Migranti, altra strage Le Ong contro l'Italia «Li ha lasciati morire»

il casoFlavia AmabileSi riempie di nuovo di morti il Mediterraneo sotto gli occhi inerti delle autorità costiere di tre stati. L'ultimo naufragio di migranti è avvenuto ieri nelle acque tra l'Italia e la Libia. Trenta persone disperse e 17 tratte in salvo è il bilancio mentre il mare ha restituito altri tre corpi della Summer Love che si è rovesciata due settimane fa a 150 metri dalla spiaggia di Cutro sul mar Jonio, portando a 79 il numero delle vittime, di cui 34 minorenni. Sabato un'imbarcazione con 47 persone a bordo è stata segnalata in acque internazionali. I migranti avevano contattato Alarm Phone che a sua vola ha comunicato la presenza al Centro Nazionale di coordinamento del soccorso marittimo di Roma, a quello maltese e a quello libico. L'imbarcazione è stata localizzata in area Sar libica a circa 100 miglia dalle coste. Dopo alcune ore è stata avvistata anche dal mezzo aereo Seabird della ong Sea Watch che ha effettuato una chiamata di soccorso e ha contattato il mercantile Basilis. L che si è diretto verso il gommone. Secondo quanto riferisce la Guardia Costiera italiana, tutte le informazioni sono state fornite anche alle Autorità libiche e maltesi. Il mercantile, però, non è riuscito a soccorrere i migranti, non è un'imbarcazione in grado di effettuare questo tipo di interventi soprattutto in condizioni meteo non favorevoli. Nè sono intervenute le autorità libiche per mancanza di disponibilità di assetti navali. E' stato chiesto l'intervento del Centro Nazionale di coordinamento del soccorso marittimo di Roma che ha inviato un messaggio satellitare di emergenza a tutte le navi in transito. Sul posto si sono, quindi, trovati quattro mercantili che hanno avviato il soccorso. Durante le operazioni di trasbordo sulla motonave Froland, l'imbarcazione carica di migranti si è capovolta: 17 persone, di cui due ferite che verranno portate a Malta, sono riuscite a salire a bordo, mentre circa 30 sono cadute in acqua.I quindici sopravvissuti, dopo lo scalo a Malta dei due feriti, sono state portate sulla motonave le destinate a raggiungere l'Italia mentre le operazioni di ricerca dei dispersi continuano con l'aiuto dei mercantili presenti in zona e col sorvolo di due aerei Frontex. Chi doveva intervenire e non è intervenuto? La Guardia Costiera italiana si è giustificata in una nota: «L'intervento di soccorso è avvenuto al di fuori dell'area di responsabilità Sar italiana registrando l'inattività degli altri Centri Nazionali di coordinamento e soccorso marittimo interessati per area». Molto diversa la versione fornita da Alarm Phone di quanto è avvenuto in mare tra sabato e domenica. «Le autorità - sostiene l'Organizzazione umanitaria - hanno ritardato consapevolmente i soccorsi e li hanno lasciati morire». Un'accusa chiara che ha suscitato un nuovo attacco contro il governo che ha subito dominato la scena politica. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, prova a difendere le autorità marittime, sostiene che «non bisogna mai strumentalizzare quello che accade. Sono convinto, conoscendo la Guardia costiera, la Marina militare italiana e la Guardia di finanza, che questi uomini di mare non lascino mai nessuno senza soccorso».Una posizione simile viene espressa da Maurizio Lupi, capo politico di Noi Moderati: «Le vite umane vanno sempre salvate e l'Italia è in prima fila da sempre, ma si sta conducendo una campagna politica vergognosa sulla pelle dei migranti e sulle tragedie. Il nuovo naufragio al largo delle coste libiche conferma l'urgenza di un forte impegno dell'Europa, così come chiesto dalla presidente Meloni. Non è il momento delle polemiche strumentali, delle accuse e delle insinuazioni vergognose, ma quello della responsabilità comune».Parole che non bastano a fermare l'attacco delle opposizioni. Per la segretaria Pd, Elly Schlein è «una vergogna per l'Italia e per l'Europa, non possiamo più vedere il Mediterraneo ridotto a un grande cimitero a cielo aperto». L'Alleanza Verdi Sinistra ha ribadito la richiesta di dimissioni per il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi perché il gommone era «stato segnalato» e il governo italiano è intervenuto chiedendogli «di tornare indietro e alla guardia costiera libica di intervenire, risultato: altre vite annegate in mare. Il ministro Piantedosi, che coordina queste operazioni, è un'onta per l'Italia e ne chiediamo dimissioni».Il nuovo naufragio provoca indignazione anche al di fuori dei confini italiani. «Un'altra catastrofe evitabile che mostra la vera mancanza di umanità e compassione nel governo Meloni. - scrive su Twitter la presidente dei Socialisti e Democratici Ue (S&D), Iratxe Garcia Perez - Si tratta di un fallimento deliberato nello svolgimento di adeguate operazioni di ricerca e salvataggio. Questo approccio costerà molte altre vite e non impedirà alle persone di venire nell'Ue», avverte. --© RIPRODUZIONE RISERVATA