Ivrea, Giochi dell'infermieristica tra università

Video Seconda edizione in crescita per i Giochi dell’Infermieristica, al campo De Witt di Ivrea, che sono diventati interuniversitari coinvolgendo 300 studenti provenienti da atenei di Piemonte e Lombardia. L’iniziativa, nata dagli studenti del Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università di Torino sede di Ivrea, ha celebrato la Giornata internazionale dell’Infermiere tra sport, condivisione e promozione della salute. La co-coordinatrice Roberta Sturaro ha sottolineato il valore umano e sociale della professione infermieristica e il significato del motto “Allenarsi per allenare”. Accanto ai giochi è stato allestito anche uno spazio aperto alla cittadinanza dedicato alla prevenzione. La giornata ha favorito confronto e relazioni tra futuri professionisti sanitari. Presenti, tra gli altri, rappresentanti dell’Asl/To4, dell’Ordine delle professioni infermieristiche e il vicesindaco Patrizia Dal Santo. Il professor Valerio Dimonte ha elogiato l’iniziativa, nata spontaneamente dagli studenti e caratterizzata da spirito collaborativo. Ha inoltre annunciato il lavoro per l’avvio di una nuova laurea magistrale specialistica in Scienze Infermieristiche in Cure Primarie e Infermieristica di Famiglia e Comunità dal prossimo anno accademico. (video di Barbara Torra)

In 200 ad ascoltare Don Ciotti, il 21 marzo la manifestazione in ricordo delle vittime innocenti delle mafie si terrà a Torino

Video «La mafia dalla Sicilia risalirà l’intera penisola per forse portarsi anche al di là delle Alpi». Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, cita don Luigi Sturzo, fondatore del Partito popolare italiano. Ivrea e il suo locale della ’ndrangheta recentemente certificato dalla Corte d’Appello di Torino, lo sanno bene. Don Ciotti lo ribadisce e spiega che quella frase è estendibile a tutte le mafie: «Non è un problema che riguarda qualche paese del Sud, la ’ndrangheta calabrese non è da confondere con il meraviglioso popoloso calabrese, non sono i clan che possono togliere la bellezza a un popolo. La ’ndrangheta è diffusa in 5 continenti e 42 paesi del mondo». Ivrea è solo un tassello infinitesimale di una galassia criminale.
Eppure Ivrea c’è, almeno l’Ivrea di chi, in città, non si riconosce nel sistema mafioso. Perché giovedì sera, allo Zac, c’erano almeno 200 persone ad ascoltare don Ciotti, mai stanche di sentire la storia di Carmela Montinaro, madre di Antonio, caposcorta di Giovanni Falcone morto durante la strage di Capaci del 23 maggio 1992. La donna disse a Don Ciotti, piangendo durante una celebrazione: «Perché non nominano mai il nome di mio figlio?». Ed è queste una delle storie da cui nasce la “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, che il 21 marzo, il primo giorno di primavera, simbolo di rinascita, si celebrerà a Torino. L’esigenza è quella di nominare, di spaccare il velo del silenzio che sfocia in omertà, cosa oggi non più scontata. Sul palco insieme a don Ciotti c’erano Giulia Toffanin, di Libera Piemonte, e Andrea Gaudino, consigliere comunale di Laboratorio Civico ed esponente di Libera Ivrea. «Stiamo cercando di organizzare con Libera dei pullman per Torino per quel giorno - spiega Gaudino - per garantire la partecipazione a tutti, visto che per due mesi saremo senza treni». A portare il saluto dell’amministrazione comunale, invece, è intervenuta la vice sindaca Patrizia Dal Santo, che ha ricordato l’adesione ad Avviso pubblico, associazione nata nel 1996 dagli amministratori pubblici che si sono impegnati per la legalità

Barbara Torra

Emporio solidale a Ivrea, le aziende: «Lo Zac coinvolto da noi»

Le accuse di dinamiche opache e di presunte mire espansionistiche dello Zac sul nuovo Emporio solidale sono sfociate nell’ultimo consiglio comunale eporediese di martedì 3 febbraio in un’interrogazione, diretta dal capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea Cantoni alla vicesindaca Patrizia Dal Santo, in passato presidente della cooperativa Zac, e all’assessora al commercio Gabriella Colosso

Lorenzo Zaccagnini