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la giornataLuca MonticelliCgil e Uil bocciano il decreto lavoro e accusano la premier Giorgia Meloni di fare «propaganda» il giorno della festa dei lavoratori. Anche alla Cisl il metodo del governo, che ha convocato i sindacati la sera prima del Consiglio dei ministri a cose fatte, non è piaciuto. Ma Luigi Sbarra tiene una linea meno netta rispetto ai colleghi della triplice, auspicando un vera concertazione su tutti i tavoli, dalle pensioni al fisco. «Il giudizio è sospeso in attesa dei testi, considero utile questo incontro se veramente riuscirà a determinare un nuovo cammino di dialogo», dice il leader Cisl.In oltre due ore di vertice a Palazzo Chigi la presidente Meloni e i ministri Giancarlo Giorgetti e Maria Elvira Calderone hanno illustrato ai sindacati il provvedimento all'esame del Cdm di oggi. Il confronto è stato carico di tensioni e alla fine il centrodestra incassa un mandato pieno solo da Paolo Capone dell'Ugl. Il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri si è presentato al tavolo con Manuela, giovane precaria del settore trasporti iscritta alla Uil. «Sono molto spaventata perché non ho certezze, è umiliante sapere che non ho nulla», le sue parole. Bombardieri si è rivolto così alla premier: «Purtroppo per noi questa è la vita reale, i problemi primari sono la precarietà e la condizione dei salari nel nostro Paese. Il governo invece vive nel metaverso». La presidente Meloni si difende dall'attacco sul Primo maggio: «Non è una mancanza di rispetto un Consiglio dei ministri il Primo maggio per tagliare il costo del lavoro. È una mano tesa, un tentativo di dialogare e mi sarei aspettata un "bravi"».Il cuneo fiscaleIl segretario della Cgil Maurizio Landini esce da Palazzo Chigi quando ormai l'orologio segna le 22, e ribadisce ai cronisti in piazza Colonna come il metodo di confronto proposto dall'esecutivo non sia «accettabile, abbiamo fatto una discussione a voce, non si è visto alcun testo. Il taglio del cuneo va nella giusta direzione ma è temporaneo, non c'è la restituzione del fiscal drag e manca un prelievo sugli extra profitti». Sbarra chiede che l'aumento dei salari venga «rafforzato e reso strutturale». Bombardieri aggiunge: «La notizia positiva sono le risorse per il cuneo fiscale, ma siamo preoccupati perché il taglio vale qualche mese. Per il resto non c'è nulla su pensioni e sicurezza. A parte il cuneo siamo molto distanti». Il segretario Uil dice un secco no alla riforma del reddito di cittadinanza e anche su Opzione donna sottolinea: «La ministra del Lavoro aveva preso un impegno, ma non ci sono risposte».I sindacalisti sono sicuri che l'intervento sulle causali e sui voucher creerà più precarietà. Secondo Landini «i giovani hanno perso la speranza, abbiamo quasi 120 mila ragazzi che ogni anno se ne vanno dal nostro Paese perchè sono sottopagati e non hanno la possibilità di realizzarsi. Se vogliamo farli tornare, la precarietà va combattuta».C'è aria di sciopero generale? «Abbiamo già proclamato tre grandi mobilitazioni (la prima il 6 maggio a Bologna) perché pensiamo che ci sia bisogno di cambiare la politica economica», risponde Landini. Tuttavia c'è la sensazione che la decisione dipenda dalla posizione della Cisl. Per Sbarra adesso è prematuro pensare allo sciopero, così Landini e Bombardieri al momento preferiscono andare per gradi e aspettare, la volontà è quella di restare uniti.La polemicaLa giornata era cominciata con uno scontro durissimo tra Giorgia Meloni e Maurizio Landini. Il segretario della Cgil aveva definito «un atto di arroganza convocare un Consiglio dei ministri nel giorno della festa dei lavoratori. Non capisco perché, avendo a disposizione 365 giorni l'anno, il governo si debba riunire proprio il Primo maggio, è un modo sbagliato di rispettare coloro che lavorano», aveva detto ospite del programma "Le Parole", su Raitre. Dichiarazioni giudicate «incomprensibili» dalla presidente del Consiglio che nel primo pomeriggio affidava a una nota tutto il suo disappunto: «Io credo sia un bel segnale, invece, per chi come noi è un privilegiato, onorare con il nostro impegno i lavoratori e le risposte che attendono. Chiedo rispetto». Il ragionamento della premier proseguiva poi con una stoccata: «Vorrei ricordare al segretario Landini che il Primo maggio ci sono molte persone che lavorano, dai camerieri ai medici, dalle forze dell'ordine fino ai tecnici che consentono lo svolgimento del concerto di piazza San Giovanni. Se Landini pensa davvero che sia diseducativo lavorare il Primo maggio, allora la triplice dovrebbe organizzare il concerto un altro giorno».Oggi Cgil, Cisl e Uil celebrano la festa dei lavoratori a Potenza, città scelta come simbolo delle difficoltà del Mezzogiorno, ma anche luogo per una stagione di rilancio. "Fondata sul lavoro" è lo slogan della manifestazione, un richiamo al primo articolo della Costituzione che quest'anno compie 75 anni. Gli interventi dal palco dei leader sindacali probabilmente coincideranno con la conferenza stampa di Palazzo Chigi sul decreto lavoro, poi nel pomeriggio a Roma si svolgerà il classico concertone di piazza San Giovanni. --© RIPRODUZIONE RISERVATA