’attacco all’opposizione: “Vuole paralizzare lo Stato”

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