Caso Garlasco, la legale di Stasi: "Negative al sangue le impronte esaminate"

Video Mancano ancora quattro fogli di acetato contenenti le impronte da analizzare, ma dai trenta esaminati finora è emerso che tutte le impronte sono negative al sangue. Lo ha spiegato l'avvocata Giada Bocellari, che difende Alberto Stasi. "Come immaginavo", ha detto la legale commentando gli esiti dell'incidente probatorio legato alla nuova inchiesta della Procura di Pavia sull'omicidio di Chiara Poggi. "Ora attendiamo il verbale dei periti".

Delitto di Garlasco, Sempio: "Avessi anche mangiato a casa Poggi, di sicuro non quella mattina"

Video Andrea Sempio, indagato per il delitto di Garlasco in cui fu uccisa Chiara Poggi il 13 agosto 2007, ha dichiarato a "Chi l'ha visto" di non aver mangiato a casa della ragazza uccisa il giorno del femminicidio. Giovedì 19 giugno viene analizzata la spazzatura - sequestrata in ritardo e malconservata - risalente proprio a quel giorno. Leggi l'articolo

Garlasco, i Ris tornano con laser scanner e droni per un nuovo sopralluogo nella villetta Poggi

Video Nuovo sviluppo nelle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi: questa mattina i carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) sono entrati nella villetta di via Pascoli a Garlasco, dove la giovane fu uccisa nel 2007. Gli specialisti, su incarico della Procura di Pavia, hanno utilizzato laser scanner e droni con l’obiettivo di ottenere una ricostruzione tridimensionale della casa e ricostruire la dinamica del delitto, in particolare le traiettorie delle tracce di sangue rinvenute all’epoca.

Sempio intercettato in auto nel 2017: "Fanno a me domande sul caso Yara e su Bossetti per il dna"

Video "Ti fanno ridere, ma quando pensi che c’è in ballo 30 anni di galera e una pena minima di 21 anni". Andrea Sempio la prese con filosofia nel 2017, durante i 15 giorni in cui venne intercettato (e indagato) una prima volta per l'omicidio di Chiara Poggi. Gli audio depositati in quel fascicolo, cui Repubblica ha avuto accesso, mostrano una pressione investigativa blanda se non assente da parte dei pm dell'epoca. Anzi: "Ci hanno detto che è una mezza minch...", commentava allora l'indagato mentre dialogava in auto con i genitori. L'unica pressione, all'epoca, la subiva dai giornalisti: "Fanno a me domande su altri casi, tipo quello di Bossetti, fanno a me domande di genetica su come funziona il Dna, su come funzionano non so gli aplotipi, quelle robe lì", si lamentava. Leggi l'articolo di Massimo Pisa   a cura di Massimo Pisa e Sara Bernacchia