Video “Lo stiamo perdendo, lo stiamo perdendo. Don’t go, don’t go”, sono le urla di turisti e migranti la mattina di mercoledì 25 settembre a Lampedusa a poche centinaia di metri dagli scogli di Cala Ponente. I turisti a bordo delle due imbarcazioni turistiche Maria Sole e Jamaica lanciano salvagenti, fanno tutto il possibile per salvare quante più vite possibile, ma il rimpianto più grande è per quelle persone che non si è riusciti a soccorre. Nel video la drammatica sequenza di un giovane che lotta per la sopravvivenza, privo di forze, provando ad aggrapparsi a una ciambella di salvataggio. La afferra, poi le sue mani cedono, prova a fare una doppia bracciata, riprova ad afferrare il salvagente. I turisti urlano: “è un giovane ragazzo, attenzione va sotto la barca”, ma lui prova a resistere fino a quando stremato cede e annega. “L’abbiamo perso dov’è? no ti prego, ti prego”, gridano dalla Jamaica. Il giovane viene così inghiottito dal mare accanto a quella ciambella che si disperde tra le onde, insieme a vestiti, ciabatte, quello che resta di quel barchino in ferro partito dalla Tunisia dove alla fine si sono salvate oltre 50 persone, mentre due risultano disperse. Il video è stato girato dalla signora Danila Benedetto a bordo della Jamaica: “Era importante documentare perché tutti sappiano quello che succede nel nostro mare”.
Vedi: Gli "eroi per caso" di Lampedusa. Da turisti a soccorritori: "Li volevamo salvare tutti"
(a cura di Alessandro Puglia)
Video Doveva essere una normale escursione turistica a Capo Ponente, una dell’estremità di Lampedusa e invece si sono ritrovati a soccorrere i migranti. È quando accaduto ad alcuni dei clienti dell’hotel Sole che la mattina del 25 settembre erano a bordo della barca Maria Sole messa a disposizione dall’albergo e capitanata dal comandante Franco Ruggiero. Davanti a loro un barchino con oltre 50 persone a bordo. La situazione è critica, il barchino dei migranti imbarca acqua fino ad affondare. Il capitano Franco mette in sicurezza gli ospiti sotto coperta, altri partecipano al salvataggio. Nel frattempo si avvicina un’altra imbarcazione turistica, la Jamaica, i due equipaggi riescono a salvare quasi tutte le vite umane eccetto due: “Un neonato e un ragazzino di 10 anni, lo vedevamo risalire in acqua e poi sprofondare giù”. Le testimonianze dei tanti turisti che prima di quel giorno non avevano mai messo piede a Lampedusa e ora si ritrovano ad essere pescatori di vite umane, con il dolore di non averli potuti salvare tutti. di Alessandro Puglia
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