«Non ha visione politica né capacità» Grillo affonda Conte e spacca il M5S

Federico Capurso / ROMALa storia tra Giuseppe Conte e il Movimento 5 stelle, adesso, è davvero finita. Beppe Grillo, lo stesso uomo che quattro mesi fa gli aveva consegnato le chiavi del partito, lo scarica senza troppe cerimonie con un post sul suo blog, perché, semplicemente, «Conte non può risolvere i nostri problemi», scrive. «Non ha né visione politica, né capacità manageriali. Non ha esperienza di organizzazioni, né capacità di innovazione. Io l'ho capito e spero possiate capirlo anche voi». I toni sono durissimi. Lo statuto proposto da Conte viene bollato come «seicentesco». E quello dell'ex premier, definito come un tentativo di costruire un partito «unipersonale»: una trasformazione che «non possiamo permettere». Poi, un ultimo colpo di teatro. Grillo annuncia il ritorno di Davide Casaleggio e della sua piattaforma Rousseau, sulla quale convocherà gli iscritti per votare il nuovo «Comitato direttivo» che prenderà la leadership. Un doppio schiaffo. Perché impone il ritorno di quello stesso Casaleggio che i parlamentari avevano combattuto per mesi, arrivando a detestarlo. E di quel «comitato direttivo» che proprio Grillo, solo poco tempo prima, aveva definito «morto», «inutile», «archiviato».La notizia vola veloce e il partito, pochi minuti dopo la pubblicazione del post, piomba nel caos. Ma Grillo non se ne cura. D'altronde, scrive, «mi sento così: come se fossi circondato da tossicodipendenti che mi chiedono di poter avere la pasticca che farà credere a tutti che i problemi sono spariti». Per il Garante, l'idea di avere Conte alla guida del Movimento altro non è che un'illusione «collettiva e momentanea» di aver risolto i problemi legati al consenso, mentre quel che manca davvero ai Cinque stelle sono «idee, progetti, visione». E insieme a queste, vanno affrontati i problemi organizzativi: «Merito, competenza, valori - fa l'elenco il Garante -, e rimanere movimento decentralizzato, ma efficiente». Adesso, scrive, la «famiglia» grillina si deve rimettere in gioco «senza rincorrere falsi miti, illusioni o principi azzurri».L'idea di una comunità unita, di una famiglia stretta intorno al Garante, è quanto di più lontano ci sia, nelle ore che seguono l'ultimo «vaffa» di Grillo a Conte. I parlamentari sono spaccati, gli attivisti furiosi si riversano sui social, e anche i pontieri, che avevano lavorato fin qui a una mediazione, si arrendono, sfiniti e amareggiati: «Grillo è impossibile da convincere. Stavolta sta sbagliando». Sanno bene qual è il rischio più forte che corrono in questo momento: una scissione. Mai come stavolta dolorosa. Lo hanno detto anche a Grillo, ma non c'è niente da fare. Grillo è abituato a convincere gli altri, non a farsi convincere. Quasi tutti i senatori sono pronti a seguire Conte, compatti. Il gruppo alla Camera invece è diventato un campo di battaglia, regna la confusione. La mossa di riesumare il patto con Casaleggio, giustificata da Grillo dal pericolo di ricorsi in tribunale se si fosse votato su una piattaforma diversa, ha però aiutato molti eletti M5S a prendere una decisione. Come Roberta Lombardi, membro del comitato di garanzia M5S: «Non so se trovo più folle la valutazione su Conte, che ha guidato due governi tra crisi economica e pandemica, o il fatto di rimetterci nella gabbia Rousseau. In ogni caso, non condivido una virgola di quel post».Così, Grillo, si trova improvvisamente isolato. In pochi, ormai, prendono le sue difese. E in ogni caso, come nel caso di Vincenzo Spadafora, non lo danno a vedere pubblicamente. «Ragazzi per me è finita, chiuso, siamo alla follia», si sfoga il deputato Roberto Rossini in chat. «Parole dure e ingenerose nei confronti di Conte - scrive sui social il collega Luca Carabetta -. Non è ciò che mi aspettavo per il Movimento». Protesta anche la senatrice Alessandra Maiorino, fedelissima dell'ex premier, che si sente «trattata come un pacco». La decisione di Grillo, scrive, «lascia attoniti non solo noi, ma anche quella parte di Paese che ha creduto e crede ancora in Conte. In questo modo si assume una responsabilità enorme». Chiedono tutti di indire una riunione d'urgenza, che viene convocata per questa sera a Montecitorio. Prima che Grillo arrivi a Roma, prima che Conte prenda una decisione sul suo futuro. --© RIPRODUZIONE RISERVATA