Video Dopo le polemiche non c'è più voglia di parlare al circo Rony Roller e da parte del responsabile Rony Vassallo a Ladispoli. La fuga del leone Kimba sabato 11 novembre ha fatto il giro del mondo, tra accuse di sabotaggio della gabbia che sarebbe stata aperta da ignoti, e proteste degli animalisti fuori dal tendone. Alla fine l'accordo raggiunto da Vassallo e il sindaco Alessandro Grando è stato quello di far proseguire le attività circensi fino alla data originariamente prevista di domenica 19 novembre, ma senza leoni e tigri per poi optare per la soluzione di spostare tutti gli animali in una località idonea. In tre camion sono stati quindi portati via nel corso della mattinata leoni, tigri e le altre specie presenti.Di Gianvito Rutigliano
Video Una grande retrospettiva dedicata a un mito della fotografia. È la mostra più ampia mai dedicata a Don McCullin quella visitabile al Palazzo Esposizioni di Roma dal 10 ottobre al 28 gennaio 2024. Dagli esordi al fronte a Cipro e in Vietnam, agli homeless e la sofferenza in giro per il mondo, fino alle nuove sperimentazioni dedicate all'impero romano ci sono tutte le fasi di McCullin, universalmente riconosciuto come uno dei più importanti fotografi e fotoreporter della storia. E prima di aprire le porte al pubblico, nella capitale l'autore, che proprio oggi, 9 ottobre, compie 88 anni, si è prestato a regalare una lezione di storia e una riflessione sui suoi 60 anni di carriera: "Da giovane andavo da un fronte all'altro, prima di capire che è la guerra sociale a essere più importante della guerra delle armi", racconta. "Fotografare i soldati significa fare un'operazione da Hollywood, mentre le vittime di quella sofferenza sono le persone più deboli. Ed è dalla loro prospettiva che bisogna mettersi. Ma se continuano le guerre, e ciò che sta succedendo in Medio Oriente tra israeliani e palestinesi mi fa vergognare perché la gente continua a morire, allora vuol dire che il mio lavoro di sessant'anni è stata una perdita di tempo".
Di Gianvito Rutigliano
Video Dalle prime ore del mattino gli ultimi ritocchi all'esterno di Montecitorio per accogliere con tutti gli onori la salma del Presidente emerito Giorgio Napolitano per la funzione nel palazzo della Camera. Tra i primi ad arrivare c'è Pier Luigi Bersani: "È stato protagonista di un tempo in cui si pretendeva dalla politica un pensiero rigoroso e un rapporto tra politica e cultura, in cui a prescindere dall'ideale ci si confrontava anche in modo aspro senza perdere il filo del rispetto. Ora i tempi sono diversi". Uno alla volta arrivano Romano Prodi, ministri e politici, fino all'accoglienza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e, tra gli altri, anche il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron. Davanti ai maxi schermi i ricordi si mescolano a riflessioni e commozione. "Dobbiamo ricreare figure così, è stata una sicurezza averlo accanto a noi. Era una persona pulita, sincera e fedele a se stessa. E certi valori mancano già alla vita politica".
di Gianvito Rutigliano
Video Protesta improvvisata di un no vax all'Arena Robinson del Salone del libro di Torino. In occasione della presentazione del libro di Antonella Viola, un uomo ha raggiunto lo spazio accusando l'immunologa di una presunta colpa legata ai vaccini anti Covid. "Come mai in Svezia hanno vietato i vaccini agli under 30? Io non mi sono vaccinato e sto benissimo. Sei una vergogna!" ha urlato il contestatore che si è allontanato poco dopo l'aggressione verbale. La divulgatrice scientifica non si è scomposta e ha sottolineato che le tante presenze al Salone del libro si devono proprio ai vaccini, tra gli applausi del pubblico
Gianvito Rutigliano
Video "Il mio cuore si è come fermato. Ho fatto una cosa che tutti i tifosi del Napoli vorrebbero fare nella loro vita. Ringrazio tutti i calciatori per i ricordi che mi hanno lasciato". Salvatore Balzano è il trentasettenne tifoso del Napoli che, al termine della gara contro l'Udinese che ha consegnato lo scudetto ai partenopei, si è intrufolato negli spogliatoi girando video mentre esulta a chiede ai calciatori un gadget o una maglietta. "Ho la maglia di Osimhen, magliette da riscaldamento e i calzini di Anguissa", racconta fiero, seduto al tavolo del ristorante Castel Nuovo di Napoli presso cui lavora come caposala. "Avevo cercato tanto una maglia per il più grande dei miei quattro figli ma - prosegue - non l'avevo trovata. Ora diciamo che gli ho fatto un bel pensiero". Tempestato di telefonate e interviste, Balzano spiega anche come l'insistenza con Kvaratskhelia nel chiedere una maglia "per un bambino invalido" fosse dettata "dall'intenzione di regalarla a un figlio di un amico che soffre di invalidità".
Di Andrea Lattanzi, Edoardo Bianchi, Gianvito Rutigliano Immagini di Salvatore Balzano. Instagram: salvato.balzano; TikTok: @salvatorebalza
Video La festa di fronte allo stadio Diego Armando Maradona viene scandita da due boati assordanti: uno al gol di Osimhen, l'altro al fischio finale di Napoli Fiorentina. Successivamente le persone si sono accalcate di fronte alla caffetteria degli Azzurri per festeggiare e cantare sulle note delle celebri canzoni di Pino Daniele e Nino D'angelo: 'Napule' e 'Napoli Napoli' .
Di Edoardo Bianchi, Andrea Lattanzi e Gianvito Rutigliano
Video Com'è guardare le partite del Napoli se si abita esattamente di fronte al Maradona? Chiedere alla famiglia Lonz - Monfregola che da pochi mesi ha acquistato il suo appartamento a Fuorigrotta, con vista stadio. "L'urlo dei tifosi ci anticipa sempre i gol, - raccontano - noi proviamo a chiudere le tapparelle per evitare lo spoiler, ma la gioia resta immensa". La felicità per lo scudetto è stata accompagnata da una condivisione familiare, con tutte le partite seguite con nipoti, figli e cognati a casa, tutti insieme. E dopo tanta attesa, anche per loro è il momento di festeggiare. Direttamente da una postazione d'eccezione.
Di Edoardo Bianchi, Gianvito Rutigliano e Andrea Lattanzi
Video C'era aria di vittoria già dal pomeriggio, quando dj set, fumogeni, bandiere e incontri tra amici avevano caratterizzato giovedì 4 maggio, in attesa del fischio iniziale di Udinese-Napoli.
Il gol di Lovric fa tremare i partenopei, costretti a cercare poi il punto decisivo con la Fiorentina, dopo il primo match-ball fallito contro la Salernitana. Invece la rete del pareggio di Osimhen regala agli azzurri il tanto atteso scudetto dopo 33 anni.
Da tre postazioni nel centro storico, nei quartieri spagnoli e nello stadio Maradona, il racconto di quanto accaduto. Il ricordo di una serata indimenticabile.
Di Edoardo Bianchi, Andrea Lattanzi e Gianvito Rutigliano
Video A volte bastano una chitarra, una splendida voce ed essere connazionali dell'attaccante azzurro mascherato per scatenare un piccolo concerto nel centro storico di Napoli. Merito di Joseph David, chitarrista di strada nigeriano che in via dei Tribunali ha improvvisato un brano dedicato a Osimhen. "You are the greatest footballer", canta il musicista. E la gioia per uno scudetto in arrivo trova persino un nuovo inno dedicato al capocannoniere della serie A.
Di Gianvito Rutigliano, Edoardo Bianchi e Andrea Lattanzi
Video I partenopei devono rinviare nuovamente la festa scudetto dopo la vittoria della Lazio sul Sassuolo, il centro di Napoli si svuota e restano solo transenne e volanti della Polizia. “Sembra tornato in vigore il coprifuoco”, afferma un tifoso a passeggio per le vie del centro dopo aver osservato il folto schieramento di forze dell’ordine in tutta via Toledo. “Giusto che ci sia ordine in giornate come queste - ha aggiunto un esercente apprezzando le precauzioni attivate in caso di successo dei bianco azzurri - in questo modo siamo più sicuri”. Al termine della partita della Lazio i tifosi hanno rimandato l’appuntamento a giovedì 4 maggio, dove il Napoli avrà in mano il proprio destino e vincendo contro l’Udinese potrà laurearsi campione d’Italia.
Di Edoardo Bianchi, Andrea Lattanzi e Gianvito Rutigliano
Video Tra i protagonisti assoluti della cavalcata-scudetto del Napoli c'è sicuramente Khvicha Kvaratskhelia, l'esterno d'attacco che ha conquistato le attenzioni del mondo diventando la sorpresa più importante del campionato. Ma l'impatto che la stella georgiana ha avuto non si limita al campo di gioco. Sono anche i suoi connazionali ad averne usufruito, in una sorta di gemellaggio Napoli-Tbilisi che va avanti da mesi. Tra gli addobbi per le strade ci sono centinaia di bandiere della Georgia, la numerosa comunità presente in città - in Campania la stima è di circa 50mila persone - ha improvvisamente aumentato la propria integrazione e "tutti ora vogliono sapere di più sulla nostra cultura. - spiega la mediatrice culturale Maka Kachoshvili - Prima eravamo quasi invisibili, ora possiamo dire con orgoglio di essere del Paese di Kvara. La Georgia e Napoli hanno in comune una forte identità culturale e una continua oppressione. Quindi ogni gol diventa un riscatto sociale". Un asse forse impensabile in queste proporzioni un anno fa, rappresentato visivamente da San Gennaro, venerato da entrambi i popoli, e che trova una collocazione anche nella chiesa georgiana del capoluogo. Al netto delle difficoltà dei locali a pronunciare quel cognome. Per tutti, solo Kvara.
Di Gianvito Rutigliano, Edoardo Bianchi e Andrea Lattanzi
Video Tantissimi tifosi del Napoli si sono riuniti fuori dallo stadio Maradona per assistere la squadra in quella che poteva essere la partita della festa scudetto. Quattro ore e trenta di pura passione culminata però con un po' di rammarico e amarezza a causa del gol della salernitana che ha bloccato i partenopei sull'1-1.
Al termine del match i tifosi hanno applaudito la squadra e continuato a cantare nonostante la festa sfumata, conviti del fatto che "è solo questione di giorni".
Di Edoardo Bianchi, Andrea Lattanzi e Gianvito Rutigliano
Video Mentre in migliaia hanno potuto guardare Napoli-Salernitana allo stadio Maradona, tantissimi hanno optato per la tv in casa con amici e parenti. Ma c'è chi non ha rinunciato a guardare la partita al bar, con decine di sconosciuti accomunati da una speranza. Che si è trasformata in esplosione di gioia al gol di Olivera, dopo le occasioni sprecate con tanto di reazioni ed espressioni inequivocabili.
È quello che è successo in piazza Dante. Qui il pubblico era variegato e in prima fila davanti allo schermo c'erano un nonno e un nipote.
di Gianvito Rutigliano, Edoardo Bianchi e Andrea Lattanzi
Video Il pareggio di Dia per l'1-1 finale nella gara contro la Salernitana ha costretto Napoli a rinviare i festeggiamenti per lo scudetto.
Piazza Plebiscito e Piazza Trieste e Trento erano già gremite da ore e tante persone si erano riversate lungo via Toledo dal mattino per raggiungere uno dei centri della festa. Festa che, appunto, è rimandata.
"C'è un po' di delusione, ma ci rifaremo giovedì" dicono tifose e tifosi che però non hanno perso la voglia di cantare. "Noi sappiamo aspettare".
di Gianvito Rutigliano, Edoardo Bianchi e Andrea Lattanzi
Video A Napoli, strade e piazze festanti per il prossibile Scudetto. Una marea gioiosa invade piazza del Plebiscito e via Toledo, dove un tifoso travestito da Maradona palleggia per la strada. La città è attraversata da un fiume azzurro
di Andrea Lattanzi, Edoardo Bianchi e Gianvito Rutigliano
Video Tanta euforia da parte dei tifosi partenopei sin dalle prime ore del mattino. Molti supporter hanno invaso la stazione di Montesanto e hanno cantato a squarciagola in attesa del treno in direzione Stadio San Paolo.
Di Edoardo Bianchi, Andrea Lattanzi e Gianvito Rutigliano
Video La febbre da scudetto è già altissima a Napoli, quasi a prescindere dai risultati di Inter-Lazio e della gara con la Salernitana. La gente è scesa per strada in una festa che coinvolge anche i turisti e non mancano i personaggi: dal percussionista senegalese Abdou che da 30 anni suona in via Toledo i cori più famosi della squadra e ora è diventato re dei selfie, all'arbitro coreano arrivato in città per assistere alla partita e scambiato per il connazionale difensore partenopeo Kim Min-jae, tanto da dover dotarsi di un cartello "Non sono Kim". Il conto alla rovescia è già iniziato.
di Gianvito Rutigliano, Edoardo Bianchi e Andrea Lattanzi
Video La certezza matematica dello scudetto del Napoli non è ancora arrivata (la prima occasione è domenica 30 aprile), ma nei Quartieri Spagnoli c'è già aria di festa.
Caroselli in motorino fra fumogeni e cori sotto il murale dedicato a Diego Armando Maradona. E proprio un imitatore del Pibe de oro, nella più tranquilla via Toledo, dà sfoggio di grandi doti di palleggiatore omaggiando il celebre riscaldamento che il Numero 10 del Napoli fece prima della partita contro il Bayern Monaco nel 1989.
Durante i pre-festeggiamenti, sotto il murale di Maradona, si è intravisto anche l'ex presidente della Camera Roberto Fico.
Di Andrea Lattanzi, Edoardo Bianchi e Gianvito Rutigliano
Video L'esempio di un dodicenne che decise di non girarsi dall'altra parte, come insegnamento civico alle ragazze e ai ragazzi di oggi. Il 25 Aprile è l'occasione di ricordare la figura di Ugo Forno, detto "Ughetto", ultima vittima della Resistenza romana il 5 giugno 1944, quando guidò un manipolo di giovanissimi del quartiere Trieste per evitare che i tedeschi abbattessero un ponte sul fiume Aniene. Per salvare quell'infrastruttura che sarebbe servita agli Alleati ci rimise la vita a soli 12 anni. Nelle celebrazioni della Liberazione organizzate dall'assessorato alle culture del Comune di Roma nel quartiere Garbatella, il nipote Fabrizio Forno ha potuto raccontare ancora una volta a un pubblico di ragazze e ragazzi la storia dello zio, medaglia d'oro al merito civile e riconosciuto come partigiano, perché la sua memoria resti un modello di rifiuto dell'indifferenza per le nuove generazioni. "Ma il messaggio principale", spiega Forno, "è che non ci devono essere più eroi dodicenni. L'esempio di Ughetto deve servire alle giovani generazioni come un simbolo di attenzione a ciò che ci circonda". Oggi quel ponte di ferro sull'Aniene porta il nome di Ugo Forno, insieme a una targa e due murales in un percorso portato avanti dalla famiglia e dagli amici.
Di Gianvito Rutigliano
Video La Lupi Roma è una squadra di calcio a 5 LGBT friendly, nata prima come un gruppo di amici che organizzava partite in un contesto protetto dalle discriminazioni e poi rapidamente diventata un'associazione per aprirsi al mondo. E dimostrare che anche in un ambiente spesso omofobo come il calcio c'è spazio per tutti, che il pallone non è prerogativa degli eterosessuali e che l'omosessualità non rende il giocatore meno "maschio". Oggi nella Lupi Roma ci sono anche persone etero, proprio per trasmettere un messaggio di apertura e non invece di ghettizzazione delle persone LGBT. E l'impegno della squadra si estende sia in tornei friendly che nei tanti che dilagano nella Capitale. "Lo sport è l'emblema dell'espressione della superiorità del maschile nella società. - spiega Filippo Riniolo - Il fatto che ci possano essere dei coming out rompe lo schema per cui il maschio è solo eterosessuale. Non è un caso che il calcio maschile sia lo sport che ne ha molti meno e solo di recente, come nel caso di Jakub Jankto. Invece tutti hanno diritto a giocare senza timore di essere esclusi".
di Gianvito Rutigliano