Senza Titolo

il retroscenaFederico Capurso / RomaIl riordino del comparto di intelligence rappresenta l'ultimo passo di quella «transizione dolce» voluta da Giorgia Meloni nel passaggio di consegne con Mario Draghi. I suoi uomini più fidati assicurano «aggiustamenti mirati», e questo potrebbe soprattutto far cad

Senza Titolo

il retroscenaFederico Capurso / RomaL'eredità berlusconiana che grava sul centrodestra può essere difficile da gestire, specie nel rapporto con la magistratura. Anche da qui passa la discontinuità con il passato cercata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. A palazzo Chigi sono convinti, in

Senza Titolo

il retroscenaFederico Capurso/RomaNiente "Conte presidente" nel simbolo. Beppe Grillo credeva di averla vinta - come abbiamo raccontato su questo giornale - nel braccio di ferro con il leader Movimento Cinque Stelle, che voleva il suo nome bene in vista sul contrassegno elettorale.Invece eccola lì,

Senza Titolo

il retroscenaFederico Capurso / RomaChissà se Giuseppe Conte ricorda l'ultima volta che ha sorriso con soddisfazione per l'esito di un evento politico. Saranno passate settimane, forse mesi. Invece ieri, ascoltando la conferenza stampa di Mario Draghi, di colpo ha avvertito una bella sensazione: «Ci

Senza Titolo

il retroscenaFederico Capurso / romaLa soluzione era sotto gli occhi di tutti, da sempre, ma Vito Crimi, l'ex capo politico reggente dei Cinque stelle, non se ne era accorto. Un documento, il regolamento del 2018, avrebbe reso possibile «la presentazione immediata di una istanza di revoca della sosp

Senza Titolo

il retroscenaFederico Capurso / RomaLa virata del Movimento sul nome di Mario Draghi per il Quirinale si è concretizzata. Il partito di Giuseppe Conte raggiunge così gli alleati del Pd e di Leu su un fronte che già poteva contare sulla "seconda Lega", quella che fa riferimento a Giancarlo Giorgetti

Senza Titolo

il retroscenaFederico Capurso /romaLa Giustizia, le Olimpiadi o le vacanze? Per un giorno diventa difficile dire quale sia l'ordine delle priorità dei nostri deputati, costretti - pur di iniziare la discussione della riforma Cartabia - a presentarsi alla Camera sotto il sole sahariano della prima do