Le trame segrete che avvelenano l’aria di Kiev

Volodymyr Zelensky ha imposto sanzioni contro l’ex presidente ucraino Petro Poroshenko e altri quattro oligarchi, tutti accusati di aver minato la sicurezza nazionale. L’ha fatto in un momento delicatissimo per l’Ucraina e meno di 24 ore dopo l’annuncio di negoziati tra Stati Uniti e Russia per p...

La fake russa sul blindato italiano distrutto a Kursk

Video La battaglia di Kursk viene combattuta anche dalla propaganda. E non a caso il ministero della Difesa russo ha voluto cavalcare le polemiche nazionali sull’impiego di armi italiane nell’ultima offensiva. Così è stato diffuso il video di un drone Lancet che distrugge un veicolo blindato ucraino, indicato come un “MLS Shield italiano”. Quindi contrariamente alle assicurazioni di Tajani e Crosetto gli equipaggiamenti donati dal nostro governo vengono utilizzati pure in territorio russo? Non è proprio così. Anzitutto, gli MLS Shield prodotti dall’azienda abruzzese Tekne di non sono stati regalati dallo Stato: furono acquistati nell’estate 2022 da una fondazione guidata dall’ex presidente Petro Poroshenko e donati a una brigata di paracadutisti. Si trattava in tutto di undici fuoristrada blindati, dotati di una corazzatura che ferma i colpi di piccoli calibro e di sospensioni che riducono gli effetti delle mine. Pur privi di armamenti sono comunque mezzi militari: la vendita fu autorizzata dal governo Draghi ma pagata da soggetti ucraini. Contrariamente ai sistemi bellici donati dall’esecutivo, non esistono vincoli al loro impiego in combattimento. Molti degli MLS Shield sono stati distrutti in due anni di battaglie soprattutto nel Donbas. La vera questione è un’altra: quello che appare nel filmato non è un veicolo italiano. Si tratta infatti di un Roshel Senator, estremamente simile – entrambi hanno lo chassis di un furgone Ford - ma di produzione canadese. Lo testimonia la torretta con mitragliatrice presente sulla parte superiore del veicolo: una caratteristica del Senator, che non risulta mai installata sugli Shield. di Gianluca Di Feo

I neonati del Lugansk confiscati dai russi

Da lunedì, i neogenitori della regione di Luhansk potranno uscire da un ospedale di maternità insieme al loro pargolo soltanto dopo aver dimostrato che almeno uno dei due possiede un passaporto russo. In caso contrario, il neonato verrebbe “confiscato” alla famiglia, al...

anna zafesova

La Crimea è diversa dal Donbass: dall’annessione illegale all’invasione, ecco cosa è cambiato tra Mosca e Kiev

Un sondaggio del centro di ricerca Rating Group Ukraine (condotto nel marzo 2014) mostrava come il favore verso l’integrazione con la Russia non fosse elevato: 33% a Donec’k, 24% a Luhans’k e Odessa, 15% a Kharkiv. Nelle elezioni presidenziali di maggio 2014, infatti vinse Petro Poroshenko, convinto sostenitore dell’indipendenza di Kiev da Mosca

Tommaso Carboni

Senza Titolo

Spuntano nelle cantine, dalle buche scavate in fretta. La terra smossa puzza di fossa comune. Sono stati gettati nei pozzi, giacciono nei cortili. Alcuni recano segni di tortura, altri sono stati uccisi dai proiettili dei cecchini, mentre cercavano cibo. Sono i cadaveri di Bucha, la nuova atrocità s