I vigili del fuoco intervenuti nell'incendio della rsa: "L'incendio è partito dalla stanza dove dormivano due delle vittime"

Video "L'incendio è partito dalla stanza dove dormivano due delle vittime morte carbonizzate". Lo conferma Claudio Cardinali, il funzionario dei vigili del fuoco intervenuto in via dei Cinquecento per il rogo alla rsa. Sul posto al momento la pm Tiziana Siciliano sta coordinando le indagini e i rilievi delegati al nucleo Nia vigili del fuoco.   (di Ilaria Carra)

Il momento in cui la speleologa Ottavia Piana viene portata in salvo fuori dalla grotta dell'Abisso Bueno Fonteno

Video "Brava Ottavia" e un lungo appaluso. Sono le 13,35 di martedì quando gli uomini del Soccorso alpino portano a termine il recupero di Ottavia Piana, la speleologa 31enne rimasta per quasi 48 ore a 150 metri di profondità in una grotta dell'Abisso Bueno Fonteno in provincia di Bergamo. Un intervento lungo e complesso, reso ancora più difficile dalle piogge di lunedì al quale hanno partecipato oltre sessanta soccorritori in staffetta. La donna, ferita a una gamba, è stata riportata in superficie imbracata su una barella ed è stata trasportata in elisoccorso all'ospedale di Bergamo.   (a cura di Ilaria Carra)

Giulia Tramontano, i movimenti di Impagnatiello dopo il delitto ripresi dalle telecamere

Video di Ilaria Carra e Massimo Pisa   Sono le 3,22 della notte tra sabato 27 e domenica 28 maggio, Alessandro Impagnatiello viene inquadrato dalle telecamere sotto casa sua a Senago, in via Novella, con un involucro sotto l'ascella, "verosimilmente un lenzuolo bianco o plastica delle dimensioni di 50 centimetri circa". Va verso la sua auto parcheggiata, la apre, ci entra per pochi secondi e poi torna a casa, sempre con l'involucro sotto il braccio. A quell'ora ha già ucciso la sua fidanzata, Giulia Tramontano, incinta al settimo mese, e ha già provato a bruciarne il corpo nella vasca da bagno. Alle 7,01 del mattino successivo le telecamere lo riprendono ancora mentre esce dal complesso residenziale in cui vive, ma non dal passaggio pedonale, bensì dal passo carraio, quindi arrivando dal garage. Apre il bagagliaio e ci mette uno zaino, poi torna verso il garage e qualche minuto dopo (sono le 7,08) ne esce tenendo con la mano sinistra due involucri di plastica, che sembrano sacchetti della spazzatura, uno più grande "all'interno del quale si può notare un agglomerato di materiale compatibile con un mucchio di vestiti", scrivono i carabinieri. Raggiunta l'auto, deposita sempre nel bagagliaio i due sacchetti, si mette alla guida e va via. Dalla confessione che farà in seguito, e che permetterà di ritrovare il corpo di Giulia Tramontano poco distante da casa loro, in quei sacchetti Impagnatiello aveva raccolto gli stracci usati per pulire l'appartamento e le scale del palazzo dal sangue della ragazza (trascinato fino al box) e dalla cenere rimasta dopo il primo tentativo di darle fuoco. In uno di quei sacchetti, ammetterà, c'è anche una parte degli indumenti che la ragazza indossava e che si erano bruciati.

Bruna, presa a manganellate dai vigili: "Chiedevo di non picchiarmi, ora sono molto impaurita"

Video di Ilaria Carra   E' tornata nel quartiere dove vive e dove ieri mattina è stata fermata dai vigili e caricata in auto per essere identificata dopo che, secondo le prime ricostruzioni, stava disturbando i bambini che entravano a scuola. Ma da quell'auto poi è stata fatta scendere e, come si vede dai video girati da alcuni studenti della Bocconi, picchiata con un manganello dai vigili che sostengono di aver cercato così di contenerla. Bruna, la donna transgender protagonista di questa brutta vicenda avvenuta a Milano, racconta: "Sono molto impaurita, ieri sera ero stanchissima mi bruciavano gli occhi e avevo male alla testa e al fianco dove ho preso le botte". Su quanto accaduto, ricorda: "Ero su di giri, sono un tipo molto agitato, ma non ho fatto nulla di male non ho picchiato nessuno. Avevo paura che mi picchiassero ancora, anche al Trotter e in macchina mi hanno strattonata tutta. Mi sono nascosta dietro a un'aiuola ma mi hanno trovata. Chiedevo di non picchiarmi, solo la donna vigile è stata gentile con me". L'INTERVISTA

Banda del monopattino, da Milano furti nelle case di mezza Lombardia: 22 colpi in cinque mesi

Video Da Milano arrivavano in auto nelle cittadine scelte per i loro colpi. Poi salivano su due monopattini, rubavano nelle case, e fuggivano nello stesso modo. Cappellino e mascherina in testa, colpivano sempre tra le 17 e le 21. Sono stati arrestati dai carabinieri di Lecco assieme ai colleghi di Merate due cittadini cileni, 23 e 36 anni, ritenuti responsabili di 22 furti, forse 23. Commessi tra l’11 ottobre 2022 e lo scorso 4 marzo tra le province di Lecco, Como, Monza Brianza, Bergamo, Varese e Milano (nei comuni di Casatenovo, Paderno D’Adda, Oggiono, Annone, Usmate, Vimercate e ancora Cassano Magnago, Olgiate Olona, Nerviano, Lesmo, Arluno, Osio Sotto, Sotto il Monte, Mariano Comense, Castano Primo, Trezzo, Ciserano, Verderio e Casorezzo). L’episodio più grave è la tentata rapina del 3 febbraio scorso a Paderno D’Adda quando i padroni di casa, rientrando, hanno sorpreso i due ladri che li hanno minacciati con un cacciavite per fuggire. Le indagini hanno consentito di recuperare refurtiva per circa 100mila euro, tra 90 orologi, gioielli, monete d’oro, abiti e accessori griffati, telefoni cellulari e 3mila euro in contanti.   di Ilaria Carra

Il bunker con la serra di marijuana sotto la tangenziale di Milano: scoperto per l'odore che arrivava all'autogrill

Video Ad attirare l’attenzione su quello che sembrava un normale campo agricolo è stato l’odore. Quello forte e più che sospetto che si sentiva dalla tangenziale che passa sopra, dove c’è anche un autogrill. È partendo da questa segnalazione che i carabinieri di Sesto San Giovanni hanno scoperto un vero e proprio bunker con una serra di marijuana dove ne sono stati sequestrati 25 chili. Tre uomini, due zii e un nipote italiani, sono stati arrestati perché accusati di essere gestori di un’attività molto ben organizzata. Il terreno si trova sul territorio di Paderno Dugnano dove ufficialmente ha ancora sede una società edile non più attiva, riconducibile agli arrestati, che hanno raccontato ai militari, una volta scoperti, di non avere più lavori e di essersi così “riconvertiti” a ben altri affari per guadagnare. I militari durante la perquisizione sono stati insospettiti da una turca dentro l’apparente cuccia invernale del cane, rivelatasi finta, che nascondeva difatti una botola, l’accesso ai campi sotterranei. Uno spazio di centro metri quadri ben ventilato, due locali per la coltivazione delle piante, fotoelettriche, e 25 chili già confezionati. In arresto sono finiti due fratelli di 67 e 63 anni, e il nipote, figlio di un terzo fratello, di 25. Oltre alla droga i carabinieri hanno sequestrato una pistola semiautomatica, tre coltelli, cartucce e 57 mila euro in contanti.   di Ilaria Carra

Centinaia di richiedenti asilo accalcati fuori dalla caserma a Niguarda

Video Momenti di tensione, lunedì mattina, nella caserma della polizia di via Cagni, dove si erano concentrate centinaia di persone in attesa di informazioni sulle pratiche di richiesta di asilo. Secondo quanto riferito dalla questura, intorno alle 6 un gruppo di egiziani si stava "muovendo con l'intenzione di guadagnare i primi posti della fila". E la polizia li ha dispersi con il lancio di lacrimogeni. di Ilaria Carra

Milano, un migliaio di richiedenti asilo davanti all'ufficio immigrazione: la polizia placa la folla

Video Un migliaio di stranieri, molti dei quali richiedenti asilo, si sono radunati in via Cagni, zona Niguarda, fuori dal Reparto Mobile della questura che ospita anche l’ufficio immigrazione per le pratiche d’asilo. La polizia ha cercato di gestire la folla, ricorrendo anche a file con transenne, alcune delle quali sono state danneggiate dai migranti in coda. Intorno alle 10, 120 persone sono state ricevute. E dalle 10,30 la folla si è gradualmente dispersa.   (a cura di Ilaria Carra)

Milano, Scalfarotto visita San Vittore: "Siamo al limite, follia i tagli del governo alle carceri"

Video "Il taglio di 9 milioni di euro che il governo prospetterebbe nella manovra mi fa trasecolare. Abbiamo problemi di sovraffollamento e suicidi e togliere fondi alla polizia penitenziaria è una follia". Il senatore di Italia Viva e membro della commissione Giustizia Ivan Scalfarotto visita il carcere milanese di San Vittore dando seguito a una serie di sopralluoghi nei penitenziari iniziata a Torino. "In questo carcere, comunque al limite della sua capacità, ci sono zone ristrutturate che hanno condizioni positive ma - ha spiegato Scalfarotto - altre, invece, che non sono state toccate da tempo e che palesano una situazione di difficoltà". Il senatore, che ha ricordato come i lavori già finanziati per ristrutturare due raggi del carcere a oggi chiusi non siano ancora partiti, si è detto contrario all'ipotesi di trasferire il carcere: "Spostare i penitenziari in luoghi dove non possono essere visti è un modo per rimuovere dai nostri radar un fenomeno. Invece è importante che il carcere sia qui, in centro, perché è un pezzo della nostra società". Di Ilaria Carra e Andrea Lattanzi

Violenza sulle donne, Germano Lanzoni e la campagna della questura di Milano: "Questo non è amore"

Video “Se ti picchia, se è violento, se ti costringe a vivere una vita di paura, allora questo non è amore". È il messaggio della campagna contro la violenza sulle donne che la Questura di Milano diffonde in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Testimonial, l’attore Germano Lanzoni, famoso per il suo personaggio del Milanese imbruttito. Spiega il questore Giuseppe Petronzi: "L'auspicio è di riuscire a intercettare le vittime di maltrattamenti e metterle nelle condizioni migliori di affidarsi a delle professionalità che assicureranno loro i migliori standard di sicurezza". a cura di Ilaria Carra