Letizia Moratti: “Le Università siano un ponte, anche con Stati non democratci”
L’ex ministra: “Giusto manifestare ma senza mai cadere nella violenza. Ogni morte in guerra è orribile, ma la parola genocidio ha un altro peso”
FRANCESCO MOSCATELLIL’ex ministra: “Giusto manifestare ma senza mai cadere nella violenza. Ogni morte in guerra è orribile, ma la parola genocidio ha un altro peso”
FRANCESCO MOSCATELLIVideo Ha avuto un bis a sorpresa ieri il concerto per il Giorno della Memoria organizzato dalla sezione Anpi del teatro alla Scala. I maestri del coro (un coro misto formato da elementi del coro scala e altri artisti coinvolti da Anpi) alla fine di un denso programma che includeva da Verdi a Offenbach hanno intonato 'Bella ciao'. Da quando è stata fondata nel 2015, la sezione Anpi Scala ha sempre organizzato concerti in occasione del Giorno della Memoria. Quest'anno dopo i saluti iniziali del presidente Anpi Milano Roberto Cenati, del presidente Anpi Scala Francesco Lattuada, del presidente Aned nazionale Dario Venegoni e gli interventi della presidente dell'Associazione Figli della Shoah Daniela Tedeschi e della musicologa Elena Filini, protagonista è stato il coro diretto da Alberto Malazzi. Nel ridotto dei palchi senza posti liberi, i maestri del coro hanno eseguito brani come “With dropping wings” dal Dido and Aeneas di Purcell, al “Va’, pensiero” dal Nabucco di Verdi, passando per “Che interminabile andirivieni” dal Don Pasquale di Donizetti. Il coro ha eseguito anche la canzone da battello Redentor, brano scritto dal pianista di origine ebrea Carlo Polacco per il soprano Toti Dal Monte nel periodo in cui si era rifugiato da lei per sfuggire alle persecuzioni, che era andato perduto. Ritrovato in occasione dei 130 anni dalla nascita di Toti Dal Monte, è stato eseguito per la prima volta nelle sale apollinee del teatro La Fenice di Venezia e ieri alla Scala. "Straordinario concerto" ha commentato Cenati. "W l'Italia e il coro del teatro antifascista" ha scritto su Facebook Lattuada.
Video "Non ricordare mai nelle stragi nazifasciste le responsabilità del fascismo, sia quello repubblicano che quello del ventennio, è vergognoso". Sergio Fogagnolo è il figlio del partigiano Umberto, uno dei 15 che vennero prelevati dal carcere di San Vittore il 10 agosto 1944 per essere fucilati in piazzale Loreto. Al termine del suo discorso commemorativo, tenuto davanti a oltre 200 persone nella stessa piazza che fu il teatro dell'esposizione pubblica dei corpi di Benito Mussolini e Claretta Petacci nel 1945, esprime il suo punto di vista anche sulla polemica scatenata dal portavoce di Regione Lazio Marcello De Angelis rispetto alla strage di Bologna: "C'è una volontà di scindere le proprie responsabilità politiche dalle radici che invece rivendicano. Una forma di schizofrenia politica, interessante per i politologi, ma dannosa per il paese". Con lui anche il presidente provinciale dell'Anpi di Milano, Roberto Cenati: "Inaccettabile la presa posizione sulla strage di Bologna, anche perché - ha detto Cenati - proviene non da un normale cittadino, ma da un soggetto che ricopre un ruolo all'interno delle istituzioni. Stanno tentando di riscrivere la storia". Di Andrea Lattanzi
Francesca Del VecchioMonica Serra / MilanoCosì tanti non si vedevano da anni. Alla fine l'Anpi ha ipotizzato «almeno 100mila persone» ma c'è chi è convinto che ieri in piazza fossero molti di più. Tanto che - nonostante l'inaspettata pioggia che presto ha lasciato il posto al sole - alle 15.30, quan
La comunità ebraica alla premier: «Serve il coraggio di dirsi antifascisti». L’Anpi: «Tutti concordi nel chiedere le dimissioni di La Russa». Berlusconi: «È la festa di tutti gli italiani. Stop alle divisioni». Valditara contestato a Milano. A Napoli foto a testa in giù di Meloni e La Russa
Il presidente del Senato: «Voglio scusarmi con chi, anche in forza di resoconti imprecisi, si sia comunque sentito offeso»
Intrvista a Roberto Cenati: «Il timore è che siano i giovani a pagare, ignari, il prezzo più alto di questa costante rimozione del ricordo, di questa rilettura dei fatti»
lorenza rapiniVideo "La nostra Costituzione è antifascista. Né Giorgia Meloni né altri esponenti di Fratelli d'Italia si sono mai definiti antifascisti". Il presidente dell'Anpi di Milano e provincia Roberto Cenati commenta così le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, nel suo primo discorso da premier alla Camera, aveva affermato di "non aver mai provato simpatia per i regimi antidemocratici, incluso quello fascista". Per Cenati, intervenuto alla commemorazione in memoria di partigiani e deportati nei campi di sterminio al cimitero Maggiore di Milano, l'aver definito le leggi razziali "il punto più basso" della politica italiana non è sufficiente. "Quelle leggi - ha spiegato - erano una cosa gravissima e facevano parte di un'intera concezione perversa della politica, contro la libertà e razzista. Non c'è stata una condanna generalizzata, ma soltanto a parole e molto formale". di Andrea Lattanzi
Prende le distanze il presidente di Anpi Milano, Roberto Cenati: «Sono considerazioni che non c’entrano nulla con la commemorazione»
il casoChiara Baldi / milanoUn anno fa era stata la vernice rosa delle femministe di "Non Una Di Meno", nella sera di sabato invece quella rossa degli studenti, accompagnata dalle parole «razzista, stupratore» scritte sul basamento: la statua di Indro Montanelli, collocata a Milano nei giardini che
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