Video Sono circa 31.018 gli oggetti e i documenti che sono stati persi o abbandonati a Milano nell’anno che si è appena concluso. È questo il bilancio compilato dall’Ufficio oggetti smarriti e rinvenuti del Comune, datato 31 dicembre 2022. In via Friuli al civico 30 c'è uno degli archivi comunali piu grandi d'Italia: è il luogo dove vengono catalogati e custoditi, in attesa di essere recuperati dai legittimi proprietari e proprietarie, migliaia di oggetti o documenti rinvenuti ogni giorno in città, spesso nei vagoni della metropolitana, su treni, autobus e tram. Sono beni personali, a volte preziosi, che racchiudono storie, curiosità o esperienze di viaggiatrici e viaggiatori distratti. L’oggetto più frequentemente smarrito è il portafoglio (5.214), seguito da borse e zaini (1.552) e chiavi (1.418). Non manca la galassia dei dispositivi tecnologici: per la maggior parte si tratta di cellulari (1.326), computer e tablet (198), auricolari bluetooth (122), macchine fotografiche e videocamere (20). Smarriti anche gioielli e articoli di bigiotteria. Nell’elenco figurano 33 fra collane e catenine, 16 paia di orecchini, 5 fra spille e ciondoli, 47 bracciali e perfino 24 fedi nuziali. A essere ritrovati, però, anche beni meno diffusi come bastoni e stampelle e addirittura carrozzine e passeggini, che vanno ad arricchire l'universo degli oggetti singolari, come protesi e dentiere, custoditi in via Friuli in attesa di restituzione.
Di Daniele Alberti
Video "Era il 2008, Benedetto XVI aveva in programma un viaggio apostolico a Genova. L'ufficio celebrazioni liturgiche del Papa mi chiamò al telefono per chiedermi se potevamo realizzare i paramenti sacri del viaggio". Il sarto marchigiano Filippo Sorcinelli, che da anni realizza vesti e paramenti per la Santa Sede, ricorda quando, nel 2008, il suo atelier realizzò tutti gli ornamenti per il viaggio del Papa. "La mitra è qui perché è stata modificata in alcune parti dopo la visita a Genova. Dopo che Benedetto la indossò, su suggerimento dei suoi collaboratori, si era ritenuto giusto alleggerirla perché era troppo pesante per la figura del pontefice", racconta Sorcinelli.
Video di Daniele Alberti
Video "Le polemiche a livello locale non mi sfiorano. La Lega è assolutamente in forze e in forma". Queste le parole del leader della Lega, Matteo Salvini, interpellato sulla questione del Comitato del Nord, creato da Umberto Bossi, che oggi ha chiesto a Fontana di riconoscerlo come lista all'interno della coalizione di centrodestra. In merito alle parole del senatore Bossi che ha definito lo stesso segretario leghista un bambino che non si comporta come un uomo e che evita il confronto, Salvini ha successivamente aggiunto: "Sono zen e non mi irrita niente e nessuno a Natale. Chi non è un perenne bambino? Lo vedo un complimento essere Peter Pan". Infine a chi gli ha chiesto se veda il rischio di una scissione all'interno della Lega, il leader leghista ha risposto: "Macché scissione, scissione dell'atomo".
Di Edoardo Bianchi e Daniele Alberti
Video "Ogni quattro anni dal 1930 si disputano i mondiali di calcio ma è solo dal 1974 che l'Italia arriva sempre sul podio grazie alla coppa dei due angeli della vittoria che sollevano il mondo, ovvero la coppa della FIFA World Cup".Con queste parole Valentina Losa, Ceo della GDE Bertoni, azienda composta da un team di artigiani, designer, operai e impiegati specializzati nell'ideazione, creazione e realizzazione di coppe e medaglie delle competizioni più importanti al mondo, ha aperto le porte della sua fabbrica per raccontare i segreti della più famosa coppa al mondo disegnata da Silvio Gazzaniga: la FIFA World Cup."Hanno provato a rubarla una volta la mia bambina", afferma la titolare mentre stringe tra le braccia la coppa dorata con la base composta da due cerchi di pietra verde di malachite semipreziosa. "Una volta pensi, - aggiuge - quando la Fifa ci ha chiesto di adeguare tutte le coppe replicate alle nazionali che hanno vinto il mondiale dal 1974 ad oggi, una di queste ci ha reso un manufatto fasullo. Dopo averlo fatto notare, ci è stata inviata immediatamente la replica originale".Per raggiungere la fabbrica dove viene prodotta la coppa, si passa attraverso gli uffici dell’azienda dove sono esposti tutti i trofei prodotti: dalla nota coppa dalle grandi orecchie, ovvero la Champions League, fino alla Super Coppa Europea, la Coppa d’africa, la coppa del mondiale per club e la coppa appena vinta dagli azzurri all'ultimo Europeo disputato."L'Italia festeggiò in maniera molto animata nel 2006 e la coppa cadde. Ci fu bisogno di diversi lavori di restauro per rimetterla a posto", confessa l’operaio specializzato, Pietro Brambilla, mentre è intento ad ultimare, con il suo scalpello, gli ultimi ritocchi alla coppa che rappresenterà i prossimi mondiali del 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti. "È sempre emozionante riprodurre una coppa del mondo di calcio, mi fa sentire un campione come Pelé o Maradona".Di Daniele Alberti ed Edoardo Bianchi
Daniele Alberti ed Edoardo Bianchi
Video "Ogni quattro anni dal 1930 si disputano i mondiali di calcio ma è solo dal 1974 che l'Italia arriva sempre sul podio grazie alla coppa dei due angeli della vittoria che sollevano il mondo, ovvero la coppa della FIFA World Cup".
Con queste parole Valentina Losa, Ceo della GDE Bertoni, azienda composta da un team di artigiani, designer, operai e impiegati specializzati nell'ideazione, creazione e realizzazione di coppe e medaglie delle competizioni più importanti al mondo, ha aperto le porte della sua fabbrica per raccontare i segreti della più famosa coppa al mondo disegnata da Silvio Gazzaniga: la FIFA World Cup.
"Hanno provato a rubarla una volta la mia bambina", afferma la titolare mentre stringe tra le braccia la coppa dorata con la base composta da due cerchi di pietra verde di malachite semipreziosa. "Una volta pensi, - aggiuge - quando la Fifa ci ha chiesto di adeguare tutte le coppe replicate alle nazionali che hanno vinto il mondiale dal 1974 ad oggi, una di queste ci ha reso un manufatto fasullo. Dopo averlo fatto notare, ci è stata inviata immediatamente la replica originale".
Per raggiungere la fabbrica dove viene prodotta la coppa, si passa attraverso gli uffici dell'azienda dove sono esposti tutti i trofei prodotti: dalla nota coppa dalle grandi orecchie, ovvero la Champions League, fino alla Super Coppa Europea, la Coppa d'africa, la coppa del mondiale per club e la coppa appena vinta dagli azzurri all'ultimo Europeo disputato.
"L'Italia festeggiò in maniera molto animata nel 2006 e la coppa cadde. Ci fu bisogno di diversi lavori di restauro per rimetterla a posto", confessa l'operaio specializzato, Pietro Brambilla, mentre è intento ad ultimare, con il suo scalpello, gli ultimi ritocchi alla coppa che rappresenterà i prossimi mondiali del 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti. "È sempre emozionante riprodurre una coppa del mondo di calcio, mi fa sentire un campione come Pelé o Maradona".
Di Daniele Alberti ed Edoardo Bianchi
Video Il presidente di Forza Italia si è presentato a Palazzo delle Stelline, a Milano, per l'appuntamento di apertura della campagna elettorale in Lombardia con il Governatore Attilio Fontana. "Quando arriva il capo si smette di parlare", ha affermato il governatore lombardo all’arrivo del presidente Berlusconi che dal palco gli ha dato un consiglio per la campagna elettorale: "Ti devi pulire la barba".
Poi, elogiando i membri del partito forzista, quando ha chiamato in causa la senatrice Licia Ronzulli, non vedendola in platea ma apparire successivamente da una porta, ha ironizzato: "Sei sempre al cesso tu?!".
Di Edoardo Bianchi e Daniele Alberti
Video "Non ho preso alcun ruolo istituzionale in questo governo anche se me lo meritavo". Parte all'attacco il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi intervenendo all'appuntamento di apertura della campagna elettorale in Lombardia con il Governatore Attilio Fontana. "L'alleanza tra Pd e M5S? Sono uniti solo dal timore della sconfitta", ha proseguito il presidente Berlusconi parlando dei rivali alle prossime elezioni lombarde.
Di Edoardo Bianchi e Daniele Alberti
Video “Salvini non accetta nessuna forma di dissenso anche se costruttiva, i nostri temi sono quelli storici della Lega che ancora non sono stati risolti”. A parlare è il capogruppo del neonato gruppo consiliare lombardo denominato 'Comitato Nord': l’ex senatore leghista Roberto Mura. Il leghista tiene ancora nel suo studio le statue di Alberto da Giussano e le varie spille: "Le tengo ancora tutte, noi non siamo dei traditori come vuol far passare qualcuno", dice. Al momento sono in tre i consiglieri del Carroccio che hanno deciso di formare il nuovo gruppo. Oltre a Mura ci sono Federico Lena ed Antonello Formenti. "Bossi? C'è rimasto male, ma forse se l'aspettava pure lui. Se ne stanno accorgendo tutti che c'è un malessere dentro la Lega per la gestione e sulle scelte non condivise: siamo passati da 9000 militanti a 5000 e nelle percentuali siamo scesi sotto il 9%".
Di Daniele Alberti
Video In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani il Teatro Franco Parenti ha promosso un'iniziativa, in collaborazione con La Repubblica e Linkiesta, che ha raccontato la storica rivolta delle donne iraniane contro la più oscurantista delle teocrazie, con l'adesione delle realtà culturali e sociali della città di Milano
Di Daniele Alberti
Video La chiusura della ‘Prima’ alla Scala è stata accompagnata da una lunga standing ovation di 13 minuti per il 'Godunov’, l’opera di Modest Musorgskij diretta da Riccardo Chailly che ha inaugurato la stagione 2022/2023. Oltre agli applausi del pubblico, anche tutto il palchetto reale si è alzato in piedi per omaggiare gli attori appena andati in scena: dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, fino alla premier Giorgia Meloni, passando per il presidente del Senato Ignazio La russa e il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Non si è potuto far a meno di notare la reazione della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen che si è lasciata andare anche a grida di giubilo: ‘Bravi’. Uscendo dal teatro, infine, il premier Giorgia Meloni si è intrattenuta con la stampa per commentare l’opera appena andata in scena: “Opera molto avvincente, ben costruita e con una scenografia incredibile. Non era facile lasciare incollate le persone incollate in un’opera così lunga e in una lingua straniera - ha commentato la Meloni - . Il personaggio preferito? I bambini silenziosi, rappresentavano una figura inquietante. Se tornerò l’anno prossimo? Vediamo”.
Di Edoardo Bianchi e Daniele Alberti
Video "Ho pensato: non viene" con queste parole il sovrintendente del Teatro Alla Scala di Milano ha accolto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla sua prima ‘Prima’. Era dal 2011 che un presidente del Consiglio non partecipava all'Opera insieme al presidente della Repubblica. Presenti, oltre alle autorità locali e ministri, anche la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen. "E' stupendo essere qua in Italia e sono felice di essere alla Scala – ha detto E' la prima volta nella mia vita. Io amo l'Opera ma quella italiana è anche meglio.
Di Daniele Alberti ed Edoardo Bianchi
Video "Mi ha trattato da straniero e mi ha fatto un po' pena". Questa la risposta piccata del sovrintendente alla Scala, Dominique Meyer, alle critiche del sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi, secondo cui dovrebbe esserci un sovrintendente italiano alla Scala. In un primo momento la frase di Meyer era stata alla lettera, secondo il modo di dire italiano, "mi ha fatto pena", frase poi precisata, da intendere nel senso francese di 'peine', ovvero 'dolore', dunque "mi ha ferito".
"Dipende dalla professionalità e bravura, non dalla nazionalità", ha affermato il cantante Morgan, vicino al sottosegretario Sgarbi, poco prima di entrare in teatro. "Credo che gli italiani debbano tutelare di più l'arte, hanno una mentalità poco artistica" ha infine aggiunto il cantante.
Di Edoardo Bianchi e Daniele Alberti
Video Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata assieme al compagno Andrea Giambruno per la sua Prima alla Scala da presidente. "Sono curiosa per questa Prima" - ha affermato la Meloni intrattenendosi con la stampa all'ingresso del teatro - sono incuriosita da questa mia prima bella esperienza".
Di Edoardo Bianchi e Daniele Alberti
Video Lungo applauso per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Prima della Scala. Presenti anche il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e della Commissione Europea Ursula Von der Lyen. Dal pubblico qualcuno ha urlato: "Viva l'Europa!"
di Daniele Alberti ed Edoardo Bianchi
Video Anche i militanti della Lega hanno avuto il loro spazio durante l'incontro a Giovenzano organizzato dal Comitato Nord che ha visto il ritorno sul palco del fondatore Umberto Bossi. Durante uno scambio di vedute un militante di Desio, iscritto dal 1989, ha attaccato duramente il segretario del Carroccio: "Togliete TikTok a Salvini, non ne posso più di vedere uno della sua età che fa così il c*****ne". Un'affermazione che ha scatenato gli applausi della platea. Non è tutto: un altro militante si è rivolto alla sala chiedendo: "Alzi la mano chi è interessato al ponte sullo Stretto?" ricevendo come risposta "A una sola andata!". L'ARTICOLO Bossi, il ritorno: "Qui per rinnovare la Lega, non distruggere". Correntone verde del Nord contro lo strapotere di Salvini
di Daniele Alberti
Video Quando circa due settimane il fondatore della Lega Nord Umberto Bossi era stato ricoverato a Varese per un'operazione, in pochi si aspettavano che il Senatur avrebbe partecipato alla prima riunione del Comitato Nord. "Tutti sapevamo come sarebbe finita... se cancelli l'identità muori". Con queste parole Bossi ha introdotto il suo discorso dal palco dell'evento organizzato al castello di Giovenzano (Pavia). L'obiettivo è rilanciare le istanze del Nord e la spinta autonomista dopo il flop della Lega salviniana alle ultime elezioni politiche. "Andando in giro tanti militanti della Lega mi hanno chiesto 'Bossi fai qualcosa, ma come è possibile?'". All'evento, nonostante la pioggia, hanno partecipato in oltre 200. Il tutto organizzato dall'ex deputato Paolo Grimoldi e dall'europarlamentare Angelo Ciocca.
Di Daniele Alberti
Video Viaggio dentro i cantieri dello Scalo di Porta Romana che nel 2026 sarà la sede ospitante del Villaggio delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina, i cui lavori sono stati anticipati dal Fondo Porta Romana rispetto al cronoprogramma, avviando le operazioni di bonifica e scavo fin dal mese di agosto 2022. Stando a quanto comunicato la previsione di completamento degli scavi e paratie avverrà entro l'inizio del 2023. L'ampia area dismessa diventerà un grande parco centrale come elemento in grado di garantire la continuità urbana e le connessioni pedonali e ciclabili e aree per bambini
di Daniele Alberti
Video Funerali di Stato per l'ex ministro scomparso a 67 anni. Presenti alle esequie le più importanti cariche dello Stato: in prima fila il presidente del Senato Ignazio La Russa accanto al presidente della Camera Lorenzo Fontana, la premier Giorgia Meloni, il vice presidente del Senato Centinaio, il ministro degli esteri Antonio Tajani e il segretario della Lega Matteo Salvini. Alle celebrazioni hanno preso parte volti vecchi e nuovi della Lega: dall'ex parlamentare europeo Claudio Borghezio che ha ricordato quando entrambi vennero condannati dopo un'irruzione in via Bellerio. Hanno partecipato anche membri del comitato Nord di Umberto Bossi. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata applaudita al suo arrivo in basilica e ha partecipato al funerale visibilmente commossa a differenza di Salvini che si è mostrato impassibile ed è stato accolto da pochi applausi. In seconda fila il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti anch'esso provato dalla commozione. Al termine del funerale il feretro è stato accompagnato da un lungo applauso di fronte la sede della Lega con appeso lo striscione "Grazie Bobo". L'ARTICOLO Funerali di Roberto Maroni, a Varese anche Giorgia Meloni: "L'Italia fortunata a poter contare su di lui"
Di Daniele Alberti
Video Funerali di Stato per l'ex ministro dell'Interno ed ex presidente della regione Lombardia Roberto Maroni, primo segretario della Lega Nord dopo Umberto Bossi. Erano presenti il presidente del Senato Ignazio La Russa, il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, la premier, Giorgia Meloni, il vice presidente del Senato, Gian Marco Centinaio, il ministro degli esteri Antonio Tajani, il ministro dell'economia, Giancarlo Giorgetti e il segretario della Lega, Matteo Salvini. Meloni è stata accolta con un applauso al suo arrivo in basilica e ha partecipato al funerale visibilmente commossa. "Era una persona capace di grande concretezza e visione. Una delle persone che ho conosciuto che più sapevano fare gioco di squadra. Ne ho un ricordo straordinario. Tra l'altro ci sentivamo. Penso che l 'Italia sia stata fortunata a poter contare su una persona così". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni uscendo dalla Basilica di San Vittore a Varese. L'ARTICOLO Funerali di Roberto Maroni, a Varese anche Giorgia Meloni: "L'Italia fortunata a poter contare su di lui"
di Daniele Alberti
Video E' stata aperta ai cittadini questa mattina alle 8 la camera ardente di Roberto Maroni, l'ex ministro dell'Interno e presidente della Regione Lombardia scomparso ieri notte a 67 anni a causa di una malattia. Tanti i residenti arrivati per dare un ultimo saluto al "Bobo". Tra i primi ad arrivare Giovanni Daverio detto Johnny, voce del Distretto 51: la blues band varesina in cui Roberto Maroni suonava la tastiera, ma anche direttore generale della sanità lombarda ai tempi in cui l'ex ministro era governatore. Intorno alle 14 sono arrivate le corone di fiori del presidente del Senato e della Camera. Presenti, oltre alla famiglia, un membro della sua scorta, Mirko Talamona, che si è lasciato andare in un commosso abbraccio con il figlio piu giovane Fabrizio Maroni. Le uniche personalità politiche che al momento sono passate alla camera ardente sono state il presidente della Regione Attilio Fontana e l'ex assessore al Welfare Giulio Gallera.
di Daniele Alberti