Donne e preparate Ecco le tre new entry

CARAVINO Sono tre le giovani vigneron entrate a far parte dell'associazione Giovani vignaioli canavesani che, un anno fa, proprio nelle antiche cantine del castello di Masino, hanno inaugurato la prima Banca del vino. Si chiamano Elisa Brun, 37 anni, dell'azienda Le brune di Quagliuzzo, Anna Marco, 23 anni, che ha preso le redini della cantina di famiglia, Fratelli Marco di Loranzè, e Jyothi Aimino, 29 anni, dell'Erm di Borgomasino. «Da anni sento parlare di potenzialità dei vini canavesani - attacca Elisa - ora questo è il presente da cogliere. Per questo ho aderito all'associazione, per la sua visione del futuro: coltivare vigne, produrre vini deve poter diventare un lavoro per noi giovani». Intanto Elisa Brun, che arriva dalla ristorazione, si è messa in gioco dopo aver frequentato un corso di viticoltura tenuto dall'enologo e primo presidente dei Giovani vignaioli, Vittorio Garda, nella cantina sociale della Serra di Piverone. «Da quel momento - racconta - mi sono innamorata della viticoltura eroica». Il secondo passo è stato acquistare un ettaro di vigneto abbandonato, a Chiaverano. «C'erano viti di 80 anni di vari uvaggi tipici del Canavese (Erbaluce, Barbera, Freisa, Neretto) che ho deciso di mantenere. Il mio primo vino (pronto per maggio) sarà un Rosato che chiamerò Anim». E da zero ha cominciato anche Jyothi Aimino, 29 anni, laurea in Scienze gastronomiche all'università di Pollenzo, che ha fondato l'azienda agricola Erm (dal nome dialettale della zona in cui si trovano le vigne). «Ho recuperato tre ettari di zona boschiva sulle colline di Borgomasino, in cui ho impiantato barbatelle di Erbaluce e Nebbiolo. E ora sto per completare la cantina che mi permetterà di vinificare». Ma Jyothi, oltre a produrre vino, vuole raccontare il territorio con l'originalità di una narrazione che non dimentica la sua terra d'origine, l'India. Tanto per cominciare la sua prima etichetta, un Erbaluce docg 2021, si chiama con il suo nome, Jyothi, che significa "luce". «Ai vini abbino la vendita di marmellate prodotte dal mio frutteto, in cui ho recuperato antiche varietà di frutti che poi lavoro con l'aggiunta di spezie. In programma inoltre ho l'apertura di una fattoria didattica».Anna Marco, studentessa in Scienze agrarie, con l'aiuto di nonno Roberto, nel 2010, ha invece reimpiantato i vitigni che la famiglia possiede tra Loranzè e Colleretto, e ha restaurato la cantina. Ora produce 6mila bottiglie l'anno: «Fiore all'occhiello è lo spumante metodo classico a dosaggio zero, Albedo. Ma spingiamo sui rossi, che incontrano i favori del mercato. Abbiamo Chermes, un Canavese Barbera doc, e Nemore che è un Nebbiolo doc. Non essendo compresi nel territorio della doc Erbaluce non possiamo utilizzare il marchio, produciamo quindi un Canavese bianco doc, a base Erbaluce». --Lydia Massia