I sindaci canavesani pronti a manifestare a Rivarolo

Andrea Scutellà / ivreaIn piazza con la fascia tricolore per mostrare solidarietà al sindaco Alberto Rostagno e agli assessori Francesco Diemoz e Lara Schialvino, condannati a un anno in primo grado per omicidio colposo per la morte di Guido Zabena, durante l'alluvione del 2018, nel sottopasso allagato tra Rivarolo e Feletto. È l'idea lanciata dalla sindaca di Strambino Sonia Cambursano e che è circolata nelle chat dei colleghi canavesani. L'obiettivo è far nascere un movimento che possa porre di nuovo in Parlamento la questione della responsabilità degli amministratori sia nei casi di abuso d'ufficio, come già chiesto dall'Anci, che di omicidio colposo. «Ho coinvolto - spiega Cambursano - anche Anci Piemonte che ha dato la sua disponibilità a sostenerci. Vorremmo arrivare di nuovo a chiedere la riforma del Testo unico sugli enti locali perché le responsabilità in capo ai sindaci sono spropositate. Stavolta è successo al sindaco di Rivarolo e ai suoi assessori, ma potrebbe succedere a chiunque di noi, la questione va affrontata con una modifica normativa. Anche perché senza riforma, ci sarà sempre il problema di trovare persone che decidano. Non vogliamo sottrarci alle nostre responsabilità, ma solo poterle assumere consapevolmente. Ricordo che nella manifestazione del 7 luglio 2021 a Roma fu chiesto di non dover più scegliere se essere indagati per abuso o omissione di atti d'ufficio, a seconda che si firmi o non si firmi lo stesso provvedimento».Un esempio pertinente, in merito, lo porta Fausto Francisca, sindaco di Borgofranco d'Ivrea. «Ricordo il caso del mio predecessore a Borgofranco Claudio Ferrando - racconta Francisca -, chiamato a pagare di tasca sua 150mila euro perché non aveva emesso un'ordinanza di taglio delle piante, prima della frana del 1994 in frazione Paratore che ha poi travolto una casa, senza nessuna vittima. Mi ricordo che si sdebitava pagando 500 euro al mese. Il sindaco oggi rischia di essere il capro espiatorio di qualsiasi cosa succeda. Devi evitare tutti i pericoli, altrimenti sei sempre colpevole. Quando vedo che c'è traffico pesante nelle nostre vie strette di Borgofranco, io lo blocco e lo faccio perché so che c'è il rischio che tirano giù qualche balcone e se non lo faccio vado sotto processo».Sulla stessa lunghezza d'onda anche Luigi Ricca, sindaco di Bollengo. «Non conosco la situazione nel dettaglio - precisa -, e non so se ci sono mancanze così chiare ed evidenti. Certo che il sindaco si trova sempre in prima linea ed è necessaria una revisione della norma sulla responsabilità amministratori, perché non diventino capro espiatorio di tutto. Tutte le volte che c'è una situazione di emergenza, si chiama sempre in causa sempre e solo l'amministrazione. Il problema è la programmazione di interventi di manutenzione, visto che poi si interviene sempre il giorno dopo l'emergenza. Bisogna che lo Stato pensi a un linea di finanziamenti programmati, affidati non tanto al singolo Comune, che spesso non ha risorse e personale per farlo, ma a un ente sovracomunale come la provincia o la Città metropolitana. A un giovane oggi consiglierei ancora di fare il sindaco, perché bisogna occuparsi della comunità. Ma c'è un appesantimento burocratico, uno scaricabarile verso l'ultimo gradino della scala rispetto a quando ho cominciato io. Tutto questo lo dico nel pieno rispetto e nella piena vicinanza alla famiglia della persona che è deceduta. Non possiamo dare un giudizio sul pronunciamento in sé, soprattutto finché non ne conosciamo le motivazioni. Bisogna rispettare la sentenza, da un lato, e dall'altro porre il problema della responsabilità». Anche un ex sindaco e oggi consigliere regionale del Pd, Alberto Avetta, esprime la sua solidarietà al sindaco Rostagno e appoggia l'azione partita da Cambursano. «C'è un Parlamento nuovo, appena entrato in carica - spiega -, e questo è un caso emblematico di quanto sia difficile fare il sindaco, confido che dal Canavese parta un'azione collettiva. Mi auguro che Anci Piemonte si faccia carico della questione e raccolga l'appello dei sindaci. C'è una trasversalità tra i di loro, ci aspettiamo che il Parlamento si impegni con urgenza. Dobbiamo sempre pensare che l'imprevedibile, purtroppo, esiste». Sulla stessa lunghezza d'onda anche l'Uncem che parla per bocca del presidente nazionale Marco Bussone. «La magistratura si rispetta sempre - sottolinea -, ma occorre rispettare i sindaci. Per i quali si chiede alla politica di intervenire, se non con uno "scudo", con soluzioni giuridiche che li tutelino. Tutelino la loro vita amministrativa. Tantopiù per questioni legate alla protezione civile. Perché non è sostenibile ci siano responsabilità per questioni ambientali ed emergenziali in capo agli amministratori. Serve una profonda revisione della normativa vigente che chiediamo a governo e parlamento. Con urgenza. Sono vicino ad Alberto e alla sua giunta». --