Ali Asgari, il regista iraniano di Divine comedy: "Ringrazio gli spettatori italiani"

Video Atteso in Italia per la promozione del film Divine comedy, il regista iraniano dissidente Ali Asgari non aveva potuto lasciare Teheran, a causa della cancellazione del suo volo durante le giornate drammatiche degli scontri in piazza e dei massacri ordinati dal regime degli ayatollah. Con il paese completamente isolato dal blocco di internet e delle linee telefoniche voluto dal governo, Asgari è rimasto a lungo irraggiungibile e solo ora è riuscito finalmente a comunicare di stare bene e a inviare un videomessaggio agli spettatori italiani del suo film: "Dovevo essere in Italia per presentare il mio film, Divine Comedy, volevo stare lì con voi per vederlo insieme e parlarne, ma purtroppo in questo momento in Iran la situazione è molto difficile, molto complicata. Ci sono state delle proteste per le strade di Teheran e sono state commesse ovunque violenze. Tantissime persone sono state uccise: giovani, bambini, uomini e donne. Per me non è stato possibile venire in Italia, né comunque sarei stato capace di parlare del mio film, con quello che intanto stava succedendo in Iran. Con questo videomessaggio volevo ringraziare tutti gli spettatori italiani che hanno visto Divine Comedy al cinema, anche per i bei messaggi che mi hanno inviato: il pubblico italiano è sempre stato molto gentile con me, è un pubblico che conosce bene il cinema, soprattutto il cinema d'autore e lo ringrazio molto". Il legame speciale che Asgari ha con gli spettatori italiani nasce anche dal fatto che da giovane ha studiato a Roma, imparando l'italiano, e non a caso l'Italia è il primo paese in cui Divine Comedy viene distribuito, dopo il successo della première alla Mostra del Cinema di Venezia. Da oggi il videomessaggio sarà proiettato prima del film nelle sale che lo programmano.

"Divine comedy" di Ali Asgari, l'umorismo contro l'orrore degli allatoyah

Video Accolto con entusiasmo all'ultima Mostra del cinema di Venezia, Divine comedy il nuovo film di Ali Asgari, una delle voci dissidenti più originali del cinema iraniano. Conosciuto in Italia per film come La bambina segreta e Kafka a Teheran, Asgari si conferma un maestro nell'usare l'umorismo come strumento di denuncia del regime degli ayatollah, con uno stile e un'ironia a metà strada tra Nanni Moretti e Woody Allen. La trama: Bahram è un regista quarantenne i cui film non hanno mai ricevuto il permesso per essere proiettati in Iran. Dopo l’ennesimo rifiuto da parte del ministero della Cultura, decide di lanciarsi in una sfida: accompagnato in Vespa da Sadaf, la sua produttrice dalla lingua tagliente, intraprende una missione clandestina per presentare finalmente il film al pubblico iraniano, eludendo la censura, l'assurda burocrazia del paese e i suoi stessi dubbi. Il film sarà in sala con Teodora dal 15 gennaio