Video “Stiamo vedendo Israele che si appropria di acque internazionali e il nostro governo che allarga le braccia e ci dice che sostanzialmente non può fare nulla. Questa notte probabilmente Israele ci attaccherà perché tutti i segnali ci portano a dedurre che accadrà e il governo non è in grado di garantire la protezione dei suoi cittadini in acque internazionali perché teme una ritorsione da parte di Israele. A questo punto dato che le donne e gli uomini di questo Paese sono quelli e quelle che finora ci hanno sostenuto senza dubbio, senza sosta, noi chiediamo a loro di reagire”. Affida ai social il suo appello Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla. “Nel momento stesso in cui qualcosa dovesse succedere a quelle barche, nel momento stesso in cui perderemo il contatto con loro, nel momento stesso in cui dovessimo avere anche soltanto la certezza che una o uno di loro sia stato arrestato, ferito, o non potremo più metterci in contatto con loro, vi preghiamo, a nome di tutti coloro che sono su quelle barche, scendiamo nelle strade, scendiamo nelle piazze, creiamo dei presidi, andiamo a chiedere che venga applicato il diritto internazionale e che vanga applicato nello stesso modo nei confronti di tutti, compreso lo stato di Israele. Quindi, nel caso, tutti in piazza, tutti in piazza, nessuno escluso". Alcuni sindacati, tra cui la stessa Cgil, avevano già proclamato l'intenzione di uno sciopero generale tempestivo "in caso di attacchi, blocchi o sequestri delle imbarcazioni e materiali della missione umanitaria della Global Sumud Flotilla”. di Alessia Candito
Video Oltre 900 uomini, donne, bambini, da settimane sono costretti a vivere fra rifiuti e miasmi, prigionieri in un centro di detenzione governativo a Tobruk. Sono ammassati in un cortile e in uno stanzone, per loro non c’è cibo, acqua, cure mediche, solo violenze e torture. Li mostra un video shock diffuso dall’associazione Refugees in Libya, che da giorni riceve disperate richieste d’aiuto che arrivano dall’interno del centro di detenzione. “Le guardie chiedono il riscatto per il rilascio di ogni detenuto”, spiegano da Refugees in Libya. A gestire il lager, aggiungono, è la “Dcim, un apparato libico governativo diretto da Mohamed Al-Khoja, che è uno dei boss della mafia libica”. Anche alla Dcim, affermano, arrivano fondi da Italia e Ue. (Alessia Candito)
Leggi l'articolo
Video Un uomo afferrato in mezzo alla strada in pieno giorno, picchiato selvaggiamente da due persone mentre attorno il traffico scorre. Poco dopo, la telecamera inquadra una lunga scia di sangue sull’asfalto. A dispetto del mandato di cattura della Corte penale internazionale e dell’inchiesta a suo carico che la procura generale di Tripoli avrebbe aperto contro di lui, Osama Njeem Almasri, l’ex comandante della Rada e della polizia giudiziaria che l’Italia ha riportato in Libia, continuerebbe a commettere impunemente gli stessi crimini per cui è ricercato. Lo dimostra un video shock, pubblicato dalla testata libica Almasdar Media, che denuncia “il barbaro omicidio commesso nelle strade di Tripoli”. A confermare l’attualità del video, il commento ufficiale di Ahmed Hamza, responsabile per i diritti umani in Libia e personalità in rapida ascesa nel pantheon del governo libico, che ha commentato: “L’impunità per questi crimini deve finire. I responsabili devono essere chiamati a rispondere delle proprie azioni, bisogna mettere un punto a questo ciclo di violenze e violazioni e garantire protezione alle vittime di questi criminali. di Alessia Candito
Video Li hanno costretti a lanciarsi in acqua con botte e minacce, poi hanno girato la barca e sono andati via. Dieci naufraghi sono stati soccorsi nella notte dai team di Mediterranea mentre annaspavano disperati tra le onde. L'allarme è scattato attorno alle 3.20, quando il radar ha avvistato un'imbarcazione non lontana dalla nave. Quando le lance di soccorso l'hanno raggiunta, i capitani hanno iniziato a buttare le persone fra le onde gonfiate dallo scirocco. (a cura di Alessia Candito) VAI ALL'ARTICOLO
Video Due bimbi sono morti e una persona è dispersa dopo che lunedì un natante si è capovolto durante il occorso in zona Sar tunisina da parte di un mercantile", afferma Sea Watch. "Avevamo visto la barca in difficoltà con 90 persone a bordo in mare da 3 giorni. Abbiamo chiesto aiuto. Frontex è arrivata 6 ore dopo, ha visto il natante e se n'è andata. Le autorità italiane stanno facendo di tutto per impedire loro di raggiungere l'Italia. C'è il pericolo che la Guardia costiera libica li porti in Libia. La nostra nave Aurora avrebbe potuto intervenire ma è bloccata dalle autorità italiane a Lampedusa con motivazioni senza fondamento", denuncia la ong. (a cura di Alessia Candito)
Leggi l'articolo
Video “Come è possibile credere alla bugia che, se questo mare è nostro, questa gente non lo sia?”. Primo rapper a imbarcarsi su una nave di soccorso, il noto artista Kento, al secolo Francesco Carlo, racconta in un pezzo e un videoclip, realizzato da Davide Morabito con le immagini di Cecilia Palmeri per Factanza Media, quella missione terminata con il salvataggio della “barca dei ragazzini”, un gommone stracarico per lo più di adolescenti che viaggiavano da soli, dopo essere fuggiti dalla Libia e dai suoi lager. “Nostra signora delle lacrime”, questo il titolo del pezzo, è la preghiera laica e arrabbiata di chi di fronte al Mediterraneo lo scopre trasformato in tagliola. “Europa è una parola vuota finché ferma le persone e non i container di coca”, dice uno dei versi del rapper. “Madre proteggi i tuoi figli bisognosi da ogni singolo divieto del decreto Piantedosi”, recita un altro. “Con Nostra Signora delle Lacrime – fanno sapere dall’ong - Kento supporta SOS Méditerranée anche chiedendo a chi lo vorrà, di contribuire con una donazione”.
di Alessia Candito
Video A poche ore dal rinvio a giudizio dei fondatori di Mediterranea, Luca Casarini, Beppe Caccia e Alessandro Metz, del comandante della Mare Jonio, Pietro Marrone, e di tre membri dell’equipaggio, l’ong risponde varando una nuova nave. “Al male noi rispondiamo raddoppiando il bene”, dice Luca Casarini, che ribadisce l’impegno a portare in aula come testimoni, dunque obbligati a dire la verità e impossibilitati ad avvalersi della facoltà di non rispondere “ministri, autorità e governi che hanno abbandonato 27 persone in mezzo al mare per 38 giorni”. (a cura di Alessia Candito) ARTICOLO: Dopo il rinvio a giudizio Mediterranea raddoppia. In mare con una nuova nave
Video Un video ricevuto da Refugees in Libya e diffuso da Mediterranea documenta le terribili condizioni nel lager di Al Nasr, uno dei centri di detenzione gestiti dal comandante libico Almasry. A parlare è Fatina Ibrahim, profuga etiope, insieme alla sorella Rakuya, intercettata in mare dalla Guardia costiera libica, catturata e poi rinchiusa nel centro di detenzione. "Una ragazza è morta per le ustioni, non abbiamo neanche potuto vedere il suo corpo", racconta, mentre, seduta su un pavimento lercio, culla il suo bambino. Non lontano c'è una donna riversa a terra priva di sensi, altre che tentano di aiutarla come possono. "La crudeltà che abbiamo subito è indicibile", dice. Il video, annunciano gli attivisti, è stato trasmesso agli uffici della Corte Penale Internazionale. "Qualcuno nel governo italiano e nell’Unione Europea dovrà rispondere davanti alla giustizia di questi crimini contro l’umanità". L'ARTICOLO di Alessia Candito
Video Dalla piattaforma su cui sono bloccati da giorni senza acqua e senza cibo, quello che arriva è un appello disperato, diffuso da Mediterranea. “Non abbiamo acqua, né cibo, stiamo morendo. Venite a prenderci”. Da quattro giorni ormai, persone, fra cui due bambini e quattro donne, sono bloccati sul ponte più basso di una piattaforma petrolifera nel Mediterraneo, unico approdo possibile dopo che il gommone cencioso su cui viaggiavano è rimasto senza motore. Inutilmente prima Alarmphone, poi SeaWatch di Seabird hanno chiesto alle autorità marittime di intervenire. Una persona è già morta, gli altri stanno piano piano perdendo forza e speranze. “Venite ad aiutarci” (a cura di Alessia Candito)
Video Sauna ogni giorno “perché qui è tutto gratis”, gite turistiche a Scutari, Durazzo e Tirana, lunghe passeggiate, serate in discoteca. È il racconto della “missione” in Albania che arriva dalla viva voce degli agenti delle forze dell’ordine rimasti in servizio a Shengjin, la cittadina albanese in cui sorge uno dei due centri voluti dal governo Meloni per trasferire parte dei naufraghi soccorsi davanti alle coste italiane. Operazione tentata due volte e due volte fallita, per i giudici del tribunale dei Roma, perché le norme europee non la consentono.
Un servizio di una tv albanese mostra come l’hotspot di Shengjin e il centro di trattenimento nella vicina Gjader sono rimasti vuoti, ma che le forze dell’ordine - ospitate non senza polemiche all’hotel Rafaelo, un resort superlusso - sono rimaste. Nelle ultime settimane, il contingente di 220 fra poliziotti, carabinieri e finanzieri - tutti in servizio con regolare trattamento di missione internazionale, pari a cento euro al giorno più vitto e alloggio - è stato ridotto di circa la metà, ma nella cittadina albanese rimangono comunque un centinaio di divise, impegnate - hanno scoperto le inviate della tv albanese – “a fare turismo”.
L'articolo di Alessia Candito
Video Il Consiglio dei Ministri approva il decreto legge sui migranti e i paesi sicuri, il "decreto Albania": "Difendereno i confini e andremo avanti senza paura". Ma il portavoce della Commissione Ue sull'accordo Roma-Tirana mette in guardia tutti: "Le misure siano conformi al diritto europeo". In Italia a quel diritto si sono attenuti i magistrati che hanno rifiutato di rimandare i 12 migranti della Libra dal nostro hub in Albania fino a Paesi "non sicuri". Una sentenza che il ministro della Giustizia Nordio boccia come "abnorme". Per il presidente del Senato La Russa bisogna "riscrivere nella Carta i confini dei poteri". La maggioranza vuole "cancellare la separazione dei poteri", tuona Elly Schlein. Salvini intanto fa fuoco attacca il magistrato Paternello - che in una mail aveva definito "pericolosa" la gestione migranti della premier: "Non può stare al suo posto", fa politica "da centro sociale". Il vicepremier twitta furente definendo "cani e porci" chi cerca di approdare in Italia. Quanto al maliano Diarra, che dopo aver aggredito gli agenti è stato ucciso a Verona: "Non ci mancherà". Non c'è limite al "cattivismo" in politica? Ne parliamo con Michele Ainis, costituzionalista, in libreria con Capocrazia (La nave di Teseo); Debora Serracchiani, deputata e responsabile giustizia PD; Flavio Tosi europarlamentare FI; Martina Carone (YouTrend) e Claudio Brachino, giornalista e scrittore. Al video wall: Cecilia Rossi. In studio con Gerardo Greco e Luca Piras: Maurizio Molinari, Francesca Schianchi e Alessia Candito. La copertina finale è firmata da Alessandro Bergonzoni, in scena dal 19 novembre al Piccolo Elfo di Milano con Arrivano i dunque e protagonista della mostra alla Fondazione Mudina Vite sospese . Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand sul sito di Repubblica GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP DI METROPOLIS
Video Il Consiglio dei Ministri approva il decreto legge sui migranti e i paesi sicuri, il "decreto Albania": "Difendereno i confini e andremo avanti senza paura". Ma il portavoce della Commissione Ue sull'accordo Roma-Tirana mette in guardia tutti: "Le misure siano conformi al diritto europeo". In Italia a quel diritto si sono attenuti i magistrati che hanno rifiutato di rimandare i 12 migranti della Libra dal nostro hub in Albania fino a Paesi "non sicuri". Una sentenza che il ministro della Giustizia Nordio boccia come "abnorme". Per il presidente del Senato La Russa bisogna "riscrivere nella Carta i confini dei poteri". La maggioranza vuole "cancellare la separazione dei poteri", tuona Elly Schlein. Salvini intanto fa fuoco attacca il magistrato Paternello - che in una mail aveva definito "pericolosa" la gestione migranti della premier: "Non può stare al suo posto", fa politica "da centro sociale". Il vicepremier twitta furente definendo "cani e porci" chi cerca di approdare in Italia. Quanto al maliano Diarra, che dopo aver aggredito gli agenti è stato ucciso a Verona: "Non ci mancherà". Non c'è limite al "cattivismo" in politica? Ne parliamo con Michele Ainis, costituzionalista, in libreria con Capocrazia (La nave di Teseo); Debora Serracchiani, deputata e responsabile giustizia PD; Flavio Tosi europarlamentare FI; Martina Carone (YouTrend) e Claudio Brachino, giornalista e scrittore. Al video wall: Cecilia Rossi. In studio con Gerardo Greco e Luca Piras: Maurizio Molinari, Francesca Schianchi e Alessia Candito. La copertina finale è firmata da Alessandro Bergonzoni, in scena dal 19 novembre al Piccolo Elfo di Milano con Arrivano i dunque e protagonista della mostra alla Fondazione Mudina Vite sospese . Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand sul sito di Repubblica GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP DI METROPOLIS
Video Giorgia Meloni che ride, che urla, che strabuzza gli occhi, che abbraccia il premier albanese Edi Rama, o che urla a un comizio. Più di settanta ritratti all'interno, quattro accanto all’insegna. Dopo la firma del protocollo Albania, l'imprenditore 58enne Gjergj Luca, è rimasto tanto affascinato dalla premier da volerle dedicare il suo ristorante nella cittadina di Shengjin. Si chiama Trattoria Meloni, il volto della premier è onnipresente, ma ogni sera a chiusura suona sempre "Bella ciao". Durante la settimana lo prevede la playlist, ma il sabato si suona live. E in scaletta non manca mai.
di Alessia Candito
Video L'Iran lancia oltre 200 missili contro Israele e spiega: "Vendetta per le morti di Nasrallah e Haniyeh". Biden ordina di intercettarli e promette sostegno. Otto morti in un attentato a Jaffa. Quanti Paesi sono ormai coinvolti nello scontro a fuoco in Medio Oriente? Conte si sgancia da Renzi non solo in Liguria ma anche in Emilia Romagna e Umbria. Che futuro per il campo sempre meno largo? La maxi-inchiesta di Milano: dopo gli arresti dei membri delle curve di San Siro e della ‘ndrangheta, la procura interrogherà nomi eccellenti di Milan e Inter. Oggi sono con noi: il leader di Avs Angelo Bonelli; Flavio Tosi, onorevole di FI; l'ex ambasciatore e docente alla Cattolica di Milano Piero Benassi; da Beirut Gabriella Colarusso. Con un focus di Alessia Candito sulle relazioni tra le curve e la 'ndrangheta. In studio con Gerardo Greco e Luca Piras: Laura Pertici e Lirio Abbate. Poi la scrittrice Antonella Boralevi, è in libreria il suo L'amore può succedere (Baldini&Castoldi) e infine spazio a Luna Rossa, con Andrea Iannuzzi. Al videowall Cecilia Rossi. Metropolis è la striscia di approfondimento quotidiano su politica, attualità e cultura, in streaming dalle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand su Repubblica GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP
Video Nipoti di boss che diventano la migliore traccia per beccare il nonno latitante, intere squadre usate come lavatrici di soldi sporchi, manager di squadre di A condannati per mafia o reati correlati. Quella fra 'ndrangheta e pallone è storia d’amore antica, mette radici nelle serie minori, gli investigatori l’hanno scovata dalla Piana di Gioia Tauro ad Asti, ma da tempo tocca i massimi campionati, dal terreno di gioco agli spalti, al giro di scommesse che c’è sulle partite. Alessia Candito racconta a Metropolis una lunga storia tra ultras e criminalità organizzata
Video Un canotto stracarico e con il motore fermo, persone in acqua nel tentativo disperato di alleggerirlo. SeaBird, l'aereo civile di SeaWatch per ore ha inutilmente inviato segnalazioni e richieste di aiuto incluso alla Guardia costiera tunisina, di recente riconosciuta come autorità competente per il coordinamento dei salvataggi in quel tratto di mare. Ma tutte le comunicazioni sono state ignorate dalle autorità. A soccorrere i 43 naufraghi è stato il veliero Nadir, dell'ong Resqship. SeaWatch: "Ancora una volta le Ong si ritrovano a dovere riempire i vuoti scientemente creati da Italia e Unione Europea nel Mediterraneo".
Alessia Candito
Video Manifestanti si riuniscono a Villa San Giovanni, la città si affaccia sullo stretto di Messina ed il suo porto, per il corteo contro il progetto del Ponte. Tra i partecipanti spiccano figure come Sandro Ruotolo, responsabile cultura e informazione del Partito Democratico, che ha rilasciato dichiarazioni critiche sull'iniziativa. Presenti anche Roberto Lo Giacco e Angelita Russo, entrambi manifestanti, che hanno espresso le loro preoccupazioni e motivazioni per l'opposizione al progetto. L'articolo dalla nostra inviata Alessia Candito è su Repubblica
Video In un video diffuso dalla rete Refugees in Libia le immagini del violentissimo sgombero del presidio di protesta davanti all’Unhcr di Tunisi. Richiedenti asilo e rifugiati chiedevano l’immediata evacuazione in un Paese sicuro e protezione dalle crescenti violenze, ma alle 3 di notte del 3 maggio è arrivato lo sgombero. Almeno trecento persone sono state portate al confine con l’Algeria e abbandonate nel deserto. “Non abbiamo nulla, né acqua, né cibo. Ci sono tanti bambini che piangono terrorizzati”.
A cura di Alessia Candito
Video "Un tragico caso": Netanyahu definisce così l'attacco a Gaza che ha fatto 7 morti tra i cooperanti di World Central Kitchen. Ma monta l'insofferenza interna per il presidente e quanto è isolato Israele nel mondo dopo oltre 30mila vittime? Vigilia delle mozioni di sfiducia alla Camera nei confronti della ministra Santanché e di Salvini, 'accusato' di non aver interrotto gli accordi tra il partito e Putin. Intanto si fa sentire la Lega. In una lettera-sfogo 21 amministratori ed ex parlamentari contestano la linea del segretario: «Perché abbiamo smesso di parlare con gli autonomisti per accordarci con chi non ha repulsione per fasci e svastiche?»
Oggi siamo con lo scrittore Maurizio De Giovanni, Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di FI; Irene Tinagli, presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo ed europarlamentare del Pd; Lorenzo Pregliasco, direttore di YouTrend; Marco Tarquinio, giornalista ed ex direttore di Avvenire e Paolo Garimberti. Dal confine con la Striscia il reportage di Alessia Candito. In studio con Gerardo Greco: Serenella Mattera e Stefano Cappellini. Con i Sentieri di guerra in video di Gianluca Di Feo.
Nella giornata per la consapevolezza sull'autismo chiudiamo la nostra puntata con Daniele Mencarelli, padre di un figlio autistico che al tema ha dedicato "Tutto chiede salvezza" e "Fame d'aria" (Mondadori). Segnaliamo anche l'iniziativa "Abbracciata collettiva" la maratona di nuoto lanciata in nove città per supportare i bambini autistici e le loro famiglie.
GUARDA TUTTE LE PUNTATE
Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video e in podcast sul sito di Repubblica
div>
Video Sul confine tra l'Egitto e la Striscia di Gaza Alessia Candito ci è stata. Nel suo racconto in video per Metropolis ci sono gli aiuti bloccati alla frontiera e le tende nelle quali le Ong - compresa Wck, che ha appena perso 7 volontari - organizzano i pochi aiuti che riescono a passare.
montaggio Elena Rosiello
GUARDA TUTTE LE PUNTATE
Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand sul sito di Repubblica