Ucraina: le immagini del caccia in fuga dal missile russo

Video Le immagini risalgono ad alcune settimane fa, come si vede dalla vegetazione, ma restano impressionanti. Si tratta di un caccia Mig 29 ucraino che a tutta velocità cerca di sfuggire a un missile aria-aria russo, lanciato da un jet di Mosca a oltre cinquanta chilometri di distanza. Il pilota appare riflesso nello specchietto: sta compiendo manovre a bassa quota e il suo corpo subisce una pressione sei-sette volte superiore a quella normale. Nel video sono state oscurate alcune strumentazioni: probabilmente si tratta dell'apparato per guidare bombe di precisione occidentali, usate per colpire le postazioni russe a ridosso della prima linea di Gianluca Di Feo

Metropolis - Accecato dall'Iran. Con Ciriaco, Colarusso, Folli, Friedman, Mauro, Riotta, Tricarico

Video Quinto giorno di guerra Israele-Iran. La campagna aerea dell'Idf si intensifica su Teheran ma non solo. Procede l'assalto a tappeto ai vertici militari (l’ultimo a cadere è il nuovo capo di stato maggiore Ali Shadmani) e ai siti di arricchimento dell'uranio, in particolare oggi è stato colpito il sito di Natanz. Gli israeliani si dicono padroni dei cieli: possono colpire ovunque senza temere di venire abbattuti, perché non esistono più caccia o difese antiaeree. Ma l'Iran risponde con i suoi missili ed è riuscito più volte a eludere la difesa israeliana. Ci sono 224 vittime in Iran, 25 morti e 500 feriti in Israele. Quanto durerà questo nuovo e pericoloso conflitto?  Trump prima spacca il G7 canadese, rifiutandosi di firmare la dichiarazione congiunta sull’Iran, poi aderisce. Infine abbandona a sorpresa il vertice in anticipo per tornare alla Casa Bianca dove riunisce un gabinetto di guerra per valutare la possibilità di una discesa in campo con Israele sugli impianti nucleari dell'Iran, in particolare Fordow. E forse vuole riaprire la trattativa, anche con la sponda di Putin, con l'Iran. L'asse tra Washington e Mosca potrebbe essere decisivo per il Medio Oriente ma diventerebbe anche un problema per l'Ucraina? Per certo nella notte Mosca ha bombardato il centro di Kiev con un attacco pesantissimo definito dal presidente "terroristico". Ne parliamo con Tommaso Ciriaco, dal G7 in Canada, Angela Mauro, da Bruxelles e Gianni Riotta. Poi Gabriella Colarusso, da Tel Aviv; Alan Friedman; il generale Leonardo Tricarico, ex capo di stato maggiore dell'aeronautica militare; Pegah Moshir Pour, scrittrice e attivista italo-iraniana. Con un focus di Gianluca Di Feo sulla difesa di Israele. In studio con Gerardo Greco e Luca Piras: Stefano Folli e Paola Caridi. Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand sul sito di Repubblica GUARDA TUTTE LE CLIP E LE PUNTATE

Metropolis. Perdere la Tesla. Con Cappellini, Friedman, Gancitano, Ghisleri, Sileoni, Urbinati

Video “Elon, poveretto, ha un problema”. Non c'è fine al duello a distanza tra gli ex amici Trump e Musk. Ha cominciato il presidente, "deluso" dal capo di Tesla, che ha lasciato il suo incarico al Doge criticando la legge di bilancio via "X". Trump dalla Sala Ovale ha spiegato: voleva sconti per le auto elettriche e un suo uomo a capo della Nasa. Ed ecco la zampata di Mr Starlink: "Il nome di Trump è negli Epstein files", come dire è un pedofilo" e merita l'impeachment. E ora i dem chiedono risposte dal Fbi. Musk potrebbe fare un suo partito per conquistare la Casa Bianca e chi vuole far fuori Trump oggi? In Ucraina arrivano missili cruise a raffica: è la risposta di Mosca ai colpi messi a segno dall’intelligence di Zelensky. Nel mirino le regioni di Kiev, Vinnytsia, Khmelnytsia, Leopoli e Ternopil. Pioggia di droni sulla capitale, blackout e danni. E Putin spiega a Trump: "Questa guerra per noi non è una lite da bambini, ma una questione esistenziale". La tregua è sempre più lontana? Hanno parlato di guerra Sergio Mattarella e il nuovo papa, Leone XIV al loro primo incontro. Oggi a Milano al Teatro Parenti il ritrovo per Gaza di Iv e Azione, con bandiere palestinesi e israeliane e alcuni ospiti dem. Domani la grande manifestazione a Roma di Pd e M5s con la Cgil. E le opposizioni viaggiano divise anche sui sì ai 5 referendum che si voteranno l'8 e il 9 giugno: un quesito sulla cittadinanza e 4 sul lavoro. Un test per loro ma anche per il governo Meloni? Ne parliamo con la politologa della Columbia University Nadia Urbinati, Alan Friedman, autore di La fine dell'impero americano; Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research. Poi Serena Sileoni, costituzionalista e la filosofa Maura Gancitano. In studio con Gerardo Greco e Luca Piras: Stefano Cappellini e Dario Olivero, che ci presenta anche in anteprima il nuovo numero di Robinson, in edicola domenica con Repubblica. Come ogni venerdì la controcopertina di Metropolis è curata da Gianluca Di Feo. Oggi i suoi Sentieri di guerra ci spiegano che in Ucraina sta per cominciare un'estate sanguinosa e pericolosissima per tutti, altro che tregua. Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand sul sito di Repubblica GUARDA TUTTE LE CLIP E LE PUNTATE

Il video choc della raffica di missili russi sulla città ucraina

Video Le terribili immagini dell'attacco russo contro l'Ucraina: il filmato mostra quattro missili cruise che esplodono uno dietro l'altro sul centro di Lutsk. Gli ordigni arrivano a tutta velocità sulla cittadina poco prima dell'alba, poi si gettano in picchiata e scoppiano provocando una nuvola di fiamme. Non ci sono tracce della reazione della contraerea, nonostante sin dalla notte fosse scattato l'allarme in tutto il Paese. I missili sembrano essere KH-101: ognuno trasporta 450 chili di esplosivo ad alto potenziale e vola a oltre novecento chilometri orari. Vengono lanciati dai bombardieri strategici russi, che possono utilizzare la versione convenzionale o nucleare: si tratta dello stesso tipo di velivoli bersagliati dal raid ucraino di domenica scorsa. Lutsk è una antica città molto vicina al confine polacco, proprio per questo vi sono concentrare industrie belliche e centri di addestramento.  (di Gianluca Di Feo)

Metropolis. Andiamo di Borsa. Con Covatta, Di Feo, Fornero, Galbiati, Olivero, Riotta, Ronchey, Tito

Video “Le trattative con l’Europa non stanno portando a nulla”. Trump terremota le borse di tutto il mondo minacciando dazi al 50% all'Europa. E minaccia anche Apple: “Dazi al 25% se non costruisce gli iPhone negli Usa”. Meno di 24 ore fa la gran cacciata degli studenti stranieri, europei in testa, da Harvard. Devono cambiare scuola quelli in corso, chiuse le iscrizioni a tutti i non americani. Ma un giudice ferma tutto. E ora? A cosa portano le crociate trumpiane contro lo straniero? "Irrealistico tenere i colloqui di pace in Vaticano". Il ministro degli esteri russo Lavrov spegne ogni entusiasmo sull'incontro immaginato in Vaticano da papa Leone XIV con l'ok degli Stati Uniti e il segretario di Stato Rubio pronto a partire per Roma con l'inviato speciale degli Usa in Medio Oriente Witkoff. Ma la Russia apre a uno scambio di prigionieri, solo poi invierà a Kiev le sue condizioni di pace. Si possono immaginare altre sedi e davvero Mosca è pronta a fermarsi? È morto a 81 anni Sebastião Salgado, il grande fotografo brasiliano che ha cambiato lo sguardo del mondo sugli ultimi e sulla natura. Qual era il suo segreto? Ne parliamo con Gianni Riotta, Walter Glbiati,  la bizantinista Silvia Ronchey. Da Genova: Matteo Macor. Da Montecitorio: Gabriele Rizzardi. In studio con Gerardo Greco e Luca Piras: Claudio Tito, poi il comico e scrittore Giobbe Covatta e Dario Olivero, che ci racconta in anteprima il nuovo numero di Robinson, in edicola domenica con Repubblica. Come ogni venerdì la controcopertina di Metropolis è di Gianluca Di Feo con i suoi “Sentieri di guerra” dedicati alla carissima cupola spaziale di Donald Trump che potrebbe rendere il mondo molto più insicuro. Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand sul sito di Repubblica. GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP

Giolden Dome, perché la (carissima) cupola spaziale di Trump può rendere il mondo meno sicuro

Video Il 23 marzo 1983 Ronald Reagan ha annunciato il piano per costruire una rete difensiva anti-missile nello spazio: le sue Star Wars hanno rappresentato il momento più cupo della Guerra Fredda, ma paradossalmente hanno contribuito a determinare la lunga stagione di pace e disarmo. Ora Donald Trump lancia un’iniziativa simile: Golden Dome, la cupola satellitare che proteggerà gli Stati Uniti da qualsiasi aggressione condotta con armi balistiche, missili ipersonici e droni. Trump sostiene che sarà completata in tre anni, con una spesa di 175 miliardi di dollari: stime che paiono pura propaganda perché finora i preventivi ipotizzavano almeno otto anni per renderla operativa con un costo superiore a 500 miliardi di dollari. A beneficiare dei contratti saranno i nuovi protagonisti dell’industria militare hi-tech: Elon Musk e Peter Thiel, animatore di Anduril e Palantir. L’aspetto più preoccupante è quello psicologico: chi dispone di uno scudo, è più tentato di usare la spada. Se il Golden Dome un giorno proteggerà l’America da qualsiasi minaccia nucleare russa, cinese, nordcoreana, allora la Casa Bianca potrebbe essere incentivata a usare l’arma atomica. E’ la stessa considerazione che portò a limitare negli anni Settanta lo schieramento dei primi sistemi antimissile con un accordo tra Washington e Mosca. E che torna a riproporsi oggi, mentre sempre più spesso viene evocato l’impiego di testate tattiche: quelle che mirano a ottenere risultati sul campo di battaglia ma che hanno una potenza distruttiva superiore alla bomba di Hiroshima. I “Sentieri di guerra” in video di Gianluca Di Feo per Metropolis. Montaggio di Lorenzo Urbani. Metropolis è la nostra striscia di politica, attualità e società che va in streaming tutti i giorni alle 18 dal lunedì al venerdì con i protagonisti della politica, del giornalismo e della cultura  GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP

Israele, conto alla rovescia per l'occupazione di Gaza

Video Il conto alla rovescia per la nuova offensiva israeliana contro Gaza prosegue. Il governo Netanyahu ha dichiarato che intende occupare vaste zone della Striscia e per questo sta mobilitando oltre 60 mila riservisti. Un'ulteriore escalation nella campagna militare decisa dopo i massacri jihadisti del 7 ottobre 2023 che finora - stando alle fonti palestinesi - ha provocato 51 mila morti e colpito 170 mila edifici. L'esercito israeliano intende separare la popolazione da Hamas, obbligandola a trasferirsi in aree dove verrà infine garantita la distribuzione di cibo, eliminando la più importante sorgente di potere delle milizie. L'ennesimo piano dimostra il fallimento delle azioni messe in campo finora per sdradicare Hamas, che è stato amputato dagli attacchi ma mantiene una rete di comando e nella devastazione di Gaza recluta migliaia di giovanissimi combattenti. La manovra per l'occupazione di Gaza comincerà nel giro di dieci giorni e renderà ancora più drammatiche le condizioni terribili della popolazione. E anche tra i militari israeliani cresce il malcontento per le scelte del governo Netanyahu, con una dura protesta dei riservisti chiamati di nuovo a portare la guerra contro Hamas tra le case e le famiglie palestinesi. I “Sentieri di guerra” in video di Gianluca Di Feo per Metropolis. Montaggio di Lorenzo Urbani. Metropolis è la nostra striscia di politica, attualità e società che va in streaming tutti i giorni alle 18 dal lunedì al venerdì con i protagonisti della politica, del giornalismo e della cultura GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP

Cosa succede se Trump ritira le truppe dall'Europa

Video L’addio alle armi trumpiano potrebbe costare caro all’Europa. La Casa Bianca ha manifestato la volontà di ridurre le truppe schierate nel Vecchio Continente e si parla della possibile partenza di 10 mila uomini e donne entro l’estate: oggi ne sono presenti 100 mila mentre prima dell’invasione russa dell’Ucraina erano 65 mila. E il ritiro è già diventato concreto all’aeroporto polacco Rzeszów-Jasionka, l’hub dove confluiscono gli aiuti bellici per Kiev distante pochi chilometri dal confine ucraino: la gestione del ponte aereo e la protezione delle piste sono passati nelle mani di britannici, tedeschi, norvegesi e polacchi. Uno studio del think tank Bruegel e il Kiel Institute for the World Economy sostiene che rendere l’Ue e la Gran Bretagna capaci di affrontare autonomamente un potenziale conflitto con Mosca richiederebbe investimenti di 250 miliardi l’anno per comprare 1400 tank, 2000 cingolati da combattimento, 700 cannoni, un milione di proiettili d’artiglieria. Resta poi la questione dell’ombrello nucleare: l’unico deterrente alternativo agli Usa sarebbe quello francese. Tanti elementi che dovrebbero accelerare la formazione di una difesa europea, che invece resta soltanto uno slogan. I “Sentieri di guerra” in video di Gianluca Di Feo per Metropolis. Montaggio di Lorenzo Urbani.

Gli ucraini inventano il drone-lupara

Video L’ultima invenzione bellica degli ucraini è il drone-lupara. Un velivolo telecomandato dotato di un doppio fucile a canna liscia, estremamente simile all’arma tradizionale della mafia siciliana. La sua missione è quella di intercettare i droni russi, frantumandoli con una scarica di pallettoni.   I primi prototipi di questo modello sono stati sperimentati alla fine del 2024 dalla Lesia, una società noprofit ucraina che raccoglie donazioni e progetta sistemi militari: ora vengono distribuiti ai reparti di Kiev, come la 30ma brigata “Dei Gratia” che ha filmato l’azione. L’azienda SkyDefenders invece ha costruito un aeroplanino ad ala fissa, sempre radicomandato, con ben quattro fucili nel muso. Dalla scorsa estate russi e ucraini hanno cominciato a usare fucili da caccia o a pompa come strumento per affrontare i droni: il raggio d’azione è limitato a pochi metri, ma le cartucce disperdono una rosa di pallini o pallettoni molto ampia.   I quadricotteri killer sono costruiti in plastica: basta un minuscolo colpo a segno sull’elica per farli cadere o deviarli dalla rotta fissata. Inoltre si tratta dell’unica difesa a disposizione dei singoli soldati contro i droni pilotati tramite cavi in fibra ottica, che sono immuni dai disturbatori di frequenze.   Alcune “noprofit belliche” ucraine – come il collettivo Wild Hornet – hanno prodotto quadricotteri armati di kalashnikov o di lanciarazzi rpg, ma si trattava di apparecchi destinati ad assaltare obiettivi a terra. Ora invece la priorità è liberare il cielo dalle macchine volanti nemiche.   Di Gianluca Di Feo

L'enorme falla nello scafo della petroliera Usa speronata nel Mare del Nord

Video La Stena Immaculate, petroliera del Pentagono, è stata colpita nel Mare del Nord dalla nave cargo Solong, aprendo un’enorme voragine nello scafo. Le autorità escludono, per ora, un attacco deliberato, ma la dinamica anomala dell’incidente solleva interrogativi, tra cui l’ipotesi di un guasto tecnico o di un cyberattacco ai sistemi di navigazione. Intanto, emergono sospetti sull’origine del carico: il carburante era stato imbarcato in Grecia in un terminal accusato di traffici di petrolio russo contrabbandato. Mentre i media britannici parlano di “catastrofe” e “fuoco infernale”, cresce la preoccupazione per un possibile eco-disastro nel Mare del Nord. L'analisi di Gianluca Di Feo su Repubblica

Missioni militari italiane all'estero: chi ce lo fa fare?

Video Intorno all’ipotesi di una missione militare in Ucraina a garanzia di un futuro accordo di pace si e? acceso un forte dibattito politico. Una discussione che potrebbe essere anche l’occasione per riflettere sul senso delle operazioni condotte all’estero dalle nostre forze armate. Perche? le facciamo? E quali risultati hanno conseguito? Dal 1991 i nostri reparti sono stati impegnati in spedizioni un po’ ovunque: dal Kurdistan alla guerra per la liberazione del Kuwait, dalla Somalia al Mozambico, dalla Bosnia all’Albania, dal Kosovo a Timor Est, dall’Iraq all’Afghanistan, dal Libano dalla campagna aerea contro Gheddafi in Libia, infine il Sahel. Sono attivita? rischiose – solo in Afghanistan abbiamo avuto 53 caduti – e molto costose: in media dal 2010 hanno richiesto circa 1,2 miliardi l’anno. Alcune hanno avuto motivazioni umanitarie; molte hanno accolto richieste degli Usa o della Nato; poche hanno riguardato direttamente la tutela del nostro “interesse nazionale”. Tutte hanno dimostrato la capacita? operativa dei nostri militari, ma resta il dubbio su quanto abbiano contribuito al “sistema Paese” in termini di ricadute commerciali e di crescita della nostra influenza internazionale. Di Gianluca Di Feo. Montaggio Lorenzo Urbani

Metropolis. La via di Merz. L'Europa resiste? Con Folli, Friedman, Di Feo, Piccolotti, Salini, Tocci

Video Tredici leader europei a Kiev con von Der Leyen a tre anni esatti dall'invasione russa. Non c'è Meloni, che preferisce firmare a Roma intese per 40 miliardi di dollari al Forum imprenditoriale Italia-Emirati Arabi Uniti. Intanto da Kiev il presidente del Consiglio europeo Costa spiega: 'La pace in Ucraina non può ricompensare Putin. Non basta il cessate il fuoco, l'accordo dev'essere duraturo'. L'Ue prepara il suo 17mo pacchetto di sanzioni contro Mosca, Londra lancia il più grande pacchetto. Altri input, in questo anniversario. Zelensky chiede una pace giusta, è pronto al passo indietro, anche all'accordo sulle terre rare con gli Stati Uniti, pare 'alla fase finale'. Ma Washington fa sapere che l'ipotesi di adesione dell'Ucraina alla Nato 'non è sul tavolo'. In una telefonata con Putin, il presidente cinese Xi assicura che Mosca 'ha fatto passi positivi per la crisi in Ucraina'. È così? Quali passi? Intanto all'Onu è scontro su una risoluzione a favore dell'integrità territoriale dell'Ucraina che gli Stati Uniti non firmano. In Germania la Cdu è il primo partito, Merz punta alla "Grosse koalition" a due con l'Spd, entro il 20 aprile. Afd raddoppia i consensi, toccando il 21, ma ne resterà fuori: per la leader Weidel i complimenti di Musk. Nuova nomina shock di Trump:  il podcaster di estrema destra Dan Bongino diventa il numero due dell’Fbi. La fedeltà premiata ancora una volta rispetto alla competenza. A che prezzo? Ne parliamo con, in ordine di scaletta: Giovanni Di Lorenzo, direttore Die Zeit; Anna Zafesova; Alan Friedman; Massimiliano Salini, vicepresidente Ppe; Elisabetta Piccolotti, deputata Avs. Poi Nathalie Tocci, direttrice dell'Istituto Affari Internazionali. Da Kiev: Paolo Brera e Piero Meda, capomissione WeWorld in Ucraina. In chiusura Enrico Franceschini, già corrispondente da Washington, Mosca e Gerusalemme, in libreria con Le notti di Mosca (Baldini&Castoldi). In studio con Gerardo Greco e Luca Piras: Stefano Folli e Gianluca Di Feo. Metropolis è la nostra striscia di politica, attualità e società che va in streaming tutti i giorni alle 18 dal lunedì al venerdì con i protagonisti della politica, del giornalismo e della cultura  GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP

Metropolis - Vortice di Parigi. Con Cappellini, Fornero, Nevi, Pertici, Picierno, Ponzani

Video Il Quirinale non commenta il nuovo attacco della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova al presidente della Repubblica Mattarella. Lei ha minacciato 'conseguenze' per l'Italia e ha ricordato che il fascismo è nato qui. Lui aveva paragonato "l'odierna aggressione russa all'Ucraina" al "progetto del Terzo Reich in Europa". Intanto il gruppo di hacker filorussi NoName057(16) ha realizzato una serie di attacchi sui sistemi degli aeroporti di Linate e Malpensa, delle autorità portuali di Trieste e di Intesa San Paolo. Perché la sicurezza informatica del nostro paese è così fragile? In Francia Macron organizza in 48 ore il vertice europeo per la pace in Ucraina in risposta all'attivismo di Trump con Putin. Meloni, vicina al tycoon, non gradisce la riunione, partecipa ma arriva ultima e in ritardo. Quale sarà il ruolo dell'Ue nei negoziati tra Kiev e Mosca per la fine della guerra Ucraina? Papa Francesco ricoverato da venerdì per un’infezione alle vie respiratorie. Gli esami hanno dimostrato una “infezione polimicrobica” e la terapia è cambiata per la seconda volta. I medici parlano di "quadro clinico complesso". La vita di Bergoglio è a rischio? Ne parliamo con: Elsa Fornero, economista ed ex ministra del Lavoro, Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Ue e Raffaele Nevi, portavoce FI e la storica Michela Ponzani e Elena Kostioukovich, scrittrice ucraina in libreria con "Kyiv. Una fortezza sopra l'abisso" (La Nave di Teseo). Da Montecitorio: Gabriele Rizzardi. Da Parigi: Lorenzo De Cicco. Dal Vaticano: Iacopo Scaramuzzi. In studio con Gerardo Greco e Luca Piras: Laura Pertici, Gianluca Di Feo e Stefano Cappellini. Dal Vaticano, Iacopo Scaramuzzi. Metropolis è la nostra striscia di politica, attualità e società che va in streaming tutti i giorni alle 18 dal lunedì al venerdì con i protagonisti della politica, del giornalismo e della cultura  GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP

Metropolis - Premier o poi. Con Benassi, Cappellini, Camusso, Di Feo, Reichlin, Sisto, Friedman

Video La capigruppo ha deciso: domani i ministri dell'Interno Matteo Piantedosi e della Giustizia Carlo Nordio riferiranno alle camere sul caso Almasri dopo il pressing delle opposizioni che hanno bloccato i lavori delle aule. Perché non Meloni? Ricorreranno al segreto di stato? Addurranno ragioni legate ai servizi segreti? O ammetteranno pubblicamente che è nell'interesse dell'Italia assecondare i libici? Polemica sulla diretta tv: prima è no, poi sì solo al Senato, poi sì anche alla Camera. Cosa è successo? Dopo Messico e Canada, Donald Trump minaccia con i suoi dazi anche l'Ue che non rilancia. Von der Leyen predica fermezza con gli Stati Uniti, mentre Giorgia Meloni si smarca e chiede un dialogo con la Casa Bianca. Quanto potrebbero costare i nuovi dazi americani agli italiani? La Cina risponde con i suoi contro-dazi: con che effetti? Intanto in Usa e Messico si moltiplicano le proteste di chi sostiene diritti di migranti, comunità Lgbtqia+ e gli aiuti di Unrwa. Dopo il cessate il fuoco a Gaza, e il complicato scambio di ostaggi tra Israele e Hamas, Netanyahu vola negli Stati Uniti per incontrare Trump, pronto ad autorizzare un miliardo di materiale militare. Quale sarà il ruolo della Casa Bianca nelle prossime fasi della tregua? In un check point a Gaza due soldati israeliani uccisi e si rialza la tensione. Quanto può reggere il cessate il fuoco? Ne parliamo con: Francesco Paolo Sisto, viceministro alla Giustizia e Susanna Camusso, senatrice Pd; l'economista della London Business School Lucrezia Reichlin, l'ex ambasciatore e docente universitario alla Cattolica Piero Benassi e Alan Friedman, in libreria con "La fine dell'impero americano" (La nave di Teseo). Da Montecitorio: Gabriele Rizzardi. In studio con Gerardo Greco e Luca Piras: Stefano Cappellini e Gianluca Di Feo. Metropolis è la nostra striscia di politica, attualità e società che va in streaming tutti i giorni alle 18 dal lunedì al venerdì con i protagonisti della politica, del giornalismo e della cultura GUARDA LA PUNTATA INTEGRALE; GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP

Metropolis - Trump day: comincia l'era delle tecnodestre?

Video Inauguration day per Donald Trump alla sua seconda volta alla Casa Bianca. La premier Giorgia Meloni è a Washington, mentre nessun collega europeo è stato invitato. Un vantaggio o un problema per l'Italia? L'Europa intera già dovrà affrontare un problema dazi ed è febbre criptovalute. Fra i primi temi sul tavolo del nuovo presidente ci saranno Tiktok, l'Ucraina e i migranti. Trump potrebbe firmare un ordine esecutivo per "salvare" TikTok subito dopo il giuramento: una mossa che farebbe alzare la tensione con i legislatori repubblicani contrari alla app. E vorrebbe sentire Putin a breve per discutere di un incontro nei prossimi mesi sull'Ucraina. Si è già intestato l'accordo del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza (mentre Biden dice che ci ha lavorato per mesi). Un accordo in tre lunghe fasi. Resisterà? Quanto ai migranti, il tycoon ha già promesso "rimpatri di massa". A stretto giro gli ha risposto la presidente del Messico Claudia Sheinbaum: 'Non siamo la colonia di nessuno'. Ne parliamo con Alan Friedman, Stefano Massini, Maurizio Molinari, Nathalie Tocci, direttrice Istituto Affari Internazionali. Da Washington: Tommaso Ciriaco e Anna Lombardi. Da Berlino: Tonia Mastrobuoni Al video wall: Cecilia Rossi. In studio con Gerardo Greco e Luca Piras: Greta Cristini, autrice del podcast "Il grande gioco" e  Annalisa Cuzzocrea poi Gianluca Di Feo. Metropolis è la nostra striscia di politica, attualità e società che va in streaming tutti i giorni alle 18 dal lunedì al venerdì con i protagonisti della politica, del giornalismo e della cultura GUARDA LA PUNTATA INTEGRALE; GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP

Il soldato russo si fa sparare sul braccio per evitare il fronte

Video Un drone dell’esercito ucraino filma una scena molto particolare. Due soldati russi parlano in uno bosco: non sanno di venire ripresi dal nemico. Poi dopo un breve colloquio, uno dei militari punta il Kalashnikov sul commilitone e gli spara un colpo sul braccio. I due non stanno litigando, sono tranquilli. Anche quando gli viene puntata contro l’arma, il soldato non si muove. L’interpretazione è semplice: si sono messi d’accordo e grazie alla ferita l’uomo eviterà la prima linea. Gli episodi di autolesionismo sono frequenti al fronte. Durante la prima guerra mondiale spesso i fanti si facevano sparare mettendo una pagnotta tra la canna del fucile e la parte del corpo da colpire, quasi sempre il braccio o il piede: in questo modo non si notava la bruciatura sulla pelle del colpo diretto. In questo caso, il proiettile viene esploso da distanza e quindi si può identificare il gesto volontario.   di Gianluca Di Feo

Il soldato russo si fa sparare sul braccio per evitare il fronte

Video Un drone dell’esercito ucraino filma una scena molto particolare. Due soldati russi parlano in uno bosco: non sanno di venire ripresi dal nemico. Poi dopo un breve colloquio, uno dei militari punta il Kalashnikov sul commilitone e gli spara un colpo sul braccio. I due non stanno litigando, sono tranquilli. Anche quando gli viene puntata contro l’arma, il soldato non si muove. L’interpretazione è semplice: si sono messi d’accordo e grazie alla ferita l’uomo eviterà la prima linea. Gli episodi di autolesionismo sono frequenti al fronte. Durante la prima guerra mondiale spesso i fanti si facevano sparare mettendo una pagnotta tra la canna del fucile e la parte del corpo da colpire, quasi sempre il braccio o il piede: in questo modo non si notava la bruciatura sulla pelle del colpo diretto. In questo caso, il proiettile viene esploso da distanza e quindi si può identificare il gesto volontario. di Gianluca Di Feo

L'attacco dei missili russi contro una centrale elettrica ucraina

Video Uno sciame di missili russi si abbatte contro una centrale elettrica ucraina nei pressi della città di Dnipro. Dalle immagini sembra che due cruise KH-101 riescano a colpire l’impianto, mentre un terzo viene abbattuto dalle difese ed esplode in cielo generando una nuvola di fuoco. All’inizio si vedono le raffiche di proiettili traccianti che cercano di fermare invano gli incursori. Poi in alto sulla destra si notano alcuni puntini luminosi: si tratta di contromisure sganciate da uno dei cruise russi per deviare i missili a guida termica della contraerea. È una delle migliorie introdotte dagli ingegneri di Mosca per rendere più letali gli attacchi. Il raid del filmato è stato lanciato nel giorno di Natale e ha provocato blackout nella corrente e nel riscaldamento per quasi un milione di persone. di Gianluca Di Feo