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Alessandro Di Matteo / romaLa mossa di Olaf Scholz fa arrabbiare tutti in Italia, compreso il premier Mario Draghi che su questo trova il pieno appoggio di Giorgia Meloni e che interviene per dire che di fronte alla crisi del prezzo del gas l'Ue non può andare in ordine sparso. Il cancelliere tedesco annuncia un piano da 200 miliardi per proteggere l'economia tedesca, praticamente la stessa somma del Recovery fund che spetta all'Italia. «Un enorme scudo protettivo», come ha detto Scholz, per mettere al riparo un Paese ormai a un passo dalla recessione (la previsione per il prossimo anno è di un Pil in calo dello 0,4%) e schiacciato da un'inflazione che ha già superato il 10%. Una cura-shock che, però, non è quella che chiedeva Draghi e che vorrebbe la Meloni, perché i conti pubblici italiani non consentono interventi del genere. Oltretutto, un annuncio arrivato proprio mentre la Commissione Ue propone un tetto solo per il prezzo del gas che arriva dalla Russia e non su tutte le importazioni di gas, da qualunque fornitore provengano.Draghi, che con la Meloni si è sentito al telefono, lo dice esplicitamente: non ci si può muovere ognuno per conto proprio, senza tener conto che alcuni Paesi hanno margini di manovra minori di altri. «Davanti alle minacce comuni dei nostri tempi, non possiamo dividerci a seconda dello spazio nei nostri bilanci nazionali. Nei prossimi Consigli Europei dobbiamo mostrarci compatti, determinati, solidali, proprio come lo siamo stati nel sostenere l'Ucraina». Per il presidente del Consiglio «la crisi energetica richiede da parte dell'Europa una risposta che permetta di ridurre i costi per famiglie e imprese, di limitare i guadagni eccezionali fatti da produttori e importatori, di evitare pericolose e ingiustificate distorsioni del mercato interno». Ma soprattutto, insiste, è fondamentale «tenere ancora una volta unita l'Europa di fronte all'emergenza». Posizioni che l'Italia ribadirà oggi al Consiglio Ue dei ministri dell'energia.Sulla stessa linea, appunto, la leader di FdI. In una nota avverte: «Nessuno Stato membro può offrire soluzioni efficaci e a lungo termine da solo in assenza di una strategia comune, neppure quelli che appaiono meno vulnerabili sul piano finanziario. Per questo l'auspicio è che nel Consiglio europeo sull'energia prevalgano buon senso e tempestività». La leader di FdI ribadisce anche la richiesta di una sostanziale unità nazionale, su questo tema: «Su questo tema di vitale importanza per l'Italia confido nella compattezza di tutte le forze politiche». Un intervento immediato lo chiede anche Matteo Salvini, anche se non entra nel dettaglio del tetto al prezzo del gas. «La Germania annuncia un maxi intervento da 200 miliardi di euro per bloccare gli aumenti di luce e gas. Urge intervenire anche in Italia, altrimenti le nostre aziende non potranno più competere e lavorare». Il leader della Lega, da giorni, chiede di mettere almeno 30 miliardi sul tavolo ricorrendo ad uno scostamento di bilancio, che invece non piace a Meloni proprio per la situazione dei conti pubblici italiani richiamata anche da Draghi.E sulla linea del premier si attesta anche Enrico Letta: «La posta in palio è così alta e i destini così uniti che le soluzioni strutturali non possono che essere europee e dunque comuni, come dice Draghi». Giuseppe Conte, invece, si rivolge alla Meloni e la esorta a «ottenere un piano europeo di interventi e una strategia comune che ci mettano in salvaguardia, come il Recovery durante la pandemia». --© RIPRODUZIONE RISERVATA