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IvreaAzione-Italia viva chiude la campagna elettorale giovedì 11 maggio, alle 12.30, con un evento pubblico in piazza di Città. A sostegno della candidatura a sindaco dell' uscente Stefano Sertoli arrivano i big del partito di Carlo Calenda, dopo che tre settimane fa aveva fatto tappa in città Maria

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la giornataDanilo Ceccarelli /parigiNeanche il tempo di averla sotterrata, che la Francia ritira fuori l'ascia di guerra e torna all'attacco dell'Italia sulla questione migranti. E lo fa per bocca del suo ministro dell'Interno Gerald Darmanin, fedelissimo del presidente Emmanuel Macron: «Meloni, a c

Metropolis/307 - Calenda/Renzi: sette anni da amici nemici - la videostoria

Video Abbiamo litigato, non abbiamo litigato, lo abbiamo fatto ma non si vede. Dite che è successo ma non è vero. Dal governo Matteo Renzi, che diede a Carlo Calenda il Ministero dell'Industria nel 2016, fino all'ultima clamorosa rottura dopo l'ultimo Comitato politico del Terzo polo mercoledì 11 aprile con l'ex premier che dice all'ex alleato che prende "le pillole sbagliate" e l'altro che fa saltare l'ultima riunone e chiude a tutto. Ecco una videopricostruzione di una lunghissima storia di non amore fra i due leader che hanno fatto saltare il Terzo Polo.   Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video e in podcast sul sito di Repubblica

Calenda: "Renzi non voleva partito unico né cedere risorse. Da lui insulti, manca fiducia reciproca"

Video "Siccome era una promessa elettorale, credo vada raccontato il perché il per come". Esordisce così Carlo Calenda nel video postato su Twitter per dare la sua versione dei fatti sul 'naufragio' del partito unico del Terzo Polo. "Noi abbiamo fatto questa promessa durante le elezioni, ma dopo le elezioni si è capito abbastanza chiaramente che Renzi non lo voleva fare prima delle europee. Ed è una visione a cui noi ci siamo opposti. Pensavamo e pensiamo che andare avanti con una federazione senza avere un unico corpo, organi unici e una concentrazione di risorse e attività sia una cosa sbagliata. Tuttavia - aggiunge il leader di Azione - "mi è stato chiaro che questo progetto non andava da nessuna parte quando Renzi ha fatto non un passo di lato, ma cinque passi avanti, riprendendo Italia Viva diventando plenipotenziario, levando Rosato con cui lavoravamo benissimo negli organi della federazione, dove Renzi ha sempre rifiutato di sedersi. Da lì in poi, di fronte alle nostre pressioni per fare il partito unico, alla fine Renzi ha ceduto sul fatto di discuterne. La risposta di Renzi è stata netta: l'indisponibilità a sciogliere in qualsiasi caso Italia Viva e a prendere un commitment per passare le risorse di Italia Viva al nuovo partito. Perché il partito nasce senza risorse, senza il 2 per mille e deve affrontare la campagna per le europee. Tutto questo è dimostrato, il resto sono cavolate, distrazione di massa. Non è una lite di personalità, è una discussione che è diventata una lite sulle cose politiche". E poi la conclusione: "In questi mesi sono stato riempito di insulti da Renzi e da Italia viva: non risponderò ma certo c'è un problema di fiducia reciproca".