Alessandro Di Matteo / romaQuel post su Facebook a metà pomeriggio coglie di sorpresa quasi tutti nel Pd. Praticamente nessuno, assicurano al Nazareno, sapeva che Nicola Zingaretti si stava per dimettere, si racconta che nemmeno il vice-segretario Andrea Orlando fosse stato informato. Il leader Pd,
il retroscena Fabio Martini / ROMA Una scena così originale, in 60 anni di Tribune elettorali, non si era mai vista. Sono le 17,05 del 19 agosto, su Raidue è in programma la Tribuna con rappresentanti del Sì e due del No in vista del referendum sul taglio dei parlamentari, ma a sorpresa la giornalis
di Gabriele Rizzardi wROMA «Mi auguro che ci sia una proposta unitaria, seria, autonoma». Alla vigilia del primo confronto sul Quirinale tra Matteo Renzi e i parlamentari del Pd, Gianni Cuperlo, Stefano Fassina e Pippo Civati, si ritrovano alla convention di Sel a Milano, dove si parla di
di Nicola Corda wROMA L’addio di Sergio Cofferati al Pd unito al caso del decreto fiscale «certamente non aiutano a costruire un clima positivo» per il voto sul successore di Giorgio Napolitano. Lo ha detto Stefano Fassina della minoranza democratica aggiungendo che «il modo sbrigativo, of
di Gabriella Cerami wROMA I toni, anzi i decibel - come li chiama Matteo Renzi - sono stati alti. E anche se l’Assemblea del Pd non ha registrato lo strappo tra il segretario e i dissidenti, scintille ce ne sono state parecchie. «Non staremo fermi per i diktat della minoranza», esordisce i
ROMA C’è Renzi. Cioè la stragrande maggioranza del partito, con una cifra intorno al 70%. E poi ci sono gli altri: sei-sette correnti (dipende da come si considerano le sub-componenti). Alcune più grandi, come quella bersaniana, alcune piccole o piccolissime. Questa la galassia variegata d
di Nicola Corda wROMA «Senza il voto di fiducia, più tutele, lavoro e diritti: grazie ai deputati della maggioranza». A caldo, Matteo Renzi preferisce ignorare la defezione della minoranza del Pd al voto sul jobs act che arriva addirittura con un giorno di anticipo rispetto alla tabella di
di Vindice Lecis wROMA Otto emendamenti della sinistra Pd alla legge di stabilità fanno esplodere nuovamente la guerra dentro il partito di Renzi. Non sono proposte «contro il governo» ma emendamenti con i quali «dichiariamo guerra a povertà e precarietà» spiega il coordinamento dei trenta
Al corteo anche una parte di Pd. Fassina: non è una manifestazione contro il governo
ROMA Il governo vuole chiudere l’iter parlamentare del jobs act nei «tempi urgenti che abbiamo», avverte il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Così - dice - se ci saranno rischi di stravolgimento nel merito o di una spola tra i due rami del Parlamento, con un allungamento «più di quanto
di Gabriele Rizzardi wROMA Ringrazia i senatori che hanno lavorato «per il bene del paese» e bacchetta i 5 Stelle che hanno trasformato l’aula del Senato in un ring: «Sono sceneggiate che ormai hanno stancato anche i loro elettori». Dopo la notte di bagarre a Palazzo Madama, Matteo Renzi r
di Nicola Corda wROMA Alla ricerca di un’intesa per evitare lo scontro frontale. Sulla legge delega del lavoro la minoranza del Partito democratico mette in campo tutte le possibili mediazioni e manda segnali di pace a Renzi. «Una sintesi è possibile e anche agevole, basta volerlo» è l’ind
di Nicola Corda wROMA La giornata è pesante anche per un segretario abituato a fare i salti mortali con l’agenda. Così la direzione del Partito democratico comincia con un’ora di ritardo e Matteo Renzi accoglie il suggerimento di Gianni Cuperlo per una gestione “plurale”. Unitaria aveva an
Trentasei bambini su 69, che frequentano la scuola dell’infanzia di San Giovanni, a Ivrea, hanno accusato malori dal pomeriggio di venerdì e fino a domenica. Venticinque di loro sono finiti in ospedale, altri sono stati curati a casa dai genitori. Tutti loro avevano mangiato in mensa ed è